giovedì 15 agosto 2013

sveglia

Sono le 6:10 del 15 agosto e io non riesco a dormire. Probabilmente molti dei miei coetanei in Italia rientrano ora dalla festa in spiaggia o dala discoteca. Io no, io sono sveglia dopo sole 5 ore e mezza di sonno e non riesco a disattivare il mio cervello che é sveglio e attivo come fossero le 11 di mattina.
 
Effetto del jet-lag troppo a lungo trascinato in questi giorni? Probabilmente sí, ma io voglio invece illudermi che sia invece il mio corpo che vuole prendere un nuovo ritmo, fatto di giornate più lunghe e più piene.
 
Non avró un Ferragosto speciale quest´anno, sono qui in Germania, le vacanze sono finite, il tempo inizia a peggiorrare e riesco giá ad intravvedere l´arrivo dell´autunno. Niente gavettoni o feste in piscine come suggorato al lido, oggi al massimo una passeggiata in collina.
Stasera poi arriva la sorella dello stambecco, che starà con noi per qualche giorno. La cosa mi lascia tra l´indifferente e l´infanstidito. È piú piccola, ma poi non tanto piccola visto che a dicembre compirá 25 anni, peró io mi sento ad un eone di distanza da lei. Il fatto é che non riesco a guardarla con serenitá perché vedo in lei tutto quello che io non sono, nel bene e nel male. Nel male c´é che provo una insana gelosia nei suoi confronti, perché é la cucciola di casa, quella che va sempre aiutata e protetta, che qualsiasi cosa faccia é stata bravissima e bellissima, che non le si nega mai un vestito in piú o un nuovo paio di orecchini, che riceve complimenti e viene lodata e festeggiata ad ogni esame superato. Quella che il padre adora talmente tanto da portarla in vacanza a New York, perché loro due, padre e figlia, sono inseparabili e si abbracciano e baciano in continuazione e hanno una complicitá in cui nessuno entra, prima ad esserne esclusa è la madre. E allora non posso fare nulla, se non essere infantilmente gelosa, perché la mia famiglia mi si fila molto di meno, praticamente non sanno che universitá ho fatto e non hanno ancora ben capito quale sia il mio lavoro. Perché a me al massimo come regalo mi viene saldato il conto dal commercialista (ok, questa é una cosa comoda e utile, ma non é esattamente l´idea di regalo che ho in testa io....). Perché io un padre non ce l´ho mai avuto e dietro di me non ho alcun punto di riferimento. Ho una sorella, preziosissima, ma ugualemnte concentrata sulla sua vita e su come tenerla in piedi dignitosamente senza aiuto, un compagno, dei figli, dei punti di riferimento esterni. Poi ho una zia, la zia piú inetta alla vita che ci sia. Non voglio essere cattiva nel dire questo, ma purtroppo é cosí, una persona che ha sempre vissuto nel suo orticello, nella sua tranquillitá e che della vita conosce poco e teme molto. Non ho un singolo ricordo di un episodio in cui lei sia riuscita a capire e ad appoggiare una mia scelta, figuriamoci elargire un consiglio!
Peró mi sento lontana da questa ragazza anche nel bene, so di avere una forza che lei non ha, una capacitá di muovermi nella vita e nel mondo che non sará delle migliori, ma che supera almeno il mondo ovattato in cui vive lei. Posso muovermi e decidere, sentirmi soddisfatta o delusa delle mie scelte, posso partire e tornare, senza che ogni singola mossa sia discussa e vagliata dal comitato famigliare. E scusatemi se è poco.
 
Come andrá non lo so.
 
Intanto affronto la giornata con una tazza di acqua calda con limone  e zenzero e penso al mio cuore oggi un po´piú pesante. Ieri sera ho dovuto salutare un amico, un amico importante che dopo un anno e mezzo ha avuto un´occasione importante e puó finalmente lasciare la Germania per andare a Barcellona. Al momento dei saluti abbiamo preferito fare finta di niente e salutarci come se stesse partendo per le vacanze. Mi mancherà tanto ma questi sono inevitabilmente i dolori di una vita raminga in cui bisogna sempre essere pronti alle partenze, nostre e altrui.
Ciao Filippo, fai buon viaggio e speriamo che la Spagna sia piú generosa con te di quanto non lo sia stata la Germania.

9 commenti:

  1. Che tristezza i saluti, è una vita che parto e vedo partire e ogni volta è peggio. In Deutschland però c'è il detto "Man trifft sich immer zweimal im Leben" che mi consolava almeno un po'!

    Per il resto, mia carissima Formica, pensa che come è venuta se ne riparte! :-) Anche il Pover'uomo ha una famiglia di perfetti che male si concilia con la mia famiglia di casinisti. Sono un clan che si difende a vicenda e, in questo modo, non riescono a crescere mai. Per un lungo periodo ci sono stata male (complice il rapporto orribile con LACugina, mia ex amica). Poi quando ho capito che mi stavo facendo deprimere da un branco di rincoglioniti che paragonavano me con un'anoressica laureata in Educazione del Cane ho smesso di disperarmi. Tanto è una battaglia persa! Che si ciuccino LACugina e mi lascino in pace ;-)

    Coraggiooooooo!

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  2. capitol a parte poi meriterebbero i genitori....cerco solo di pensare che non sto sposando nessuno, tanto meno la sua famiglia e che quindi un giorno potró sempre liberarmene!

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  3. Ciao Formica!

    Anche a me è venuto in mente che "nella vita ci si incontra sempre due volte!" - lo diceva sempre un'amica tedesca, quindi non disperare. E poi oggi la tecnologia permette di tenersi in contatto, quindi le distanze sono più brevi.

    Leggere la tua vita, mi ricorda un po' la mia. Non ho avuto un padre come punto di riferimento, bensì i nonni, che sono stati molto più di "semplici" nonni.

    Il fatto che la tizia arrivi stasera, farà anche sì che tra qualche giorno parta, quindi consolati, si tratta di sopportarla solo per qualche ora.
    Ho solo un dubbio, ma stambecco e famiglia sono italiani o questo atteggiamento esiste anche in Tedeschia?
    E poi, ricorda, se la viziata dovesse rompere eccessivamente, puoi sempre metterle il dentifricio nelle scarpe! ;) ;) :P

    Ciaoo! ^_^

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  4. italianissimi, anzi, romani/toscani. Il dentifricio nelle scarpe no visto che di lá in salotto ci sono due paia di converse nuove che la aspettano. e sai perché? perché ha espresso il desiderio di ricevere converse in regalo dalla thailandia, per cui io ho passato l´ultima sera delle vacanze a girare per centri commerciali di Bangkok. quando finalmente le abbiamo trovate, il fratellone ha pensato che visto che la sorella le aveva chieste rosse O bianche, lui preferiva comprargliele Rosse E bianche, cioé due paia........

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    1. Il dentifricio va messo rigorosamente nelle scarpe del "fratellone"... ihihih! ;)

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    2. E il 'fratellone' è così attento anche con te?

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    3. Esatto!! Mi associo alla domanda di Cecilia!

      Allora Formichina, è attento anche con te o dobbiamo fare una spedizione di blogger incazzose???

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    4. cosí attento non credo. peró c´é una cosa di fronte alla quale si inginocchia sempre: I dolori mestruali. Quando mi viene il ciclo (che poi io in genere ho la fortuna di non stare male) si trasforma in una specie di angelo zelante del focolare. (questo come consuetudine al fatto invece che la sorella sta malissimo quando ha il ciclo)

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    5. grrrrrrrr questo Stambecco mi fa stranire!

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