sabato 31 agosto 2013

Sorpresa!

Presente tutte le storie e le lamentele sul compleanno storto e in solitaria?!? Cancellate tutto.
 
Lo stambecco ieri si é messo in macchina verso le 16 con due amici, hanno dato un passaggio a una ragazza fino a Zurigo. Hanno cenato a Zurigo e si sono rimessi in macchina direzione sud.
Alle 7 del mattino a Verona lo stambecco ha salutato l´amico che proseguiva in macchina verso l´Emilia, ha preso un treno ed é venuto da me!

venerdì 30 agosto 2013

27

Questo passerá alla storia come il compleanno piú storto della mia vita.
Peró sono stata brava (sí, me lo dico da sola!): stava per prendermi male, ma poi sono riuscita a sdrammatizzare.
 
Dopo una notte passata quasi insonne per l´ansia, la sveglia suona alle 5.35. Un caffé, un paio di jeans, una montagna di scartoffie da mettere in borsa e alle 6.15 sono in auto, direzione stazione dei treni di paesino X. Poi treno fino a Verona, cambio, e alle 8.45 sono a Brescia. Autobus dalla stazione al centro specializzato in cui devo lavorare per qualche settimana. Sono in anticipo di 5 minuti e decido di aspettare fuori per calmarmi, raccogliere le forze e darmi un tono. Non faccio in tempo a pensarlo, che qualcuno mi riconosce e mi travolge in un mare di chiacchiere...addio meditazione zen!
 
Sorvolo ora sulle 6 ore trascorse lí dentro, in qualche modo ce l´ho fatta e ne sono uscita indenne, le grandi battaglie sono peró rinviate alla prossima settimana.
 
Alle 15 riesco finalmente ad uscire, ma perdo l´autobus per due minuti, il secondo passa ma non si ferma (perché nvece di fargli segno ero impegnata a controllare gli orari sul tabellone e il conducente ha forse pensato che io li stessi guardando solo per sport e che non fossi interessata al suo autobus). Qualcuno mi mette su un terzo autobus, che peró non é quello giusto perhcé non va in stazione. Scendoe finalmente al quarto autobus, dopo un´ora di attesa, ce la faccio!
 
In stazione scopro di avere ancora un´ora e 15 di attesa. Rischio di perdere il biglietto, ma un Senegalese gentilmente me lo restituisce indicandomelo a terra (Per un attimo ho pensato che quell´omone che cercava di richiamare la mia attenzione fosse interessato a me, mi sono illusa che il mio sex-appeal non fosse veramente morto e defunto 2 anni fa. Sempre la slita illusa!)
 
Insomma, alle 17.35 riesco a prendere il regionale per Verona, che peró fa 20 minuti di ritardo e mi fa perdere la coincidenza. "faro molto tardi, cenate pure senza di me", che é l´ultimo messaggio che vorrei mandare il giorno del mio compleanno. Attesa di 50 minuti a Verona e poi alle 20 sono finalmente alla stazione di paesino X. Nel frattempo mia sorella mi avvisa che a casa mi stanno aspettando due cugini che ultimamente non sopporto a causa di alcuni loro commenti razzisti, che hanno fatto diventare me molto razzista nei loro confronti. Prendo comunque la macchina, ma invece di fiondari a casa, guido piano piano, in tutta calma. Forse sarebbe meglio non tornare a casa.
Invece arrivo a casa e trovo 1 zia, 1 sorella, 2 cugini, 1 pollo arrosto, tante patate lesse fatte al forno (mia zia credo sia l´unica persona che riesce a lessare le patate facendole al forno) e 1 torta al gusto kiwi-banana (si puó sentire?).
 
Bacio, mangio,ringrazio, saluto, faccio doccia e poi finalmente ........BUONA NOTTE!

giovedì 22 agosto 2013

nell´ultima settimana

Nell´ultima settimana ho trascorso parecchio tempo con la sorella dello Stambecco e si é rafforzata dentro di me la convinzione che lei sia davvero carina e simpatica, ma che tutti dovrebbero finalmente farle il favore di smettere di proteggerla e difenderla in tutto. Un esempio: lo scorso dicembre per la laurea alcuni amici le hanno regalato un orologio preso in una gioielleria ad Arezzo. Sulla confezione, sulle istruzioni e sul retro del meccanismo, l´orologio riporta chiaramente la scritta Water Resistant, per cui lei non si preoccupa sempre di toglierlo quando fa la doccia (non so come possa venirti in mente di fare la doccia con l´orologio, ma evidentemente non é una cosa cosí strana per lei). Come risultato, il quadrante dell´orologio si riempie di goccioline che creano una condensa e quasi mpediscono di leggere l´ora. La ragazza va quindi in gioielleria e chiede che l´orologio le venga cambiato perché evidentemente non é Water Resistant come promesso. Quello che segue é, a suo dire, una discussione con la gioielliera alterata, che le nega il cambio e la tratta a pesci in faccia perché é una ragazza giovane e sola. Conclusione? 

Devo dire a papà di andarci a parlare lui.
Quella mi tratta male perché sono una ragazza, ma papà risolverà tutto! 
 
Il peggio é che il fratellone annuisce.
La stronza che c´é dentro di me avrebbe tanto voluto dirle che non potrá contare sul padre ogni singlo giorno della sua vita e che é meglio che inizi quindi da subito a cavarsela da sola. Poi, con calma, le avrei anche spiegato il male che donne come lei stanno facendo ad altre donne, che invece ce la mettono tutta per difenderci e per garantire i nostri diritti. Forse esagero, ma a me é sembrato che quella frase, pronunciata da una ragazza giovane e istruita, avesse il potere di cancellare immediatamente decenni di femminismo.
Ma forse esagero e ingigantisco la cosa.
 
Poi martedí sono tornata in Italia in treno, solita tratta da Monaco a Verona. A parte l´allarme bomba e successive evacuazione della stazione proprio 3 minuti dopo che avevo pagato 3,70 per uno schifosissimo cappuccino che in cambio mi avrebbe dato la connessione wifi e un comodo divanetto con tavolino su cui lavorare per la seguente ora e mezza; dicevo, a parte questo, ho poi condiviso il viaggio con una bambino asiatico che per 3 ore ci ha deliziato con lo zecchino d´oro cambogiano sparato a tutto volume. Infine, a Trento, é salita una coppia di studenti di Scienze politiche Internazionali (l´ho capito perché all´inizio parlavano di esami come Francese, Inglese, Storia delle relazioni internazionali, diplomazia, ecc.) intenti a programmare il loro futuro viaggio in Marocco. Si chiedevano sorpresi che cosa fosse il Suk di cui si parlava nella brochure turistica, nessuno dei due ne aveva mai sentito parlare. Sono come al solito troppo stronza e severa io o dovrebbe essere una parola presente nel vocabolario dell´adulto medio italiano?
 
 
La brutta notizia invece é che per il prossimo mese e mezzo saró in Italia per fare un lavoro di ricerca per il quale non mi sento assolutamente all´altezza, pur essendone la responsabile. Saranno sei settimane di supplizio, che determineranno se posso/devo/voglio continuare con il dottorato oppure no. Ieri ero talmente depressa per la cosa che quando alla stazione di Verona ho visto un treno Tedesco avrei tanto voluto abbracciarlo e chiedergli se mi poteva riportare nella mia stanzetta di Francoforte al sicuro. Mi sono persino sorpresa a invidiare l´addetto alle pulizie, pensando che forse un lavoro manuale, con carico intellettuale basso mi renderebbe ora mlto piú felice. Ho ogni giorno di piú la sensazione che il mio intelletto non sia asssolutamente pronto e adatto a tutto ció. Qualcuno prima o poi dovrà anche riconosccerlo.


venerdì 16 agosto 2013

vorrei insegnare italiano

"Ciao,
Mi chiamo Tizia e sono una sociologa, nella vita finora ho fatto tutt´altro. Da un po´ sono senza lavoro e siccome una volta per sbaglio sono finita in un corso di lingua per stranieri in un posto di frontiera, ho pensato che mi piacerebbe moltissimo insegnare italiano a stranieri. Ho giá imparato un po´di spagnolo qua e lá e quindi penso che il posto perfetto per me sarebbe l´America Latina. Io peró non ho voglia di spendere soldi e tempo per formarmi come insegnante di italiano LS impegnandomi in sciocchezze come ad esempio la Ditails, ma sono sicura che sapró improvvisare benissimo se qualcuno là fuori me ne darà la possibilità, cosa che tra l´altro penso di meritare tantissimo. Insomma, contattatemi e datemi informazioni, ma che siano sicure, precise e affidabili, per favore, che non ho intenzione di mettermi qui a contattare pinco e pallino invano. Si richiede inoltre massima urgenza, perchè avrei un tantino di fretta a sistemarmi nella vita.
Grazie"
 
 
Ora, io lo so che fare l´insegnante di italiano non é come progettare un grattacielo o curare il cancro, ma non é neppure come lavare i piatti. Infatti é pieno il mondo di persone che si sono trovate al posto giusto nel mondo giusto e hanno deciso di dedicarsi a questo mestiere senza previa formazione e non é certo una scelta da colpevolizzare, però ciò non toglie il fatto che dovremmo avere tutti un minimo di buon senso e riflettere su quello che scriviamo e divulghiamo di noi stessi in pubblico.
 
Per la serie: io amo rendermi ridicolo in pubblico

e che ve lo dico a fare....

....chile! chile! chile!

Guardate questo video e poi ditemi voi se non ho ragione a voler tornare là

giovedì 15 agosto 2013

sveglia

Sono le 6:10 del 15 agosto e io non riesco a dormire. Probabilmente molti dei miei coetanei in Italia rientrano ora dalla festa in spiaggia o dala discoteca. Io no, io sono sveglia dopo sole 5 ore e mezza di sonno e non riesco a disattivare il mio cervello che é sveglio e attivo come fossero le 11 di mattina.
 
Effetto del jet-lag troppo a lungo trascinato in questi giorni? Probabilmente sí, ma io voglio invece illudermi che sia invece il mio corpo che vuole prendere un nuovo ritmo, fatto di giornate più lunghe e più piene.
 
Non avró un Ferragosto speciale quest´anno, sono qui in Germania, le vacanze sono finite, il tempo inizia a peggiorrare e riesco giá ad intravvedere l´arrivo dell´autunno. Niente gavettoni o feste in piscine come suggorato al lido, oggi al massimo una passeggiata in collina.
Stasera poi arriva la sorella dello stambecco, che starà con noi per qualche giorno. La cosa mi lascia tra l´indifferente e l´infanstidito. È piú piccola, ma poi non tanto piccola visto che a dicembre compirá 25 anni, peró io mi sento ad un eone di distanza da lei. Il fatto é che non riesco a guardarla con serenitá perché vedo in lei tutto quello che io non sono, nel bene e nel male. Nel male c´é che provo una insana gelosia nei suoi confronti, perché é la cucciola di casa, quella che va sempre aiutata e protetta, che qualsiasi cosa faccia é stata bravissima e bellissima, che non le si nega mai un vestito in piú o un nuovo paio di orecchini, che riceve complimenti e viene lodata e festeggiata ad ogni esame superato. Quella che il padre adora talmente tanto da portarla in vacanza a New York, perché loro due, padre e figlia, sono inseparabili e si abbracciano e baciano in continuazione e hanno una complicitá in cui nessuno entra, prima ad esserne esclusa è la madre. E allora non posso fare nulla, se non essere infantilmente gelosa, perché la mia famiglia mi si fila molto di meno, praticamente non sanno che universitá ho fatto e non hanno ancora ben capito quale sia il mio lavoro. Perché a me al massimo come regalo mi viene saldato il conto dal commercialista (ok, questa é una cosa comoda e utile, ma non é esattamente l´idea di regalo che ho in testa io....). Perché io un padre non ce l´ho mai avuto e dietro di me non ho alcun punto di riferimento. Ho una sorella, preziosissima, ma ugualemnte concentrata sulla sua vita e su come tenerla in piedi dignitosamente senza aiuto, un compagno, dei figli, dei punti di riferimento esterni. Poi ho una zia, la zia piú inetta alla vita che ci sia. Non voglio essere cattiva nel dire questo, ma purtroppo é cosí, una persona che ha sempre vissuto nel suo orticello, nella sua tranquillitá e che della vita conosce poco e teme molto. Non ho un singolo ricordo di un episodio in cui lei sia riuscita a capire e ad appoggiare una mia scelta, figuriamoci elargire un consiglio!
Peró mi sento lontana da questa ragazza anche nel bene, so di avere una forza che lei non ha, una capacitá di muovermi nella vita e nel mondo che non sará delle migliori, ma che supera almeno il mondo ovattato in cui vive lei. Posso muovermi e decidere, sentirmi soddisfatta o delusa delle mie scelte, posso partire e tornare, senza che ogni singola mossa sia discussa e vagliata dal comitato famigliare. E scusatemi se è poco.
 
Come andrá non lo so.
 
Intanto affronto la giornata con una tazza di acqua calda con limone  e zenzero e penso al mio cuore oggi un po´piú pesante. Ieri sera ho dovuto salutare un amico, un amico importante che dopo un anno e mezzo ha avuto un´occasione importante e puó finalmente lasciare la Germania per andare a Barcellona. Al momento dei saluti abbiamo preferito fare finta di niente e salutarci come se stesse partendo per le vacanze. Mi mancherà tanto ma questi sono inevitabilmente i dolori di una vita raminga in cui bisogna sempre essere pronti alle partenze, nostre e altrui.
Ciao Filippo, fai buon viaggio e speriamo che la Spagna sia piú generosa con te di quanto non lo sia stata la Germania.

martedì 13 agosto 2013

eccomi!

Eccomi, ci sono! Non sono definitivamente sparita, ero solamente in pausa. Due settimane di distanza forzata da internet, durante le quali, devo dire, non mi sono mancate nè le mail né facebook, né google. Ma il blog sí, quello un po´mi é mancato. Piú che il mio, in realtá mi sono mancati i vostri blog e infatti la mattinata di ieri l´ho quasi interamente dedicata a leggere tutti i post che mi ero persa e...sí, mi siete decisamente mancate (parlo al femminile perchè mi sono resa conto di seguire quasi esclusivamente blog di donne).
 
Nelle sue settimane precedenti sono stata a zonzo per la Thailandia. Era la prima volta in assoluto in Asia per me e non sapevo bene che cosa aspettarmi. Sono scesa dall´aereo curiosa e impaziente di vedere e conoscere tutto, poi, complice il malessere da jet-lag e qualche incidente culinario ho sviluppato un po´di diffidenza; infien é bastato spostarmi verso una vittá piú piccolo per ritrovare quella curiositá moltiplicata per 100. Un viaggio che alla fine non mi ha dato forse risposta, ma ha fatto da moltiplicatore di domande e di voglia di scoprire questo continente.
Lo shock piú grande e bello é stato l´impatto con i sorrisi e la gentilezza della gente, ne avevo sentito parlare qua e lá, ma non mi aspettavo tanto. Una gentilezza che poi sembra aumentare proporzionalmente man mano che ci si allontana dalla cittá e dai posti piú turistici.
 
Torno anche a casa peró con un uovo desiderio di cambiare e affrontare in modo diverso questa vita. Non c´entrano direttamente il viaggio e l´Asia, sento forse piuttosto il mio 27esimo compleanno che arriva e penso a come sono trascorsi gli ultimi anni e a come vorrei che fossero i prossimi. Sento di dover cambiare tante piccole cose, ma di avere forse anche grandi decisioni da prendere. Decisioni che stanno lí e mi attraggono e spaventano allo stesso tempo, ma che non riesco a prendere in mano per paura di ferire o di sprecare nutilmente una enorme possibilitá. Insomma, questioni sentimentali che forse ciclicamente si ripresentano.
 
Come dicevo si avvicina il mio compleanno, ma è triste fare gli anni ad agosto perché quasi nessuno se ne ricorda, da bambina le mie feste erano sempre semi vuote, poi da adolescente ho smesso di festeggiare. Non ho neppure festeggiato i miei 18 anni. Anzi, la sera dei miei 18 anni sono andata al cinema con mia sorella.
E anche quest´anno mi aspetta un compleanno un po´solitario e triste. Non so ancora se saró in Italia (dove le mie amiche sono tutte sparse qua e lá), a Regensburg (dove i buoni amici che ho stanno per trasferirsi per lavoro, chi a Zurigo, chi a Barcellona) o a Francoforte (dove due delle mie tre amiche sono momentaneamente fuori cittá, fino a ottobre).
Sono quindi alla ricerca di idee, in un ultimo tentative di cambiare qualcosa e di non sentire che un questo anno é stato sprecato. Tra le varie cose mi é venuto in mente che forse potrei tagliarmi i capelli corti, giusto per fare qualche cazzata tipicamente femminile.
 
Infine mi scuso, so che blogger e il correttore automatic cercano di trasformare quello che scrivo, cambiando spesso lo spelling delle parole italiane in quasi omografe tedesche, in genere cerco di correggere, ma oggi non mi va di rileggere visto che questo post, senza capo né cosa, é uscito pontaneamente, il risultato di pensieri accozzati in fila, uno dopo l´altro.