giovedì 7 novembre 2013

studiare

La mia vicina di casa era - e ancora è, spero - una persona deliziosa: discreta, disponibile, comprensiva, positiva. Ha una figlia della mia età con cui ho trascorso tante giornate estiva da bambina.
Un giorno suo marito ha avuto un incidente molto grave: guidava con un collega seduto a fianco quando da dietro una curva é spuntato un pazzo a tutta velocitá e si sono scontrati. Il collega é morto, il mio vicino si è salvato e dopo qualche giorno di coma ha dovuto affrontare una lunga riabilitazione. Per la famiglia è stato un brutto colpo, ma sono riusciti ad andare avanti.
 
Io nel frattempo peró avevo giá cambiato caso. Ho incontrato la donna circa un anno dopo l´incidente, quando le cose giá iniziano ad andare meglio a casa. Del suo racconto mi ricordo solo una cosa: il senso di rabbia e frustrazione per non essersi sentita all´altezza della situazione con cui era stata chiamarta a confrontarsi. Non era mancanza di grinta, nè di coraggio o voglia di vivere, era la vergogna di non aver avuto una educazione sufficiente. Piangeva dalla rabbia pensando a tutti i medici, gli avvocati e gli assicuratori con cui aveva dovuto parlare, i referti e  i documenti da leggere, sempre con la paura di sbagliare, il timore di non capire e la frustrazione per non sapersi esprimere.
 
Io avevo 12 anni e stavo per scegliere tra il liceo linguistico e quello classico, sapevo che nel mio futuro ci sarebbe stata una laurea e allora ringrazia la fortuna e pensai che nella vita non avrei mai dovuto sentirmi cosí.
Avessi avuto un quadro piú completo, avrei anche saputo peró che quel senso di frustrazione e vergogna lo avrei invece provato spesso.
Succede quando mi devo confrontare con il sistema Tedesco. Sono straniera, non parlo bene la lingua e quindi non mi posso difendere. Sono un bersaglio facile.  

All´estero le battaglie sono estenuanti, le sconfitte brucianti, ma le vittorie esaltanti. Ogni cosa conquista è un enorme successo. È questo il sale che condisce la vita all´estero e che la rende per me cosí attraente, mai noiosa.
In compenso quando torno in Italia, mi sento una specie di terminator dai super poteri, io cammino e le porte mi si spalancono di fronte.

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