mercoledì 29 maggio 2013

confidenze o confessioni, che dir si voglia

Questo blog ha certamente poche lettrici: ci sono un paio di affezionate e assidue lettrici e commentatrici, poi c´é qualcuno che ogni tanto passa a fare una visita, ma rimane nell´anonimato più assoluto.
Per cui, visto che siete poche e silenziose, io a volte vi prendo sotto gamba e penso che tanto non vi ricorderete delle cavolate che dico....e invece a quanto pare qualcuno ci fa attenzione.
 
Bene, é successo che in uno dei commenti a questo post, ho accennato a Mary Poppins la possibilità che ci sia un piano folle nella mia testa per ribaltare questa monotonia. Pensavo che le mie parole fossero cadute nel vuoto e invece la cara Poppins Mary oggi é venuta a batter cassa e a chiedere spiegazioni. Vuole sapere che cosa ho per le testa.
 
Sappiate quindi che tutto ció che sto per scrivere é una confessione che mi è stata estorta.
 
Ecco, il punto è che ultimamente (ma forse dall´inizio) sono insoddisfatta di una parte piuttosto importante del mio lavoro. Se insegnare mi piace e lo faccio con passione, ho invece diversi problemi con l´attività di ricerca per il mio dottorato. Senza dare la colpa a nessuno, credo che il problema principale sia dovuto al fatto che mi ritrovo in un dipartimento dove tutti vanno matti per la sintassi minimalista e non cagano neanche di striscio le cose sperimentali che piacciono a me. Mi sento quindi un po´ isolata; soprattutto penso che mi manchino tante preziose opportunità di confronto e di scambio e questo limita di molto  i miei  progressi.
La situazione si è fatta frustrante, per cui sto cercando di decider se valga la pena proseguire con il piano A (cioé con quello che sto facendo) o se non sia il caso magari di iniziare a pensare a un piano B, C e cosí via.
Di buono c´è che ho avuto la conferma in questo anno che mi piace insegnare e che é quello che voglio fare, perchè credo di metterci passione.
Questa é la parte razionale del ragionamento.
 
La parte meno razionale é che in un momento di confusione ho fatto un gesto istintivo e ho mandato il mio CV alla Flying Emirates (compagnia d bandiera degli Emirati Arabi Uniti) per un posto da hostess. Ora sono stata invitata a un colloquio il 6 giugno.
Che faccio ci vado? All´inizio propendevo per il sí. Ora non so.
Devo dire che a parte il livello di sclero e di follia che sono un po´ scesi,  a frenarmi ci sono anche le indicazioni contenute nella mail di invito. Sono pregata infatti di presentarmi con gonna o vestito fino al ginocchio, giacca, calze e capelli raccolti (e tacco alto aggiungo io, nella speranza che non notino la mia altezza).
Insomma, per andare dovrei fare un investimento su vestiti, capelli e unghie (altro dettaglio fondamentale a quanto pare).
Non so che fare, ma a questo punto credo che non andrò.
 
Perchè io abbia mandato il CV proprio alla Emirates invece è un´altra storia, ma quella per ora non si pò raccontare.
 
 
Con riferimento alla premessa, poi, ne approfitto per lanciare un appello alle lettrici anonime, magari potreste lasciare una piccolo traccia del vostro passaggio. Il mio è solo un invito, sentiatevi libere di fare come preferite.
 

lunedì 27 maggio 2013

meravigliosità

Questo é un tesoretto che devo assolutamente condividere con voi.
Io non sono una gattara e giuro di non aver mai e poi mai pubblicato la foto di un cane o di un gatto sulla bacheca di facebook, peró quando ti capita una cosa cosí tra le mani non puoi tenertela tutta per te, ma devi per forza convividerla, direi che é quasi un obbligo morale.
 
Vi consiglio di prendervi 1:55 per guardare questo video; poi per favore ditemi che effetto vi ha fatto. No perché io mi sono addirittura un po´ commossa nella prima parte e ora non so più se si tratta delle fluttuazioni ormonali del ciclo, se ho un orologio biologico che inizia a ticchettare o se si tratta solo di un po´ di rincoglionimento generale...

Vi auguro una buonanotte! o un buongiorno!


venerdì 24 maggio 2013

fiumi di parole

In qualità di formica io me ne sto zitta zitta e buona buona. Ho difficoltà ad esprimere la mia opinione e spesso nelle conversazioni mi blocco perchè mi chiedo a chi possa mai interessare che cosa ha da dire una piccola ed insignificante formica.
Insomma, sono considerata da tutti una persona silenziosa e tranquilla.
 
C`è però una specifica situazione in cui io divento un vero fiume in piena e non mi ferma più nessuno. Parlo, parlo e parlo per la bellezza di 60 minuti. A volte mi blocco un attimo, mi fermo a pensare, torno indietro e riformulo. Altre volte mi correggo, ricomincio da capo, riprendo il discorso da un altro punto. Peró parlo e racconto.
Racconto di me, di quello che faccio, dei miei piani. Confido le mie difficoltà sul lavoro e le mie piccolo gioie. A questa persona ho raccontato di aver ricevuto una valutazione positiva dagli studenti e a lei ho esternato i miei dubbi sul quello che faccio. È anche la persona con cui parlo più spesso della mia vita sentimentale. Conosce vizi e virtù del mio stambecco. Sa anche quali colori mi stanno meglio.
 
Parlo, parlo, parlo e non mi fermo mai. Dopo aver passato 26 anni nel ruolo dell´ascoltatrice, ora invece sono finalmente io quella che parla e si sfoga.
 
La cosa davvero incredibile è che é sufficiente che io mi sieda sulla sua sedia, poi le mi chiede "E alloa? Racconta un po´". E io parto.E non mi ferma piú nessuno per 60 minuti.
 
Ho trovato un´amica del cuore?....ehm, no!
Vado dallo psichiatra?.....ehm,no!
Psicologo? No!
Chiromante?No!
 
Vado a lezione di Tedesco!
 
Ora, io, circostanza abbastanza curiosa, non ho mai dato lezioni private di italiano, ho sempre lavorato in gruppo. Non so bene come sia di solito, cioé non sono mai stata dall´altra parte in un lezione a due.
Peró credo che questa ragazza si stia guadagnado i 20 euro piú facili della settimana con me. Parlo talmente tanto che a volte non risuciamo neanche ad iniziare le attività che avrebbe preparato per me.
Certo, in compenso deve ascoltarsi tutte le mie palle e correggermi di tanto in tanto, ma, obiettivamnete, di lavoro extra per preparare la mia lezione quasi non ne ha da fare.
 
Praticamente la pago per ascoltarmi ormai. Che non so se sia una cosa bella per me.
Forse significa che bisogno di uno psicologo? O magari solo di una buona amica.
 
Io comunque la invidio tanto, perchè a volte devo fare il trplo salto mortale mentre eseguo qualche gioco di prestigio pur di riuscire a far parlare I miei student.
La mia insegnante di Tedesco invece ha il gioco facile
 
ndr: oggi ho scoperto che é pure incinta, per cui mi aspetta che una volta o l´altra inizi a urlare come un´ossessa mentre si tappa le orecchie con le dita. Fiume in piena di parole e ormoni sulle montagne russe non deve essere una bella combinazione povera stella.



giovedì 23 maggio 2013

martedì 21 maggio 2013

qualcosa può succedere (sprtt se si sbaglia)

La riflessione inizia con una calda mattina di giugno del 2011. Ero a Siena, alla Lizza, in attesa dell´autobus che mi avrebbe portata a Firenze, da lí poi il treno verso casa.
 
Mi si avvicinano un ragazzo e una ragazza, diciamo sui 28/30 anni e mi chiedono Dove es la stacione? Como andiamo?
 
Ok, hispanofoni, li posso aiutare! Questo è il mio primo pensiero.
 
Pensiero 2: Formica,  cerca di parlarlo decentemente il castellano.....e invece no, il cervello si blocca. Esce solo il cileno e non riesco proprio a ricordarmi com´è la seconda persona plurale, dopo averla cancellata per mesi dalla mia grammatica!
 
1,2,3...vabbhè, sai che c`è? Io parlo spagnolo come lo so parlare e santa pace.....Y de dónde son? (Chissà dove è andato a nascondersi sois nel frattempo?!?)
 
Sento le due magiche parole: Somos chilenos!
 
 
Pensiero 4: Che culo, posso parlare come so parlare e dajè de Sí poh, weon!
 
E insomma, com´è e come non è, li convinco a lasciar perdere il treno e a venire a Firenze in bus con me (opzione altamente preferibile, se capitate da quelle parti, sappiatelo!).
 
Scopro quindi nell´ordine che:
NON stanno insieme, sono solo amici
LEI a Santiago fa la maestra alle elementari in una scuola privata, ha però preso un´aspettativa di 6 mesi per venire a visitare l´Europa. Ha già trascorso 2 mesi a Berlino e 3 in Spagna e ora si prepara a trascorrere l´ultimo mese saltando di ostello in ostello. La sua vita a Santiago le piace, va piuttosto bene, vive in un quartiere di famiglie benestanti e ha deciso di fare questo viaggio lungo in Europa perchè sentiva che era il momento giusto per farlo, dato che non aveva troppi legami a casa, fatto salvo il lavoro che peró era riuscita comunque a conservare.
LUI invece è un ingegnere che proviene dal centro del Cile, si è laureato nella universitá tecnica piú prestigiosa si Santiago e da due anni vive a Basilea, dove lavora per le ferrovie svizzere. Per lui l´Italia é solo un breve week-end infilato tra una settimana di lavoro e l´altra, una mini fuga dalla cittá per dimenticare la fidanzata che l´ha appena lasciato. Il programma intenso del fine settimana prevede quindi grandi bevute di Chianti in compagnia dell´amica cilena, casualmente anch´essa a zonzo per l´Europa.
 
Insomma, entrambi sono giovani e liberi.
 
Come di rito, prima di salutarci ci scambiammo i contatti facebook, anche perchè io ero ancora nella fase acuta in cui speravo di tornare a breve a Santiago e pensavo che qualche contatto in piú in cittá non mi avrebbe certo fatto male.
 
Ho seguito quindi le loro storie a distanza, in questi (poco meno di) 2 anni.
Beh, sappiate che in 2 anni:
-lui si é fidanzato con un´altra cilena, che l´ha seguito in Svizzera, dopo un velocissimo matrimonio civile. 10 giorni fa sono peró tornati (momentaneamente) in Cile per sposarsi in Chiesa e festeggiare in grande stile.
-lei ad agosto scorso é rimasta incinta, a dicembre si é sposata e a inizio Maggio ha partorito un maschietto.
 
Cosa voglio dire con questo?
Voglio dire che le cose cambiano, e a volte pure molto in fretta e come meno te lo aspetti.
Voglio dire anche peró che vivere in Cile equivale piú o meno a una telenovela, ma che in fondo mi trasmette una leggerezza di spirito e di giudizio che altrove non sento.
Ci si fidanzia, ci si lascia, si cambia orientamento sessuale, si hanno figli, si fanno  si disfano famiglie allargate.
 
È moralmente giusto? Non lo so.
La gente vive? Credo di sí, la gente vive e fa quello che gli pare.
 
Poi guardo (con orrore) i cugin italiani che a 30/40 anni vivono ancora con I genitori e penso che spero enlla vita di trovare il coraggio di sbagliare almeno un po´.

The less routine, the more life
(cit.)

venerdì 17 maggio 2013

paure

In generale non credo di essere una persona paurosa, anzi.
Ho peró 3 grandi paure: la solitudine, la malattia e la vecchiaia. Condizioni, che tra l´altro, tendono a clusterizzare molto bene.
È che ci sono giorni in cui scorgo la sofferenza ovunque, mi giro e la vedo ad ogni angolo.
 
Oggi ero alla mensa dell´università ed è entrata una una suora molto anziana. Doveva appartenere a qualche ordine particolare perchè indossava una cappa lunga e nera e una cuffia bianca rigida. è entrata silenziosamente, con il suo caffè. A fatica ha raggiunto un tavolo, ci si è sistemata con calma e si è tolta gli occhiali, con mano tremante ha iniziato a sorseggiare il suo caffè.
Mi sono accorta di lei perchè mentre cercava di farsi spazio tra le file di tavoli mi ha leggermente urtata con il suo deambulatore.
 
Sono rimata lí, ad osservarla a distanza e con descrizione. Se solo parlassi meglio tedesco, avrei potuto magari avvicinarmi e cercare di parlare con lei. In qualche modo mi sentivo attratta dalla sua dignità.
 
Mi occupo di disturbi del linguaggio in persone malate di Alzheimer. Lo faccio perchè mi piace, perchè penso sia utile, perchè mi hanno permesso di farlo. A volte peró, ho paura di toccare quella sofferenza

mercoledì 8 maggio 2013

2 cose

Volevo solo dire due cose, anzi no, facciamo tre!
 
1) io quelli che parlano ai propri animali attraverso facebook proprio non li sopporto. Ma al tuo gatto/cane/pesce rosso/criceto cosa gliene frega delle cazzate che scrivi su faccialibro? 
 
2) secondo uno studio pare che Francoforte sia la quarta città al mondo per numero di milionari. Che dire? Forse dovrei inizire a pettinarmi prima di uscire, può darsi che le mie speranza di conoscerne uno passino da 0,003% a 0,5%. (Che poi avevo già promesso di iniziare a pettinarmi quando ho iniziato a lavorare, ma per ora non ho ancora mantenuto la promesso).
 
3) Domani arriva mia sorella! Si sorbirà le canoniche 8 ore di treno (roba che ormai io a forza di farle neanche me ne accorgo più, vanno giù meglio di un Vicenza-Padova in regionale), attraverserà montagne incantate e giungerà finalmente in terra germanica sotto la benedizione di abbondanti acquazzoni. Non so lei, ma io non vedo l´ora!

venerdì 3 maggio 2013

fuori dalla finestra

Ogni 2 minuti alzo lo sguardo allarmata, poi......

Pfiùùùù, non sta nevicando; è solo il ciliegio che dopo aver mantenuto il suo status di fioritura per un tempo record di 38 ore inizia adesso a lasciar piovere tutti i suoi petali secondo il ritmo delle sferzate di vento bavarese.

Dopo questo primo inverno tedesco il mio allarme bufera è continuamente settato sulla modalità "pericolo imminente".