venerdì 17 maggio 2013

paure

In generale non credo di essere una persona paurosa, anzi.
Ho peró 3 grandi paure: la solitudine, la malattia e la vecchiaia. Condizioni, che tra l´altro, tendono a clusterizzare molto bene.
È che ci sono giorni in cui scorgo la sofferenza ovunque, mi giro e la vedo ad ogni angolo.
 
Oggi ero alla mensa dell´università ed è entrata una una suora molto anziana. Doveva appartenere a qualche ordine particolare perchè indossava una cappa lunga e nera e una cuffia bianca rigida. è entrata silenziosamente, con il suo caffè. A fatica ha raggiunto un tavolo, ci si è sistemata con calma e si è tolta gli occhiali, con mano tremante ha iniziato a sorseggiare il suo caffè.
Mi sono accorta di lei perchè mentre cercava di farsi spazio tra le file di tavoli mi ha leggermente urtata con il suo deambulatore.
 
Sono rimata lí, ad osservarla a distanza e con descrizione. Se solo parlassi meglio tedesco, avrei potuto magari avvicinarmi e cercare di parlare con lei. In qualche modo mi sentivo attratta dalla sua dignità.
 
Mi occupo di disturbi del linguaggio in persone malate di Alzheimer. Lo faccio perchè mi piace, perchè penso sia utile, perchè mi hanno permesso di farlo. A volte peró, ho paura di toccare quella sofferenza

2 commenti:

  1. Come ti capisco, Formica cara! Sono capace di mettermi a piangere anche per strada se vedo qualcosa che mi fa soffrire così. Vorrei salvare il mondo proprio per questo motivo, perché penso che un giorno potrei esserci io al posto loro... come deve essere brutto sentirsi invisibile? Non avere la forza nemmeno di bere un caffè. Non ricordare il proprio nome, o quello dei tuoi cari. Ti capisco perché accompagnare la mia Nonnabis fino al suo ultimo giorno mi ha portato gioia ma anche tanto tanto dolore. Quello che attanaglia la gola e non ti lascia più, e torna sempre perché è diventato un pezzo di te. Vederla spengersi lentamente è stato triste proprio perché vedevo il suo corpo rimpicciolirsi, le ossa che le facevano male e la sofferenza di quando cercava la chiavi di casa, non riconosceva i nipoti, non si ricordava la sua data di nascita. Per consolarmi spero sempre che ci sia qualcuno, anche solo uno, per cui queste persone che ci inteneriscono non siano invisibili. E allo stesso tempo mi auguro e ti auguro di non perdere mai la tenerezza e di avere il coraggio (e il tempo) di fare un gesto gentile a chi ci sta vicino. Questo è quello che mi ha insegnato lei, anche una carezza o un sorriso possono cambiare la giornata di qualcuno. Ti abbraccio e ti stimo tanto!

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  2. grazie Mary Poppins. mia nonna era una piuttosto burbera, forse perché nella vita ne aveva passate tante e si era dovuta costruire una corazza per riuscire a sopravvivere. io peró cerco di ricordarmi sempre die ssere gentile con gli altri, spero di riuscirci

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