martedì 28 gennaio 2014

gli uni e gli altri

Segnalo due post da Il fatto quotidiano.
Pare che nei giorni passati abbiano fatto molto discutere, ma io non ne avevo sentito parlare fino a ieri.
 
Il primo post ad essere uscito è questo.
 
Letto?
Beh, facile capire come abbia potuto fomentare tante discussioni.
In alcuni punti mi sono sentita stizzita, an altri mi ci sono riconosciuta io stessa e in molti altri ancora ho rivisto alcune persone che conosco.
 
Ed ecco il post di risposta.
Piú idealista, quello che ci mette in pace con il mondo e che ci fa sentire fieri di noi stessi.
 
Io da che parte sto?
Diciamo che ho come modello il secondo, quello é il tipo di italiana all´estero che vorrei essere. Non sempre, purtroppo, ci riesco.
 
Ma voi che italiane all´estero siete?

3 commenti:

  1. Io non sono entrata nella polemica del primo post, perché mi pareva un'evidente provocazione per scatenare gli expat e giù commenti e giù soldini che ricevevano dalla pubblicità ... A volte mi pare che molti articoli siano proprio per quello. Gli italiani all'estero sono - e sono sempre stati - talmente tanti e diversi, che è impossibile descriverli o categorizzarli. Io poi all'estero ci sto da parecchio e diciamo che la mia italianità perde un pezzettino ogni anno, per risorgere quando la mia coinquilina croata butta la pasta nella pentola, senza acqua, né niente, e poi la mette sul fuoco così, per aggiungere l'acqua a pentola calda!

    RispondiElimina
  2. ben detto, cecilia. anche io ho questa italianitá che perde pezzi cammin facendo, ma che poi ogni tanto esce con prepotenza

    RispondiElimina
  3. Care,
    il primo post mi ha fatto ridere, era evidentemente una provocazione. il secondo mi ha fatto, a tratti, proprio incazzare, perché paradossalmente lo vedo proprio come pieno di stereotipi. Diciamo che da ex expat rientrata a fatica sono un po' infastidita da questa moda tutta italiana del parlare quasi solo ed esclusivamente di tutti i ragazzi e le ragazze costretti a lasciare l'Italia, come se fossero gli unici qualificati. Siamo in tanti ad essere molto qualificati, uscire da qui vuol dire avere molte più possibilità... non metto in dubbio il coraggio che si deve avere nel prendere questa decisione, però in questo momento bisognerebbe anche parlare di chi prova ogni giorno a cambiare questo paese. Anche perché nel mio mondo ideale io dovrei avere il DIRITTO a un futuro anche qui. Sbaglio tutto? forse sì, io però vivo in italia, a 5 minuti dai miei e non ho nessun tipo di aiuto né culinario né tanto meno economico. Ho la macchina perché mi hanno rubato 4 biciclette e gli autobus non passano mai. Ho amici di tutto il mondo, mangio italiano raramente eccetera eccetera. Ma scusatemi, mi stanno profondamente antipatici questi stereotipi e queste stronzate! Ognuno vive come può e dove può, ci sono expat che vorrebbero tornare in Italia se avessero condizioni di vita migliori ed expat che non parlano quasi più italiano... Perché parlare solo di quanto sia duro espatriare e non indignarsi del fatto che sia (quasi) la nostra unica soluzione? Scusate, me ne sono andata lontano con i pensieri... Abbraccissimi.

    RispondiElimina