lunedì 6 ottobre 2014

zuccherino

L´anno scorso quando sono stata in Thailandia per la prima volta l´impatto con la cucina locale non è stato dei migliori. Anzi, direi che sia stato deludente.
Avevo grandi aspettative dopo il thailandese mangiato in Europa, ma la versione originale mi ha spiazzato. Il primo giorno è tutto buono, il secondo pure, dopo un po´pero cominciavo a chiedermi se non ci fosse qualcosa per caso che non fosse terribilmente piccante o stucchevolmente dolce. Ma mentre il piccante di poteva facilmente evitare (almeno nelle sue declinazioni estreme), il dolce sembrava pervadere ogni piatto.
La zuppa? Dolce
Il pollo? Dolce
Il riso? Dolce
Fortuna che poi ci siamo ritirati su una spiaggia e lí abbiamo vissuto di frutta e pesce alla brace.
 
Quest´anno, come sapete, sono tornata alla carica. La Thailandia mi aveva lasciata un po´ insoddisfatta sotto molti aspetti e quindi ho deciso di darle piú tempo e di regalarle una seconda chance, anche a livello culinario.
 
In qualche modo lí per lí é stato un successo. Nel senso che ho gozzovigliato alla grande, imparando tra quali cibi scegliere e come ordinare.
Addio ai curry e alle zuppe al cocco, in compenso tanti brodini e crostacei. Una delizia.
 
Solo una volta tornata a casa, mi sono accorta però del peso lasciatomi dalla cucina thailandese.  Non parlo del peso in senso letterale, i chili infatti non sono aumentati, anzi, tutto quel calore mi ha fatto sudare e dimagrire.
Parlo di un peso peggiore: la dipendenza da zuccheri. In particolare nei primi giorni dopo il ritorno non ho fatto altro che cercare dolci e nessuna bevanda mi sembrava sufficientemente zuccherata. Ho iniziato a pensare ai dolci e a sbavare a qualsiasi ora del giorno e della notte. E pensare che in thailandia non avevo mai e poi mai preso qualcosa di dolce in senso stretto, tipo dei dolcini o del gelato (no, aspettate, ora che ci penso una volta mi ero fatta una specie di pancake alla nutella per strada). Nessun dessert, eppure in tre settimane avevo sviluppato una incredibile dipendenza da zucchero.
 
Che storia!! direte voi, eh.
Infatti, ma è che avevo bisogno di spiegare al mondo del perchè io abbia improvvisamente iniziato a sfornare dolci e mi sia anche imspiegabilmente scoperta in grado di farlo.

Ora se io fossi una blogger seria vi metterete le foto di qualche creazione, ma sapete giá che non lo sono.

4 commenti:

  1. io sto progettando un viaggio in Thailandia e temo un po', vedremo da vegani che succede ...

    e dai, vogliamo fotoooo! su, su!!!

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  2. io purtroppo non ho l´occhio allenate per queste cose, peró ad occhio e croce direi che piú o meno ovunque ci sono ricette vegetariane, mal che vada con un riso alle verdure te la cavi sempre. I latticini poi non dovrebbero essere un problema, perché mi sembra siano praticamente assenti dale ricette principali. L´uovo potrebbe invece dare qualche problema, perché spesso viene usato con riso e noodle (un po´alla maniera della nostra carbonara, per intenderci). peró lo sai che l´esperta é Natalia e io magari ti sto dicendo solo tante cavolate

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  3. Anche in Cina è così. I piatti devono avere sempre un equilibrio tra dolce salato e per il nostro palato risulta sempre tutto molto dolce o sciapo. Io però non sono diventata dipendente da zucchero ^_^

    Ho letto il tuo commento sul mio blog e mi sto leggendo tutti i tuoi post. Mi piace!

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    1. grazie. io comunque il comment l´ho lasciato perché davvero mi piace leggerti, non sentirti in dovere di ricambiare.sono poco avvezza a queste pratiche da blogger, ma mi pare che alcune lascino comenti qua e lá solo per conquistare nuovi lettoi, ma non é questo il mio caso

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