venerdì 27 settembre 2013

amo(rale)

Ribadisco: la fede ha un grande fascino, ma proprio grande.
Almeno quanto le rughe.
Certamente più di una divisa.

martedì 24 settembre 2013

contratti pre-matrimoniali

Scruto le altre coppie e mentalmente scommetto sul loro futuro.

S.&F. sono a tempo determinato, li vedo bene insieme e sicuramente c´é una buona intesa tra loro, ma non puó durare tutta la vita, perchè infondo sono molto diversi e hanno aspirazioni diverse nella vita.

M.&G. hanno un contratto a progetto, sanno dove vogliono andare e lavorano per arrivarci. L´intesa é ottima e puó darsi che il contratto si rinnovi negli anni fino a diventare un tempo indeterminato.

A.&A. per ora hanno solo un contratto di collaborazione occasionale. Beati loro che si divertono senza prendersi troppo sul serio.

I.&R. sono in nero, perchè lui é sposato. Ma é il nero a rendere tutto piú avvincente e non potrebbe essere altrimenti.

I piú tristi, ai miei occhi, sono G.&G., statali a tempo indeterminato, insieme per tutta la vita. Una di quelle coppie che, sono certa, non si scioglieranno mai per la semplice ragione che non saprebbero trovare alternative nella loro vita. Insieme per non essere capaci di pensare se stessi in modo diverso.
 
Se mai mi sposeró lo faro, credo, con la consapevolezza (e forse la speranza) che potrebbe non essere per sempre.

lunedì 23 settembre 2013

imperfetto

Parli con un anziano con Alzheimer e ti rendi conto immediatamente della vita che ha vissuto. I ricordi sono confusi, si accavallano, imbrogliano, vanno avanti e poi tornano indietro, però c´ é sempre un sentimento o un atteggiamento di fondo che ti lasciano capire che tipo di persone erano, se sono state felici o tristi, serene o preoccupate, soddisfatte o sconfitte.
Rita si commuove ancora raccontandomi del suo lavoro di magliaia. Luigi da quando non puó più dipingere-pasticcia troppo e la figlia si lamenta che sporca in casa-si accontenta dei pennarelli. Adele quel marito proprio non l´avrebbe volute e infatti é scappata di casa due volte nei primi anni di vita coniugale. Maria, rimasta orfana a cinque anni, ancora salta sulla sedia quando sente la parola nonna e inizia a raccontare di quanto sia severa e ingiusta la sua. Pietro ha 66 anni e si dispiace di non aver piú avuto le forze per mandare avanti la piccolo azienda di famiglia, quella che ha costruito da solo.
 
Ogni paziente una storia.
In 30 minuti cerco di conoscere e a volte mi affeziono, alcuni vorrei portarmeli a casa o vorrei andare io a casa loro per continuare a sentire le loro storie.
 
Solo una cosa mi fa male. Quel dover continuamente usare l´imperfetto.
 
Che lavoro faceva Signora Marisa?
Le piaceva leggera Signora Marisa?
Aiutava suo marito in ufficio Signora Marisa?
 
Faceva, lavorava, amava, leggeva, rideva........e adesso Signora Marisa?

venerdì 20 settembre 2013

Tailandia bis


Basta vaneggiare, alcune considerazioni (leggermente) più pratiche:

 

1-clima: noi siamo andati in agosto, mese solitamente sconsigliato perché entro il periodo delle piogge. Eppure ci siamo trovati benissimo e potendo scegliere forse lo rifaremmo. Innanzitutto perché le temperature sono generalmente al di sotto dei 32 gradi, che significa che c´è la possibilità concreta di poter sopravvivere al caldo e all´afa e magari di riuscire ad uscire e stare in giro anche nelle ore centrali della giornata. Per la scelta del mare si è un po´ limitati alla zona del golfo, ma poco male, il mare (se vi piace), è comunque bellissimo. Noi in 15 giorni abbiamo visto la pioggia solamente 3 volte: una intera mattinata a Bangkok, un temporale di un paio d´ore e poi un temporale isolato di mezzoretta al mare. Non c´è di che lamentarsi.

 

2-trasporti locali: abbiamo sentito tante lamentele di gente che imprecava contro i tuk-tuk e i taxi perché troppo cari. Loro fanno il loro lavoro, voi cercate di strappare prezzi piú giusti. Un consiglio: chiedete in hotel o a un´altra persona di cui potete fidarvi qual è il giusto prezzo per una corsa, prendendo come riferimento ad esempio la distanza tra il posto in cui dormite e il centro o un monumento che vorreste visitare.

Abbiamo anche sentito storie di gente accompagnata dai taxisti in posti diversi da quelli in cui volevano andare e costretti ad entrare in negozi di stoffe e souvenir e comprare per poter proseguire la corsa. Rifiutatevi categoricamente e smetteranno di farlo. (commento razzista: se volete farvi due risate andate pure su tripadvisor e leggetevi qualche commento di turisti americani: ci sono sempre storie esilaranti).

 

3-trasporti extraurbani: per i treni abbiamo capito che non serve la prenotazione in anticipo, almeno non per quelli di percorrenza locale, diciamo entro le 2 ore. Se prendete il treno express per il nord, invece, forse è meglio assicurarvi qualche giorno prima un posto a sedere. In ogni caso non credete ai tailandesi che vi diranno che è tutto prenotato perché stanno per iniziare le vacanze scolastiche e quindi l´alta stagione. Inoltre spesso cercheranno di indirizzarvi verso le agenzie turistiche che conoscono loro. Basta rifiutare.

Ad esempio la mattina in cui abbiamo lasciato Bangkok per Ayutthaya abbiamo fermato un tuk tuk e chiesto di portarci alla stazione. Il signore ha iniziato a chiedere dove andassimo e se avevamo il biglietto, perché per partire serve il biglietto, che se non ce lo avevamo ci avrebbe portato lui prima in un posto per fare biglietti a prezzi scontatissimi. Ce la siamo cavata ripetendo semplicemente che volevamo andare alla stazione, che lí avremmo incontrato amici, rifiutandoci di dire dove eravamo diretti. In questo modo siamo arrivati dritti alla stazione.

 

4- cibo: non abbiate paura! Noi siamo stati benissimo, ho avuto solo un bruciore di stomaco il terzo giorno che mi ha fatto saltare il pranzo. Per il resto non ci siamo fatti problemi neanche a mangiare frutta pulita e tagliata per strada. Attenti, come sempre, solo all´acqua.

 

5- sicurezza: prima di partire, quando eravamo ancora molto indeciso e io propendevo leggermente per il Portogallo e lo stambecco per il Canada, ci siamo guardati e abbiamo detto “beh, andiamo in un posto in cui forse tra qualche anno, se avremo figli, non potremo piú andare tanto alla leggera solo con lo zaino in spalla”. Ci siamo ricreduti su tutta la linea, infatti sul nostro percorso abbiamo incontrato tante famiglie che viaggiavano anche con bambini piccoli (non neonati, ma bambini dai 3 anni in su) e con solo lo zaino in spalla e al massimo qualche borsa in più. Ovviamente nessuna madre italiana dotata di pargoli, ma tante altre nazionalità, soprattutto francesi e olandesi.

giovedì 19 settembre 2013

Thailandia


INTRODUZIONE

Questo blog va avanti più che altro per fortuna, non certo a coesione, coerenza e impegno. C´è una domanda fondamentale a cui pensavo avrei risposto con il tempo, ma che mi risulta ancora inesorabilmente aperta:di cosa parla questo blog?

Se dovessi dargli io una etichetta direi “Tutto-quello-che-mi-passa-per-la-testa-meno-le-cose-che-non-ho-vogia-di-scrivere-e-spiegare”. Vale? Se qualcuno di voi per caso ha un´etichetta del genere nel suo blogroll, mi ci inserisca pure sotto, che non mi offendo mica.

Essendo io una perditempo qui sotto le mentite spoglie di una blogger, ecco che spesso blatero e per mantenere viva la vostra attenzione distribuisco qua e là come indizi di una caccia al tesoro le promesse di post interessantissimi ed eccitantissimi. Qualcuno di voi però ogni tanto ci crede e poi viene a reclamare. Stavolta l´ufficio reclami ha accolto le proteste di Natalia Pi, la quale ricordava giustamente che era stato promesso un post sulla Tailandia.

 

CAPTATIO BENEVOLENTIAE

Per chi non la conoscesse, Natalia scrive benissimo, ha un sacco di post originali in cui racconta la sua vita e poi da un anno è in giro per il mondo, fa l´inviata di blog dai posti più impensabili, dai quali ci regala sempre analisi semiserie e chicche culturali.

Io a confronto mi sento uno schifino, in particolare perché di Asia e Buddhismo non sapevo (so) una beata ceppa, perché questa è stata la mia prima volta in quel continente e perché ci sono stata solo per due settimane. Inoltre, a posteriori (ma dentro di me probabilmente lo sapevo già prima e durante) ho commesso qualche errore nella scelta dell´itinerario.

So che se fossi onesta ora farei un bel mea colpa, ma preferisco raccontarvi che mi sono fatta abbindolare dai racconti di persone che c´erano state e da commenti di amici che dicevano “ma come? Vai in Tailandia e non vai al mare? Ma ci devi andare assolutamente, che scherzi?”.

Insomma, fosse stato per me avrei fato due settimane nell´interno, spostandomi di cittá in cittá e di tempio in tempio con bus e treni, ma mi sono lasciata convincere a dividere il viaggio in due fasi, dedicando la seconda parte al mare.

Digressione: io non sono un´amante del mare o almeno non in estate, perché fa caldo, bisogna mettersi la crema, a volte mi brucio,la sabbia mi si appiccica ovunque, si muore riarsi e un po´mi annoio. Per cui io vado in vacanza al mare più o meno una volta ogni 3 anni, giusto il tempo di dimenticarmi della pessima esperienza precedente e ricado in fallo. 

Questo per dire che a posteriori confermo di aver fatto una cazzata, perché l´isola che abbiamo scelto era stupenda, l´acqua cristallina, la barriera corallina colorata e la baia in cui dormivamo molto tranquilla, ma ……un ma c´è sempre, e nel nostro caso…..MA su quell´isola ne hanno le palle piene di turisti, i locali lavorano quasi tutti nel turismo e di autentico è rimasto poco. Riassumendo: il posto ideale se vuoi vedere un mare da sogno, ma evita se vuoi conoscere l´Asia.

 

TEMA: Quale impressione hai avuto della Tailandia?

 

SVOLGIMENTO: (in senso sparso)

 

La cosa che mi ha colpito di più, sembrerà banale dirlo, è stata la gentilezza della gente, soprattutto quella forse non troppo abituata ai turisti. Avevo letto ovunque della Tailandia come il paese dei sorrisi e non ci credevo. Ora mi scoccia ammetterlo, perché mi sembra di ricalcare un clichè, ma ci sono davvero tante persone disponibili e gentilissime, pronte a dare consigli e aiuto, anche se non richiesti. Due episodi su tutto: una mattina abbiamo affittato delle bici per visitare i dintorni di Ayutthaya, l´antica capitale, ma ci eravamo spinti forse un po´ lontano dal centro, diciamo pure che abbiamo preso una strada di campagna e l´abbiamo percorsa per vari km senza vedere anima viva. Ad un certo punto da una casa è uscito un vecchietto e si è preoccupato che ci fossimo persi, o almeno credo, perché ha iniziato a sbracciarsi e a parlare in thai e in qualche modo ci ha fatto capire che per la cittá dovevamo andare nell´altro senso. Cosa che noi sapevamo giá benissimo, ma quel vecchietto mezzo nudo che si dannava l´anima per darci informazioni ci ha fatto troppa tenerezza e per non deluderlo siamo davvero tornati indietro.

Un´altra volta a Bangkok, in una fermata della metro che stavamo percorrendo chiacchierando tranquillamente dato che giá conoscevamo il posto e sapevamo dove andare, una signora si è prodigata in mille inchini e sorrisi per mostrarci da che parte dovevamo andare e quasi ci accompagnava. Per un attimo ho temuto che ce la saremmo ritrovata a cena.

Prima di partire un´amica mi aveva detto “Vedrai, in Thailandia non ti sentirai mai sola”. Lì per lì non avevo capito che cosa intendesse dire, poi sì, dev´essere questo che fa la differenza, il poter sempre trovare uno sguardo amico.

La cosa che più mi ha affascinato invece è stato l´uso dello spazio e la dimensione del corpo. Le persone anziane che ho visto erano sedute a terra, come se fosse la posizione più naturale del mondo e più comoda a quell´età. Anche nel tempio si prega seduta e molte case hanno solo tavolini bassi. Non so, forse sono osservazioni del tutto banali, ma a me le cose che mandano fuori di testa sono proprio queste piccole ma enormi differenzi, quelle che paiono trascurabili e invece hanno la forza di smuovere tutte le tue credenze e abitudini più automatiche. Insomma, chi metterebbe mai suo nonno seduto per terra in salotto e non sulla poltrona? Cose a cui non penseresti mai, ma che invece sono la normalità per altri.

 

Altri momenti di meraviglia unica sono legati alla religione. I paesi che avevo visitato in precedenza erano o cattolici o musulmani. La prima religione la conosco fin troppo bene, la seconda pochino, ma è comunque qualcosa che sento in qualche modo vicino a me, perché la vedo e sento “concretamente” tutti i giorni, è qualcosa che, anche se molto indirettamente, fa parte della mia quotidianità. Il Buddismo certamente no. E allora è stato bello passare del tempo nei templi a osservare la gente e cercare di capire il senso dei loro riti. È stato commuovente vedere i monaci all´alba fare il giro della cittá per raccogliere le offerte di cibo.

 

A proposito di cibo: abbiamo mangiato in posti di tutti i tipi, dalle bancarelle del mercato, ai chioschi sulla strada, dalla catena di fast-food per famiglie, al ristorante sulla spiaggia, dalla tavola calda per gli operai a pranzo, fino a ristoranti più costosi (e per costosi intendo 15/20 euro a testa). Quale impressione? Direi che la cucina tailandese non mi ha avvelenata, ma mi ha incuriosita, soddisfatta e saziata. Peró non mi ha conquistata. Pensavo che sarei andata fuori di testa e mi sarei innamorata di un amore folle e invece è stato solo un tiepido affetto. Qualche difficoltà l´ho avuta a Bangkok per la pesantezza del cibo e la quantità di olio in cui sguazzava. La delusione si è fatta sentire soprattutto sull´isola, dove la varietà di offerta era ridotta a diverse combinazioni di riso o noodles con verdure e, a rotazione, pollo, maiale o gamberetti. Il premio gourmet invece se lo aggiudicano le zuppe, le pietanze apparentemente più semplici e meno attraenti, con solo brodo, qualche quadrettino di tofu, verdure miste e spaghettini. Quelle sí che mi hanno rapito.

Per il resto è un tripudio di dolce o piccante, senza mezze misure.
In ogni caso bisogna avere un po´di flessibilità, che diamine!
Una sera siamo andati a cena con una coppia di Milano (proprio milanesi Natalia, mi dispiace!) conosciuti per caso e al momento di ordinare la zuppa lei ha fatto scrivere sulla comanda a caratteri cubitali “no spicy, no onion, no garlic”. Mi sono sinceramente vergognata. Se fossi stata il cameriere le avrei detto: Allora dimmi te che ci posso mettere che facciamo prima!”
 
Se cercavate risposte in questo post sarete rimasti delusi. Ci sono solo domande, le mille che la Tailandia mi ha suscitato. Infatti prima non capivo gli asiatici seriali, quelli che ci vanno in vacanza una volta e poi non smettono mai, ora invece so perché lo fanno.
 Se siete arrivati in fondo al post, state digerendo il pappone e avete perfino intenzione di tornare da queste parti, allora lasciate pure il vostro nominativo qui sotto, perché certamente meritate un premio!

martedì 17 settembre 2013

gente che

Gente che ha preso facebook per un comitato etico e pensa di ristabilire la pace del mondo con commenti ad alto contenuto di senso civico......


....soprattutto smettela per favore di lamentarvi del fatto che il mondo non accolga a braccia aperte i laureati di facoltà umanistiche. Lo sapevamo fin dall´inizio a cosa saremmo andati incontro e si fa pure la figura dei cretini a sbraitare contro un sistema perché non sa che farsene di un laureato in storia medievale

venerdì 13 settembre 2013

senza titolo


Non posto da troppo per il semplice fatto che non riesco a mettere in ordine i pensieri. Sono lí, belli e brutti, i mescolano, si richiamano e si soffocano a vicenda. Ci penso e ci ripenso, li giro e li rigiro, ma poi di metterli in ordine nero su bianco proprio non mi va. Non voglio affrontarli, classificarli e ordinarli. Quelli brutti perché odio averli tra le mani, quelli belli perché preferisco lasciarli così deformi come sono ora.

 

Però una cosa ve la racconto: sto riprendendo sembianze umane! Due anni di Germania avevano letteralmente ucciso la formica aspirante donna, rilegandola al ruolo della formica acqua e sapone trasandata. Non mi sto trasformando certo in Monica Bellucci, ma il semplice fatto di non essere costantemente circondata da sole donne in felpa e scarpe da ginnastica, senza un filo di trucco e i capelli costantemente raccolti in una coda sbrigativa, mi sta stimolando a riflettere e guardarmi allo specchio prima di uscire di casa alla mattina. Non stiamo mica parlando di tacchi, rossetto e piastra per capelli, ma già abbinare due capi, non adottare perennemente l´uniforme felpa+scarpe da ginnastica+zaino può fare la differenza!