giovedì 11 luglio 2013

IL POST

Lo confesso: io in quel verde mi ci sono persa e continuo a rifugiarmici ogni volta che il mondo fuori mi minaccia  e mi rende insoddisfatta. Allora chiudo gli occhi, mi concentro e dentro di me rivive quel verde. Rivivi tu e rivivo io. RIVIVO IO.
E allora ci sei tu che mi guardi e insisti, insisti prima con lo sguardo, poi con le parole e infine con le richieste. Ci sono io, incredula e curiosa. Io che cerco di contenermi e negare, io che non posso piú evitare. Io che ogni giorno faccio un piccolo passo consapevole verso l´errore, verso quello che mi attrae e mi esalta, verso quello che mi illude, verso quello che mi fa sentire viva.
Ci sono tua moglie e i tuoi figli, il fratello da cui vai a vivere, i miei consigli e le mie promesse. Perchè qui tradisco me e tradisco una vita, ma certi principi li so ancora rispettare. Io che piano piano e silenziosamente scopro l´altro ruolo, io che divento astuta e imparo quando e come chiamare, io che so di non poterti chiedere piú tempo. Io che non ti chiedo piú tempo.
Ci sei tu con le tue certezze, le tue promesse e i castelli in aria per il futuro.
Tu che mi mostri una città e me la spieghi; tu che per la strada mi proteggi, tu che ti stupisci del mio stupore.
Ci sono i colleghi, quelli che vedono e non commentano, quelli che sospettano e chiedono curiosi, quello fidato che si allea.
Ci sono i baci rubati, i sorrisi, le notti insonni. Lo squillo all´ultima curva prima di casa mia. Le ore di lavoro consumate a parlare e a mangiarci. Cè stato un caffè.
C´é un ragazzino e c´é una vecchia che vuole essere donna.
C´è il parcheggiatore di Tobalaba, il pass della fiera del libro, San Diego, il giardiniere alle cinque del mattino, i dolci notturni e la stanza a Plaza Brasil.
Il tacito accordo di una zona franca in cui relativizzare i problemi, in cui allearci, a sostegno uno dell´altro. I nuovi problemi, le decisioni da prendere, il puzzle da ricostruire.
 
Non sei stato deciso tu, non sono stata coraggiosa io.
Riapro gli occhi e rimane la nostalgia di un mondo possibile. Un mondo in cui avrei deciso di vivere in un altro continente, con un´altra persona, un mondo in cui sarei riuscita a venire a patti con il secondo posto. Un mondo in cui avrei consegnato parte della mia volontà e mi sarei avventurata in una dominanza nuova.
Rimane almeno la soddisfazione di aver asseggiato quel mondo possibile.
 
Poi ancora le telefonate fiume, le risate al telefono, il film in differita. La voglia di illuderci che puó ancora tornare.
Sí che può, chiudo gli occhi ed é tutto lí per me.

4 commenti:

  1. Mi sono svegliata e per caso questo è stato il primo post che ho letto ... Mi è venuta 'la piel de gallina' ... All'inizio credevo fosse un romanzo che stavi leggendo ... Ma sei/sei stata tu ...

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  2. no dai! sto piangendo come una cretina!
    ecco cosa ci rende vicine, i mondi che abbiamo assaggiato e mai scelto.
    un abbraccio.

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    1. sí, l´avevo capito cosa ci poteva rendere cosí vicine (tra le altre cose)!aspettavo il tuo commento

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