mercoledì 30 ottobre 2013

va tutto bene

Va tutto bene...
 
....a parte il fatto che avevamo giá pronto lo spumante per brindare alla fine di una odissea, avevamo anche quasi scomodato un intero convento in Puglia per gridare al miracolo e invece le cellule tumorali del mio amico hanno deciso di ricicciare fuori all´improvviso, creando metastasi grosse come palline da pingpong. Noi che pacifici credevamo di averli uccise tutte e loro invece queste burlone stavano solo giocando a nascondino.
 
Ma va tutto bene.
 
....a parte che ho definitivamente capito non solo di non provare alcuna forma di ammirazione per colei che dovrebbe essere la mia guida e la mia musa ispiratrice, ma mi sono anche convinta che sia una egocentrica esibizionista e superficiale.
 
Ma va tutto bene.
 
Davvero, va tutto bene.
 
Non mi sentivo cosí piena di energia da tanto tempo. Studio, leggo, cucino e faccio a maglia (non esattamente in questo ordine, né temporale né di importanza).
Credo che il merito sia tutto del vento. Il vento e le nuvole (uniti alle passeggiate e al pane) possono davvero guarire qualsiasi cosa.

mercoledì 16 ottobre 2013

biancolo

Oggi, 16 ottobre 2013, all´etá di 27 anni, 1 mese e 18 giorni, ho trovato il mio primo capello bianco, lo chiameremo biancolo. Biancolo mi ha ricordato che non sono piú proprio una ragazzina e che devo decidere cosa fare di qeusti anni, che potrebebro e dovrebbero essere i migliori.
 
Biancolo a parte, dopo la telefonata di ieri, stanotte ho dormito serena e mi sono svegliata giusto con un po´ di malinconia. Non so ancora se è la calma risoluta prima della tempesta o la serenitá in una decisione necessaria da prendere.
 
Ultimamente non escono proprio post divertente, escono frasi nebulose, lo so.

martedì 15 ottobre 2013

ho chiamato

Ho telefonato e ho semplicmente detto "Ci sono questioni che mi preoccupano".
Ho lanciato il sasso e ora cerco di nascondere la mano.

Torno presto

La formica

mercoledì 2 ottobre 2013

post onesto

Premessa: ho scritto questo post ieri, in un impeto di emozioni e onestà (verso me stessa). Un giorno, non troppo lontano, mi pentirò di averlo pubblicato, ma oggi ho bisogno di farlo.


Oggi su questi schermi c´è la formica in versione bipolare.

 

Da una parte c´è la formica moooolto fortunata. Quella che ha trovato il ragazzo d´oro, quasi perfetto sotto ogni punto di vista. Premuroso, responsabile, serio, affettuoso, innamorato, che non vede l´ora di metter su casa e fare figli. Un punto di riferimento, sempre disponibile e comprensibile. Ascolta, incoraggia, loda. Mai una sbavatura. Il compagno di viaggio ideale, il compagno di vita ideale. Quello di cui ti fidi ciecamente. Quello con il quale non hai neppure bisogno di discutere, perché tanto vi intendete al volo e non c´è bisogno di dire altro. Quello con cui proprio non hai motivi per litigare. Il ragazzo che ti fa qualche sorpresa e che non sbaglia mai un regalo.

Insomma, l´anima gemella con cui condividere una vita e magari invecchiare.

Manca giusto un po´di passione, quello sí.

 

Dall´altra parte invece c´è questo animaletto scalzo, che ha tanta voglia di cambiare e di provare altro. Che sì, vuole l´uomo perfetto con cui costruire una vita meravigliosa, ma magari non ora, non subito. Vorrebbe prima annusare, sentire, scoprire. Piantare per bene a terra questi piedi scalzi e farli correre o almeno passeggiare un pochino. Esplorare e sperimentare altre vite possibili. Magari vorrebbe un uomo più forte e più grande. Infondo è inutile girarci tanto intorno, dopo 20 anni senza un padre, una continua comunque ad avere voglia di scoprire come sia e cosa significhi avere una figura maschile di riferimento, un uomo magari più grande a cui rivolgersi. Perverso forse, non so; uscito dalla più scadente delle analisi psicologiche. Ma infondo onesto e sincero.

 

Ha ragione azzurropillin quando dice che per mantenere insieme i pezzi bisogna camminare. Io cammino, mi strafogo di pane e vedo come continuare.

E per il momento continuo penosamente a navigare a vista lungo la costa, in tutta sicurezza, sperando codardamente che una folle corrente prima o poi mi porti al largo.