martedì 21 maggio 2013

qualcosa può succedere (sprtt se si sbaglia)

La riflessione inizia con una calda mattina di giugno del 2011. Ero a Siena, alla Lizza, in attesa dell´autobus che mi avrebbe portata a Firenze, da lí poi il treno verso casa.
 
Mi si avvicinano un ragazzo e una ragazza, diciamo sui 28/30 anni e mi chiedono Dove es la stacione? Como andiamo?
 
Ok, hispanofoni, li posso aiutare! Questo è il mio primo pensiero.
 
Pensiero 2: Formica,  cerca di parlarlo decentemente il castellano.....e invece no, il cervello si blocca. Esce solo il cileno e non riesco proprio a ricordarmi com´è la seconda persona plurale, dopo averla cancellata per mesi dalla mia grammatica!
 
1,2,3...vabbhè, sai che c`è? Io parlo spagnolo come lo so parlare e santa pace.....Y de dónde son? (Chissà dove è andato a nascondersi sois nel frattempo?!?)
 
Sento le due magiche parole: Somos chilenos!
 
 
Pensiero 4: Che culo, posso parlare come so parlare e dajè de Sí poh, weon!
 
E insomma, com´è e come non è, li convinco a lasciar perdere il treno e a venire a Firenze in bus con me (opzione altamente preferibile, se capitate da quelle parti, sappiatelo!).
 
Scopro quindi nell´ordine che:
NON stanno insieme, sono solo amici
LEI a Santiago fa la maestra alle elementari in una scuola privata, ha però preso un´aspettativa di 6 mesi per venire a visitare l´Europa. Ha già trascorso 2 mesi a Berlino e 3 in Spagna e ora si prepara a trascorrere l´ultimo mese saltando di ostello in ostello. La sua vita a Santiago le piace, va piuttosto bene, vive in un quartiere di famiglie benestanti e ha deciso di fare questo viaggio lungo in Europa perchè sentiva che era il momento giusto per farlo, dato che non aveva troppi legami a casa, fatto salvo il lavoro che peró era riuscita comunque a conservare.
LUI invece è un ingegnere che proviene dal centro del Cile, si è laureato nella universitá tecnica piú prestigiosa si Santiago e da due anni vive a Basilea, dove lavora per le ferrovie svizzere. Per lui l´Italia é solo un breve week-end infilato tra una settimana di lavoro e l´altra, una mini fuga dalla cittá per dimenticare la fidanzata che l´ha appena lasciato. Il programma intenso del fine settimana prevede quindi grandi bevute di Chianti in compagnia dell´amica cilena, casualmente anch´essa a zonzo per l´Europa.
 
Insomma, entrambi sono giovani e liberi.
 
Come di rito, prima di salutarci ci scambiammo i contatti facebook, anche perchè io ero ancora nella fase acuta in cui speravo di tornare a breve a Santiago e pensavo che qualche contatto in piú in cittá non mi avrebbe certo fatto male.
 
Ho seguito quindi le loro storie a distanza, in questi (poco meno di) 2 anni.
Beh, sappiate che in 2 anni:
-lui si é fidanzato con un´altra cilena, che l´ha seguito in Svizzera, dopo un velocissimo matrimonio civile. 10 giorni fa sono peró tornati (momentaneamente) in Cile per sposarsi in Chiesa e festeggiare in grande stile.
-lei ad agosto scorso é rimasta incinta, a dicembre si é sposata e a inizio Maggio ha partorito un maschietto.
 
Cosa voglio dire con questo?
Voglio dire che le cose cambiano, e a volte pure molto in fretta e come meno te lo aspetti.
Voglio dire anche peró che vivere in Cile equivale piú o meno a una telenovela, ma che in fondo mi trasmette una leggerezza di spirito e di giudizio che altrove non sento.
Ci si fidanzia, ci si lascia, si cambia orientamento sessuale, si hanno figli, si fanno  si disfano famiglie allargate.
 
È moralmente giusto? Non lo so.
La gente vive? Credo di sí, la gente vive e fa quello che gli pare.
 
Poi guardo (con orrore) i cugin italiani che a 30/40 anni vivono ancora con I genitori e penso che spero enlla vita di trovare il coraggio di sbagliare almeno un po´.

The less routine, the more life
(cit.)

3 commenti:

  1. Formica, tu sei la mia anima gemella!
    Sono d'accordo sulla necessità di trovare il coraggio. Per me il grande problema è proprio convivere con persone che hanno sempre avuto paura di perdere quel briciolino che hanno.
    Hai una ricetta per questo?
    Ti abbraccio!

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    1. no, non ho ricette. peró in questi giorni ho un´idea pazza che mi frulla in testa, poi magari ve la racconto

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    2. Oggi è il giorno in cui DEVI raccontarcela! :)

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