mercoledì 30 aprile 2014

compiti di religione

L´appuntamentop è alle 21. Tu atterri alle 20 e a quel punto decidi di prendere un taxi dall´aeroporto in modo da arrivare a casa almeno per le 20.55. La combinazione bus+metropolitana la lascia per un´altra volta.
E poi è domencia sera, non ci sará traffico e forse riuscirai ad essere a casa alle 20.50. L´importante è far capire al taxista che non sei una gringa sprovveduta, ma che sai esattamente dove sei e dove devi andare, cosí magari evita di passare dalla costa per portarti a  casa.
Sul taxi ripassi mentalmente le cose da fare una volta a casa. Avrai 10 minuti netti per docciarti, asciugarti, phonarti, vestirti e truccarti.
Ok, magari il phon non serve, che tanto fa un caldo che si schiatta.
 
Scendi al volo dall´auto, ti precipiti in casa e inizi ad operare con la rapuiditá e l´efficienza di una governante ai piani.
 
Alle 21.10 sei pronta, vestita, truccata, (quasi) pettinata e sorridente.
Ti guardi allo specchio e ti sorridi soddisfatta e compiaciuta, in fono 10 minuti di ritardo non sono molti e lui non è ancora arrivato.
 
Arriverà solo alle 22 e con la peggiore (?) delle scuse.
 
Scusa, sai, stavo aiutando mio figlio più piccolo a fare i compiti di religione. Andiamo?
 
Lí avresti dovuto riconoscere di non star uscendo con la persona giusta. Ma non hai voluto.

domenica 27 aprile 2014

come un albero, come una roccia, come il vento

oggi é il primo giorno di un nuovo inizio
 
ho un contratto con una scuola di Yoga e da oggi fino a Natale (con una pausa in agosto e settembre) andrò una, due fino a sette volte alla settimana a sfidare me stessa in una bella sala con il legno a terra, le pareti bianche e dei dettagli color ciclamino. Da oggi il mio motto sarà:
Stai in piedi come un albero, siedi come una roccia e muoviti come il vento

mercoledì 16 aprile 2014

2 cose

1- per scampare alla dipendenza da burro di arachidi sto cedendo ad una dipendenza da datteri con le mandorle (regalo della nuova coinquilina appena rientrata da Abu Dhabi, io sí che so scegliere le coinquiline!)

2- non ne posso piú di colleghi che votano all´unanimità per mettere le riunioni tra le 6 e le 8 di sera perchè tanto loro vivono all´università e non hanno nulla di meglio da fare.
FATEVI UNA VITA CAZZO!!

lunedì 14 aprile 2014

casa

Nell´aprile del 2009 io ero in Australia, insegnavo italiano in una scuola per bambini fortunati e affittavo una stanza nella grande e bella casa di una famiglia irlandese.
La sera del 6 aprile, durante la cena, il capofamiglia mi dice "Sai, ho sentito che c´è stato un terremoto in Italia, ma verso il centro, tu sei del Nord, vero? Da te dovrebbero stare bene".
Effettivamente la zona da cui provengo non é sismica e un terremoto non é poi una notizia cosí eccezionale per l´Italia, succeede. La TV è spenta, perchè altrimenti i bambini farebbero troppi capricci prima di andare a letto e non mi viene di andare a controllare nell´unico PC di casa con accesso internet quale sia esattamente la situazione. Semplicemente non me ne preoccupo.
 
La mattina dopo mi sveglio, scendo per far colazione, nemmeno il tempo di versarmi un goccio di latte che sento grida provenire dalla sala. Ma non sono i bambini che si azzuffano prima di andare  a scuola, sono grida di donna. Sono grida in italiano, di chi è disperato perchè ha perso degli amici, dei parenti, la casa, il negozio.  
Rimango ipnotizzata da quelle immagini e mi viene la pelle d´oca.
Non è certo la prima votla che vedo immagini di un terremoto o di altre catastrofi. Sono abbastanza vecchia da ricordare bene immagini della guerra nei Bacani e poi via via, piú nitide, quelle del crollo delle Torri Gemelle, lo Tsunami nel sud-est asiatico, ecc. 
Eppure stavolta capisco che é diverso, tavolta è la MIA gente ad essere ferita e disperata e ad avere bisogno di aiuto.
Questa volta sta succedendo a casa mia.

Da due giorni Valparaiso brucia. 
E io guardo in rete le immagini della (mia?) gente che si affanna e si incazza.

Ma io, dove voglio che sia casa?

mercoledì 2 aprile 2014

incontri sul treno

Ho un bel po´di arretrati da smaltire qui.
 
Effettivamente dovrei raccontarvi di come il Marocco mi abbia sorpreso e conquistato, della gente e degli animali che ho visto, di quello che ho mangiato e bevuto, degli acquisti fatti e delle foto scattate.
 
Potrei anche lamentarmi un po´ del lavoro ora che ci penso, e ripetervi con rinforzata convinzione che la vita accademica decisamente non fa per me.
 
Poi vorrei anche raccontarvi del matrimonio a cui sono stata lo scorso fine settimana, del vestito della sposa, della madre della sposa travestita da gerarca fascista, della repulsione al rito religioso. Vi dico solo però che c´era tutta la baracca tradizionale con ricevimento con i parenti pre-cerimonia + messa cantata + lancio del riso + ristorante a 40 minuti + pranzo da 10 portate che termina alle 19 +  animazione musicale e trenino +  bomboniere. Insomma tutta la tradizione, messa in scena per benino.
Lezione per il futuro: rifiuta subito l´invito se puzza troppo di tradiszione e se non conosci almeno 5 persone tra gli invitati.
 
Però oggi non vi parlo di questo.
Oggi vi parlo dell´incotnro stupendo che ho fatto lunedí sul treno Verona-Monaco di Baviera: una signora meravigliosa, sui 65 anni, che in 30 minuti mi ha raccontato (quasi) tutta la storia della sua vita, conquistandomi senza riserve.
Ora, lo so che probabilmente si tratta di violazione della privacy, ma tanto le possibilità che lei lo venga a sapere o che qualcuno che la conosce legga qui la sua storia sono praticamente uguali a zero; qundi ora riporterò tutto quello che mi ha raccontato, perchè è davvero troppo bello perchè io me lo possa tenere per me. Necessito di condividerlo.
 
La signora ha vissuto tutta la sua vita in Inghilterra, in una grande casa, con un marito molto impegnato nel lavoro e tre figli che, dopo essere stati cresciuti ed educati per bene, hanno iniziato a percorrere la propria strada. Lei nel frattempo, oltre a occuparsi di marito, casa e figli, insegnava fisica in un liceo e l´esperienza l´aveva portata anche a diventare capo del dipartimento di scienze, il che significava soprattutto avere montagne di burocrazia da sbrigare.
Non era esattamente depressa, ma viveva una vita molto ordinaria, basata su una routine monotona, ma rassicurante. Era anche un po´sovrappeso, diciamo un po´ tanto, sui 100 kg. Niente sport, nessuna attività outdoor, pochi amici, tanta noia.
Ad un certo punto il marito della signora muore [non mi ha detto come] e lei si ritrova sola e distrutta, a big mess, dice lei, in cui si dimentica di mangiare, di prendersi cura di se stessa, di lavorare. In 4 mesi passa da 100 a 56 kg.
Troppo magra è il verdetto del medico. E in lei scatta qualcosa.
Capisce che se é riuscita a cambiare qualcosa di sé che pensava non avrebbe mai potuto cambiare, come il fatto di essere una persona obesa, allora forse avrebbe trovato la forza e il modo di cambiare anche altre cose.
Non sa da dove partire però e quindi compra uno di quegli stupidi manuali di auto-aiuto, Being Happy o Becoming Happy. Nel secondo capitolo trova un esercizio che la invita a mettere per iscritto come vede o imagine la versione di sè felice. Bella cagata penso io e invece lei lo fa e all´improvviso la sua vita cambia, tanto che non ha più nemmeno il tempo o il desiderio di finire di leggere quel libro.
Odiava essere grassa ed è diventata magra, odiava essere pigra e ha iniziato ad andare in palestra, odiava stare tutto il giorno a casa e ha iniziato a fare passeggiate in campagna, odiava essere sola e ha iniziato a invitare semi-sconosciuti a cena procurandosi così tanti nuovi amici.
Insomma, va tutto meglio, rimane solo il lavoro, che ormai detesta.
Nel frattempo suo figlio si trasferisce in Corea per insegnare inglese e lei lo va a trovare in compagnia della figlia. È il suo primo viaggio ed è un po´ spaventata, ma va tutto bene e capisce di poter viaggiare anche da sola.
L´anno successive il figlio trova lavoro in Vietnam e lei decide di andare da lui qualche settimana. Viaggia da sola, ma si sente ancora un po´ insicura e quindi si affida a un´agenzia che la accompagna atraverso il Vietnam, da sud a nord.
Torna a casa e odia sempre di più il proprio lavoro; decide allora di licenziarsi e fnito l´anno scolastico inizia a programmare un viaggio, da sola.
Non è proprio sicura di farcela e quindi procede a piccoli passi. Innazitutto compra un biglietto di sola andata per Hong Kong e poi trova il modo di comprare un biglietto ferroviario per la Cina attraverso internet.
Morale? Affitta la grande casa a un´amica, mette  le sue cose in soffitta e parte con uno zaino di 20 kg sulle spalle.
Io l´ho incontrata sulla via di casa, sta per tornare in Inghilterra, ma solo per pochi mesi. Vuole salutare un amico che purtroppo se ne sta andando, farsi sistemare qualche dente dolorante, riaffittare la casa a un prezzo di mercato e poi ripartire.
Stima di avere ancora 5 anni di buona salute e forze a propria disposizione e non vuole più sprecare neppure un giorno, vuole fare tutto quello che non aveva neppure sognato di riuscire a fare prima.
 
[ndr lo so che sembra una storia da film, ma giuro di non aver romanzato nulla, riporto il racconto cosí come mi é stato riferito, rimettendo semplicemente in ordine i pezzi riferitemi]