mercoledì 19 giugno 2013

100!

Questo é il post numero 100 e non so bene se e come dovrei celebrarlo. Peró sono contenta perché non pensavo che sarei arrivata fino a qui, ho iniziato questa cosa senza avere davvero la minima idea di dovrei mi avrebbe portato. Invece dopo un anno (mancano pochi giorni al compleanno), 100 post, poco piú di 6000 visite e di 300 commenti sono ancora piú. Con ancora piú voglia di continuare.
E soprattutto felice di aver conosciuto persone, che spero un giorno di poter conoscere anche di persona.
Ho deciso che festeggeró ufficialmente nei prossimi giorni (verosimilmente la prossima settimana) con un post fiume con tutta la veritá e nient´altro che la veritá. Racconteró la storia che ho giá promesso a qualcuno di voi. La racconteró per intero per filo e per segno come non ho mai osato fare con nessuno. La racconteró perché a volte ho voglia di urlarla e perché ancora mi scorre nel sangue, perché é la mia àncora d´appiglio quando mi sembra che tutto vada male e allora cerco di ricordarmi di quando sono stata felice.
La racconteró e poi probabilmente la lasceró on line per non piú di qualche giorno, meglio non scherzare troppo col fuoco e con la privacy.
Non vedo l´ora

martedì 18 giugno 2013

umiliazione

Ho appena imparato una parola (italiana) da una mia studentessa del corso B1.
Ecco, non so voi, ma io non sapevo che cosa fosse la disgripnia

E ora andate pure a googlarlo

domenica 9 giugno 2013

doveva succedere

Venerdí sera torno a casa in bici dopo una serata al biergarten con le colleghe. Attraverso una zona a me poco familiare, che conosco piú che altro di fama, perchè soprannominata il "quartiere diplomatico", vi lascio immaginare quindi il valore delle case e delle auto parcheggiate in quelle strade. Noto che tra Porsche e Ferrari, qua e lá si infilano anche delle auto d´epoca decapottabili. Poco prima di arrivare a destinazione ne noto una anche sotto casa mia e non posso quindi fare a meno di pensare a quanto sia calmo e piacevole vivere in una cittá in cui non é necessario guardarsi continuamente alle spalle e in cui al contrario é addirittura possibile lasciare auto di inestimabile valore per strada. Io, personalmente, se avessi un auto Americana anni ´60 decapottabile non la lasciereri tutta bella aperta per strada di notte. Sará retaggio di mentalitá italiana, ma penso che sia rischioso, insomma, metti anche che non te la rubano proprio, ma passa uno stronzo e ci butta dentro una lattina di birra o un mozzicone di sigaretta. Meglio non rischiare. Insomma, io non mi fiderei, ma qui lo fanno e quindi evidentemente é sicuro.
Parcheggio la mia modesta bici, salgo e vado a nanna.
Sabato mattina scendo e....puf!!! il cestino della mia bici non c´é piú.
Sinceramente ci sono rimasta di sasso.
E poi mi sono chiesta: ma che gusto c´é a rubare un cestino in fil di ferro dell´esorbitante valore di 7 euro? Se lo fai sei stronzo e basta. È evidente che non lo fai per un tornaconto economico. Lo fai perchè sei stronzo e pigro. Tutto qui.
 
E quindi niente, ecco, io ci sono rimasta maluccio. Insomma, un po´ me l´aspettavo, ma in realtá anche no. Speravo di no. E invece evidentemente qualche stronzo vicino di casa (parcheggio la bici in un punto in cui necessariamente passano solo i vicini di casa) ha pensato che il mio bel cestino nero potesse fargli comodo.
 
Che poi per i primi 30 secondi ho avuto stampata in faccia proprio la classica espressione incredula da ebete, mentre con lo sguardo cercavo il mio cestino, come se da solo avesse potuto prendere l´iniziativa di farsi un giro nei paraggi.
 
Era la prima volta che mi rubavano qualcosa, prima esperienza in assoluto. Che perfino in Sud America ero riuscita a non farmi rubare niente! In compenso peró lí ero riuscita a perdere DA SOLA il bancomat. Vabbhé erano giorni in cui il cuore batteva troppo forte e le emozioni si mescolavano e facevano camminare 50 cm da terra. E io come una scema mi sono persa il bancomat.

giovedì 6 giugno 2013

mi sento viva

quando esco dall´ufficio alle 6 e attraverso la cittá in bici per raggungere la piscina. Attraverso quartieri residenziali dove le mamme vanno a passeggio con le carozzine, la gente trasporta buste pesanti della spesa, esistono ancora le piccolo botteghe. Io pedalo, sento il sole in faccia e penso che devo sbrigarmi se non voglio fare tardi, anche se in realtá vorrei solo girare a zonzo, perdendomi tra i quartieri.
 
quando giro in bici tra le strade che ospitano i grattacieli piú alti della cittá. Mi metto comoda su queste piste ciclabili molto ampie e poi mi perdo con il naso all´insú, guardo questi giganti e mi sento piccola piccola, una vera formica, ma molto fortunata
 
quando impasto il pane e la pizza e poi, regolarmente, quando li sforno, mi emoziono perché non ci posso credere di essere stata io a farli
 
quando faccio l´amore
 
quando sento che sto facendo bene il mio lavoro e che forse qualcuno lo apprezza
 
quando organizzo cene con la famiglia del cuore, non quella di sangue che mi é stata randomly assegnata, ma quella costruita e voluta, che ho conosciuto piano piano e che ho imparato a coltivare
 
quando un uomo mi guarda
 
quando faccio yoga e scopro cose del mio corpo che non sapevo. Sperimento i miei punti deboli, ma anche quelli di forza e cerco di incamerare sicurezza
 
quando vado a lezione di tedesco e di spagnolo e sto bene. Talvolta riconosco i miei progressi. Sento che con la prima sto finalmente vincendo qualche battaglia e stiamo diventando amiche, quasi quasi mi capita pure di sentirmici comoda. La seconda invece, lo spagnolo, la sento che si plasma sotto le mie mani e mi dà voce, ma mi dá anche un pugno allo stomaco ogni volta che, ogni singola fibra del corpo urla nostalgia per il Cile 
 
quando in questa microcomunità del blog trovo persone dalle quali mi va di lasciarmi inspirare.<




domenica 2 giugno 2013

e ancora uno

 
Un´altra cosa che ho cercato a lungo é stato il sapone intimo. Lo cercavo, lo cercavo e non lo trovavo (se non in farmacia). questo perché mi ostinavo a cercarlo vicino ai bagnoschiuma (sua posizione canonica in Italia) invece avrei dovuto cercare accanto agli assorbenti
 
Domanda che sorge spontanea: il sapone intimo si usa solo durante il ciclo?
Se la risposta é affermativa per favore illuminatemi, che altrimenti io sono arrivata a 27 anni quasi con abitudini completamente diverse.
 
 

poi da domani cerco di rialzare il livello cultare del blog, lo giuro!

contrabbando

Quando stai all´estero sviluppi una certenza tendenza al contrabbando. Ci sono prodotti che proprio non riesci a trovare e sei costretto o a farne incetta ogni volta che torni a casa o, se hai una famiglia collaborativa ed una madre apprensiva, te li fai spedire nei cosiddetti pacchi delle meraviglie. Di solito si tratta di formaggi, salumi, prosciutti, conserve delle nonna, caffè, pasta di grano duro, vini, ecc. Come da inventario Coop.
 
Io invece ben presto mi vedrò costretta a contrabbandare un prodotto di ben altra natura: il cappuccio in plastica che protegge la testina dello spazzolino da denti. A quanto pare questo prodotto non esiste in Germania. L´ho cercato piú volte, in diversi negozi, senza mai trovarne traccia. Dopo un anno e mezzo la protezione portata dall´Italia inizia a essere indecente, urge sostituirla, ma non si trova.
 
Ok, io risoltvo abbastanza velocemente, ricorrendo appunto al mercato nero del paese natio. Ma i tedeschi? Il dubbio si fa certezza e io mi immagino questi 80 milioni di spazzolini da denti, che vagano liberi e senza protezioni, raccattando germi e polvere a destra e a manca....
 
Se per Natale volete farmi un regalo, sappiate quindi che i prodotti igienici di prima necessità sono sempre ben accetti.