giovedì 19 settembre 2013

Thailandia


INTRODUZIONE

Questo blog va avanti più che altro per fortuna, non certo a coesione, coerenza e impegno. C´è una domanda fondamentale a cui pensavo avrei risposto con il tempo, ma che mi risulta ancora inesorabilmente aperta:di cosa parla questo blog?

Se dovessi dargli io una etichetta direi “Tutto-quello-che-mi-passa-per-la-testa-meno-le-cose-che-non-ho-vogia-di-scrivere-e-spiegare”. Vale? Se qualcuno di voi per caso ha un´etichetta del genere nel suo blogroll, mi ci inserisca pure sotto, che non mi offendo mica.

Essendo io una perditempo qui sotto le mentite spoglie di una blogger, ecco che spesso blatero e per mantenere viva la vostra attenzione distribuisco qua e là come indizi di una caccia al tesoro le promesse di post interessantissimi ed eccitantissimi. Qualcuno di voi però ogni tanto ci crede e poi viene a reclamare. Stavolta l´ufficio reclami ha accolto le proteste di Natalia Pi, la quale ricordava giustamente che era stato promesso un post sulla Tailandia.

 

CAPTATIO BENEVOLENTIAE

Per chi non la conoscesse, Natalia scrive benissimo, ha un sacco di post originali in cui racconta la sua vita e poi da un anno è in giro per il mondo, fa l´inviata di blog dai posti più impensabili, dai quali ci regala sempre analisi semiserie e chicche culturali.

Io a confronto mi sento uno schifino, in particolare perché di Asia e Buddhismo non sapevo (so) una beata ceppa, perché questa è stata la mia prima volta in quel continente e perché ci sono stata solo per due settimane. Inoltre, a posteriori (ma dentro di me probabilmente lo sapevo già prima e durante) ho commesso qualche errore nella scelta dell´itinerario.

So che se fossi onesta ora farei un bel mea colpa, ma preferisco raccontarvi che mi sono fatta abbindolare dai racconti di persone che c´erano state e da commenti di amici che dicevano “ma come? Vai in Tailandia e non vai al mare? Ma ci devi andare assolutamente, che scherzi?”.

Insomma, fosse stato per me avrei fato due settimane nell´interno, spostandomi di cittá in cittá e di tempio in tempio con bus e treni, ma mi sono lasciata convincere a dividere il viaggio in due fasi, dedicando la seconda parte al mare.

Digressione: io non sono un´amante del mare o almeno non in estate, perché fa caldo, bisogna mettersi la crema, a volte mi brucio,la sabbia mi si appiccica ovunque, si muore riarsi e un po´mi annoio. Per cui io vado in vacanza al mare più o meno una volta ogni 3 anni, giusto il tempo di dimenticarmi della pessima esperienza precedente e ricado in fallo. 

Questo per dire che a posteriori confermo di aver fatto una cazzata, perché l´isola che abbiamo scelto era stupenda, l´acqua cristallina, la barriera corallina colorata e la baia in cui dormivamo molto tranquilla, ma ……un ma c´è sempre, e nel nostro caso…..MA su quell´isola ne hanno le palle piene di turisti, i locali lavorano quasi tutti nel turismo e di autentico è rimasto poco. Riassumendo: il posto ideale se vuoi vedere un mare da sogno, ma evita se vuoi conoscere l´Asia.

 

TEMA: Quale impressione hai avuto della Tailandia?

 

SVOLGIMENTO: (in senso sparso)

 

La cosa che mi ha colpito di più, sembrerà banale dirlo, è stata la gentilezza della gente, soprattutto quella forse non troppo abituata ai turisti. Avevo letto ovunque della Tailandia come il paese dei sorrisi e non ci credevo. Ora mi scoccia ammetterlo, perché mi sembra di ricalcare un clichè, ma ci sono davvero tante persone disponibili e gentilissime, pronte a dare consigli e aiuto, anche se non richiesti. Due episodi su tutto: una mattina abbiamo affittato delle bici per visitare i dintorni di Ayutthaya, l´antica capitale, ma ci eravamo spinti forse un po´ lontano dal centro, diciamo pure che abbiamo preso una strada di campagna e l´abbiamo percorsa per vari km senza vedere anima viva. Ad un certo punto da una casa è uscito un vecchietto e si è preoccupato che ci fossimo persi, o almeno credo, perché ha iniziato a sbracciarsi e a parlare in thai e in qualche modo ci ha fatto capire che per la cittá dovevamo andare nell´altro senso. Cosa che noi sapevamo giá benissimo, ma quel vecchietto mezzo nudo che si dannava l´anima per darci informazioni ci ha fatto troppa tenerezza e per non deluderlo siamo davvero tornati indietro.

Un´altra volta a Bangkok, in una fermata della metro che stavamo percorrendo chiacchierando tranquillamente dato che giá conoscevamo il posto e sapevamo dove andare, una signora si è prodigata in mille inchini e sorrisi per mostrarci da che parte dovevamo andare e quasi ci accompagnava. Per un attimo ho temuto che ce la saremmo ritrovata a cena.

Prima di partire un´amica mi aveva detto “Vedrai, in Thailandia non ti sentirai mai sola”. Lì per lì non avevo capito che cosa intendesse dire, poi sì, dev´essere questo che fa la differenza, il poter sempre trovare uno sguardo amico.

La cosa che più mi ha affascinato invece è stato l´uso dello spazio e la dimensione del corpo. Le persone anziane che ho visto erano sedute a terra, come se fosse la posizione più naturale del mondo e più comoda a quell´età. Anche nel tempio si prega seduta e molte case hanno solo tavolini bassi. Non so, forse sono osservazioni del tutto banali, ma a me le cose che mandano fuori di testa sono proprio queste piccole ma enormi differenzi, quelle che paiono trascurabili e invece hanno la forza di smuovere tutte le tue credenze e abitudini più automatiche. Insomma, chi metterebbe mai suo nonno seduto per terra in salotto e non sulla poltrona? Cose a cui non penseresti mai, ma che invece sono la normalità per altri.

 

Altri momenti di meraviglia unica sono legati alla religione. I paesi che avevo visitato in precedenza erano o cattolici o musulmani. La prima religione la conosco fin troppo bene, la seconda pochino, ma è comunque qualcosa che sento in qualche modo vicino a me, perché la vedo e sento “concretamente” tutti i giorni, è qualcosa che, anche se molto indirettamente, fa parte della mia quotidianità. Il Buddismo certamente no. E allora è stato bello passare del tempo nei templi a osservare la gente e cercare di capire il senso dei loro riti. È stato commuovente vedere i monaci all´alba fare il giro della cittá per raccogliere le offerte di cibo.

 

A proposito di cibo: abbiamo mangiato in posti di tutti i tipi, dalle bancarelle del mercato, ai chioschi sulla strada, dalla catena di fast-food per famiglie, al ristorante sulla spiaggia, dalla tavola calda per gli operai a pranzo, fino a ristoranti più costosi (e per costosi intendo 15/20 euro a testa). Quale impressione? Direi che la cucina tailandese non mi ha avvelenata, ma mi ha incuriosita, soddisfatta e saziata. Peró non mi ha conquistata. Pensavo che sarei andata fuori di testa e mi sarei innamorata di un amore folle e invece è stato solo un tiepido affetto. Qualche difficoltà l´ho avuta a Bangkok per la pesantezza del cibo e la quantità di olio in cui sguazzava. La delusione si è fatta sentire soprattutto sull´isola, dove la varietà di offerta era ridotta a diverse combinazioni di riso o noodles con verdure e, a rotazione, pollo, maiale o gamberetti. Il premio gourmet invece se lo aggiudicano le zuppe, le pietanze apparentemente più semplici e meno attraenti, con solo brodo, qualche quadrettino di tofu, verdure miste e spaghettini. Quelle sí che mi hanno rapito.

Per il resto è un tripudio di dolce o piccante, senza mezze misure.
In ogni caso bisogna avere un po´di flessibilità, che diamine!
Una sera siamo andati a cena con una coppia di Milano (proprio milanesi Natalia, mi dispiace!) conosciuti per caso e al momento di ordinare la zuppa lei ha fatto scrivere sulla comanda a caratteri cubitali “no spicy, no onion, no garlic”. Mi sono sinceramente vergognata. Se fossi stata il cameriere le avrei detto: Allora dimmi te che ci posso mettere che facciamo prima!”
 
Se cercavate risposte in questo post sarete rimasti delusi. Ci sono solo domande, le mille che la Tailandia mi ha suscitato. Infatti prima non capivo gli asiatici seriali, quelli che ci vanno in vacanza una volta e poi non smettono mai, ora invece so perché lo fanno.
 Se siete arrivati in fondo al post, state digerendo il pappone e avete perfino intenzione di tornare da queste parti, allora lasciate pure il vostro nominativo qui sotto, perché certamente meritate un premio!

1 commento:

  1. Ci pensavo da un po', alla Thailandia. Non so quando, ma penso che un giorno ci andrò.
    Mi è piaciuto il post!

    PS: Cmq anch'io farei scrivere "no onion, no garlic"! ^_^ "Spicy" lo lascio, però! ;)

    Ciao ciao!

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