Libreria 2014

1) Haruki Murakami, NORWEGIAN WOOD (1987)
principalmente perchè dopo aver visto le foto delle vacanze di un paio di amici sono entrata completamente nel trip Giappone e mi sto facendo una cultura. Romanzo di formazione, in un´altra cultura. Che ci avranno i Giapponesi col suicidio, io non lo so. I personaggi comunque mi sono sembrati molto simili (anche se con piú spessore) a quelli della Yoshimoto.

2) Mauro Corona, ASPRO E DOLCE (2004)
Possono esserci tanti modi per raccontare una vita e una societá, fili rossi che annodano le storie e le generazioni. Corona sceglie il vino. Nonostante tutto, da veneta, trovo che l´immagine sia tanto carica di malinconia per la vita di paese com´era prima.
Resta semore un po´il dubbio che lui, l´autore, invece di esserci, ci faccia

3) Schmitt Eric-Emmanuel, PICCOLI CRIMINI CONIUGALI (2006)
Dopo un banale incidente domestico, il marito si risveglia senza memoria. La moglie diventa quindi la sua memoria e inizia a narrargli 30 anni di vita insieme. Quando la memoria inizia a riaffiorare, ricordi e racconti non combaciano più. Qual è la versione corretta? Chi ha tentato di far fuori chi?

4) Elizabeth Gilbert, EAT, PRAY, LOVE (2006)
Non leggevo un romanzo in inglese da una vita e un po´di sana evasione ogni tanto non puó che far del bene. Pericoloso in certi momenti della vita, banale in altri. Dipende tutto dal momento.

5) Angeles Mastretta, L´EMOZIONE DELLE COSE (2012)
Letto in versione Italia, con qualche perplessità sulla traduzione. Una raccolta di momenti familiari e ricordi intimi. Forse l´avrei apprezzato di piú se prima avessi letto altri romanzi dell´autrice (il libro mi é stato regalato a Natale).

6) Chiara Gamberale, PER DIECI MINUTI (2013)
A volte non è lo spessore del libro che conta, ma il momento in cui lo leggi (vedi al numero 4, si nota che sono alla ricerca di leggera ispirazione)

7) Charles Dickens, OLIVER TWIST (1838)
Non mi aspettavo una prosa tanto vivace, ironica  e arguta. Peró non é sufficiente a sollevare il libro nella sua lunga agonia centrale. Meno male che un capitolo riassuntivo finale aiuta a rimettere insieme i pezzi.

8) Dino Buzzati, UN AMORE (1965)

9) Isabel Allende, EL CUADERNO DE MAYA (2011)
Prendi la storia di una adolescente californiana disafattata e scrivici due capitoli. Poi aggiungi un terzo capitol sul  Cile e la repression politica negli anni della dittatura. Infine inventa due colpi di scena e riapri e chiudi la vicenda in batter d´occhio. Per la prima volta la Allende ha un po´ deluso.

10) Corrado Ruggeri, FARFALLE DEL MEKONG. Tra Thailandia e Vietnam. (1999)
Viaggio di un giornalista italiano nel Sud-est asiatico. Spunti di viaggio interessanti.

11) Edna O´Brien, THE COUNTRY GIRLS (1960)
Puzza d´umido e di morale cattolica in atmosfere irlandesi

12) Niccolò Ammaniti, TI PRENDO E TI PORTO VIA (!999)
Una sorta di breaking bad de noialtri. Ne guadagnerebbe con qualche volgarità gratuita in meno

13) Joseph Conrad, LA LINEA D`OMBRA (1917)
Che vai ora in Asia e ti senti un fico, ma manco morto ci saresti sopravvissuto un secolo fa

14) Mattia Butta, 101 MOTIVI PER NON VIVERE IN GIAPPONE (2012)

15) Nadine Gordimer, IL CONSERVATORE (1974)

16) Angela Staude Terzani, GIORNI GIAPPONESI (1994)

17) Marco Balzano, PRONTI A TUTTE LE PARTENZE (2013)

18) Javier Marías, MAñANA EN LA BATALLE PIENSA EN MI (1994)

19) Maurizio Maggiani, IL VIAGIATORE NOTTURNO (2005)

20) Mikael Niemi, MUSICA ROCK DA VITTULA (2002)

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