mercoledì 2 aprile 2014

incontri sul treno

Ho un bel po´di arretrati da smaltire qui.
 
Effettivamente dovrei raccontarvi di come il Marocco mi abbia sorpreso e conquistato, della gente e degli animali che ho visto, di quello che ho mangiato e bevuto, degli acquisti fatti e delle foto scattate.
 
Potrei anche lamentarmi un po´ del lavoro ora che ci penso, e ripetervi con rinforzata convinzione che la vita accademica decisamente non fa per me.
 
Poi vorrei anche raccontarvi del matrimonio a cui sono stata lo scorso fine settimana, del vestito della sposa, della madre della sposa travestita da gerarca fascista, della repulsione al rito religioso. Vi dico solo però che c´era tutta la baracca tradizionale con ricevimento con i parenti pre-cerimonia + messa cantata + lancio del riso + ristorante a 40 minuti + pranzo da 10 portate che termina alle 19 +  animazione musicale e trenino +  bomboniere. Insomma tutta la tradizione, messa in scena per benino.
Lezione per il futuro: rifiuta subito l´invito se puzza troppo di tradiszione e se non conosci almeno 5 persone tra gli invitati.
 
Però oggi non vi parlo di questo.
Oggi vi parlo dell´incotnro stupendo che ho fatto lunedí sul treno Verona-Monaco di Baviera: una signora meravigliosa, sui 65 anni, che in 30 minuti mi ha raccontato (quasi) tutta la storia della sua vita, conquistandomi senza riserve.
Ora, lo so che probabilmente si tratta di violazione della privacy, ma tanto le possibilità che lei lo venga a sapere o che qualcuno che la conosce legga qui la sua storia sono praticamente uguali a zero; qundi ora riporterò tutto quello che mi ha raccontato, perchè è davvero troppo bello perchè io me lo possa tenere per me. Necessito di condividerlo.
 
La signora ha vissuto tutta la sua vita in Inghilterra, in una grande casa, con un marito molto impegnato nel lavoro e tre figli che, dopo essere stati cresciuti ed educati per bene, hanno iniziato a percorrere la propria strada. Lei nel frattempo, oltre a occuparsi di marito, casa e figli, insegnava fisica in un liceo e l´esperienza l´aveva portata anche a diventare capo del dipartimento di scienze, il che significava soprattutto avere montagne di burocrazia da sbrigare.
Non era esattamente depressa, ma viveva una vita molto ordinaria, basata su una routine monotona, ma rassicurante. Era anche un po´sovrappeso, diciamo un po´ tanto, sui 100 kg. Niente sport, nessuna attività outdoor, pochi amici, tanta noia.
Ad un certo punto il marito della signora muore [non mi ha detto come] e lei si ritrova sola e distrutta, a big mess, dice lei, in cui si dimentica di mangiare, di prendersi cura di se stessa, di lavorare. In 4 mesi passa da 100 a 56 kg.
Troppo magra è il verdetto del medico. E in lei scatta qualcosa.
Capisce che se é riuscita a cambiare qualcosa di sé che pensava non avrebbe mai potuto cambiare, come il fatto di essere una persona obesa, allora forse avrebbe trovato la forza e il modo di cambiare anche altre cose.
Non sa da dove partire però e quindi compra uno di quegli stupidi manuali di auto-aiuto, Being Happy o Becoming Happy. Nel secondo capitolo trova un esercizio che la invita a mettere per iscritto come vede o imagine la versione di sè felice. Bella cagata penso io e invece lei lo fa e all´improvviso la sua vita cambia, tanto che non ha più nemmeno il tempo o il desiderio di finire di leggere quel libro.
Odiava essere grassa ed è diventata magra, odiava essere pigra e ha iniziato ad andare in palestra, odiava stare tutto il giorno a casa e ha iniziato a fare passeggiate in campagna, odiava essere sola e ha iniziato a invitare semi-sconosciuti a cena procurandosi così tanti nuovi amici.
Insomma, va tutto meglio, rimane solo il lavoro, che ormai detesta.
Nel frattempo suo figlio si trasferisce in Corea per insegnare inglese e lei lo va a trovare in compagnia della figlia. È il suo primo viaggio ed è un po´ spaventata, ma va tutto bene e capisce di poter viaggiare anche da sola.
L´anno successive il figlio trova lavoro in Vietnam e lei decide di andare da lui qualche settimana. Viaggia da sola, ma si sente ancora un po´ insicura e quindi si affida a un´agenzia che la accompagna atraverso il Vietnam, da sud a nord.
Torna a casa e odia sempre di più il proprio lavoro; decide allora di licenziarsi e fnito l´anno scolastico inizia a programmare un viaggio, da sola.
Non è proprio sicura di farcela e quindi procede a piccoli passi. Innazitutto compra un biglietto di sola andata per Hong Kong e poi trova il modo di comprare un biglietto ferroviario per la Cina attraverso internet.
Morale? Affitta la grande casa a un´amica, mette  le sue cose in soffitta e parte con uno zaino di 20 kg sulle spalle.
Io l´ho incontrata sulla via di casa, sta per tornare in Inghilterra, ma solo per pochi mesi. Vuole salutare un amico che purtroppo se ne sta andando, farsi sistemare qualche dente dolorante, riaffittare la casa a un prezzo di mercato e poi ripartire.
Stima di avere ancora 5 anni di buona salute e forze a propria disposizione e non vuole più sprecare neppure un giorno, vuole fare tutto quello che non aveva neppure sognato di riuscire a fare prima.
 
[ndr lo so che sembra una storia da film, ma giuro di non aver romanzato nulla, riporto il racconto cosí come mi é stato riferito, rimettendo semplicemente in ordine i pezzi riferitemi] 

2 commenti:

  1. Wow!
    Mi auguro e ci auguro di non diventare come questa fantastica signora, ma se la vita dovesse farci dimenticare quanto amiamo essere libere, spero di avere la sua grandissima forza e il suo coraggio.
    Grazie per averci raccontato questa storia incredibile!

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