venerdì 22 febbraio 2013

lamento del coniglio agonizzante

Eccomi, sono qui, interpreto me medesima nel lamento finale del coniglio agonizzante. Chiusa in casa da una settimana causa influenza. Unici esseri viventi ad avermi fatto compagnia in questa settimana sono stati i due simpatici coniglietti che vivono in giardino (non sono miei, sono dei miei vicini).
Causa freddo anche loro sono stati tutta la settimana rinchiusi nel loro rifugio. Quindi io guardavo loro dalla mia gabbia (la mia stanza) e chissà se loro guardavano me dalla loro gabbia. Forse siamo stati una settimana a guardarci.
 
Per dare una codata all'influenza e rimettermi in sesto almeno psicologicamente, mercoledì sera ho deciso di prenotare un biglietto aereo: è ora di fare una mini vacanza, ho pensato. Cosa c'è di meglio della sempre tiepida Sicilia per rimettersi un po' in sesto?
Ecco, neppure 24 ore dopo la mia prenotazione Catania è stata colpita da un nubrifragio.
Porto sfiga io o è la sfiga che mi perseguita? 

venerdì 15 febbraio 2013

prove di romanticismo

Primo San Valentino: lui in Norvegia, io in Italia
 
Secondo SV: lui in Italia, io in Australia
 
Terzo SV: lui in Italia, io in Olanda
 
Quarto SV: lui in Germania, io in Italia
 
Quinto SV: lui in Germania, io in Italia. Decido di raggiungerlo a sorpresa. Sul treno lo chiamo più volte per annunciargli il mio arrivo e lui rifiuta le chiamate perchè impegnato in ufficio. alla fine mi viene a prendere in stazione e finiamo a mangiare hamburger e patatine in un pub
 
Sesto SV: entrambi in Germania, ma in città diverse. Come spesso succede il giovedì sera è in programma che io lo raggiunga in treno sul tardi. Lo chiamo verso le 18 per chiedergli se gli va di mangiare o bere qualcosa insieme anche se arrivo sul tardi. Mi risponde che stava giusto programmando una pizza con gli amici.

martedì 12 febbraio 2013

se a tutti piacessero le mele....

Ieri sera andando a letto riflettevo sul fatto che non mi ricordo quand'è stata l'ultima volta che ho visto un ragazzo bello dal vivo. E con bello intendo proprio bello, non semplicemente carino.
A me il genere alto, biondo e pallido non piace. Preferisco gli uomini bruni; più scuri sono e meglio è (e capisci a me, vah!). Il tedesco medio pertanto non rientra in alcun modo nei miei canoni. Anche perchè qui i ragazzi secondo me si dividono in sole due grandi categorie: il modello effeminato/palestrato (immaginatevi un Corona biondo) e il modello alpino (grande, grosso, divisa da alpinista 365 giorni all'anno, guanciotte piene e rosse).
Insomma riflettevo su quanto sia sconfortante vivere qui. Perchè infondo una, anche se ha già il ragazz,o non vuole necessariamente rinunciare a vita alla possibilità di rifarsi gli occhi, no?

Oggi vado a pranzo con due colleghe, una di queste all'uscita dalla caffetteria esclama "Oh signore! Ci sono troppi ragazzi carini in questo campus, io non ce la faccio più a guardare e non toccare!"

.........nessuno mangerebbe le pere*



*cit. nonna del mio amico informatico


domenica 10 febbraio 2013

ubriaco come una violetta

Da circa un mese sono abbonata a un servizio molto simpatico del sito della Zanichelli, si chiama Das Wort des Tages, cioè "la parola del giorno". Ogni giorno ricevo una parola tedesca tratta dal dizionario Zanichelli Italiano-Tedesco-Italiano e per me è diventato una sorta di rituale: ogni mattina, quando accendo il computer angosciata all'idea delle ore di lavoro che mi attendono, trovo conforto nella curiosità di andare a scoprire quale sarà la mia parola del giorno. Un motivo in più per accendere il pc con il sorriso.

In molti casi le parole sono legate al periodo dell'anno, ad esempio all'inizio ho ricevuto parole relative al Capodanno e poi alle vacanze sulla neve. In questi giorni invece sto ricevendo parole che riguardano il Carnevale. Oggi ho ricevuto der Maskerball (ballo in maschera), ieri der Streich (lo scherzo). Venerdì ho ricevuto l'aggettivo veichelnblau. Letteralmente tradotto l'aggettivo significa "blu come una violetta", in realtà però viene utilizzato con il significato figurato di "ubriaco fradicio".

Dovrebbe essere sufficiente a farvi capire che da queste parti il carnevale è una festa per gli adulti, più che per i bambini. E non lascia purtroppo spazio a dubbi sul modo in cui festeggiano

martedì 5 febbraio 2013

long distance sisterhood

Non esistono solo le long distance relationship, ma purtroppo anche le long distance sisterhood, i rapporti di sorellanza a distanza.

La prima volta che me ne sono resa conto ero in Australia e affittavo una stanza a casa di una famiglia irlandese. Colette, la padrona di casa, era proprio in quel periodo presissima con l'aiutare la sorella minore a organizzare il proprio matrimonio. In particolare le ha creato le partecipazioni, ha scelto i vestiti delle damigelle e si è occupata di controllare e mantenere aggiornato il file delle conferme in modo da avere le prenotazioni per il ristorante e l'hotel sotto controllo. Ora, a parte il fatto che i vestiti delle damigelle erano tutti una combinazione di rosa barbie, viola e verde pisello e che la partecipazione era decorata con una fatina rosa e centinaia di brillantini (che per un certo periodo ho continuato a ritrovare anche tra la mia biancheria), dicevo, a parte tutto questo, quello che più mi ha colpito era il fatto che il matrimonio si svolgesse in  Irlanda. Insomma, la sorella era in Irlanda e si sarebbe sposata in Irlanda, così come tutti i parenti vivevano ancora in Europa. Colette, pur lontana da più di 10 anni, voleva però in ogni modo sentirsi coinvolta nell'evento e partecipare attivamente, esserne parte e accompagnare la sorella in ogni emozione, frustrazione e preoccupazione.

E devo dire che lì un po' mi sono emozionata, perché anche io ho una sorella, con la quale non condivido più la stessa casa da ormai molti anni e con la quale a volte è difficile mantenere un rapporto stretto, costante, quotidiano e intimo. Devo ammettere di non essere tanto brava ultimamente nel mantenere i rapporti familiari a distanza, ho sempre meno voglia di attaccarmi a skype per fare un riassunto della mia vita qui, per cui a volte, quelle telefonate bisettimanali mi sembrano quasi una tassa da pagare. Però il rapporto con mia sorella è quello a cui tengo di più, anche s e a volte è altalenante.

Ultimamente ci siamo inventate una nuovo modo di sentirci più vicine e di condividere qualcosa, magari proprio un pezzo di quotidianità. Abbiamo deciso di dedicarci alle stesse letture contemporaneamente. All'inizio ci è sembrato un esperimento un po' azzardato, non eravamo per niente convinte che potesse funzionare e invece abbiamo già fatto il bis. Ovviamente non è una cosa che si può fare costantemente perché altrimenti ci sentiremmo troppo vincolate alle letture stabilite, con conseguente reazione di rifiuto in agguato. Ce la stiamo quindi prendendo con comodo. Giusto per darvi un'idea, abbiamo letto il primo libro a inizio ottobre e il secondo a gennaio.
E devo dire che non solo è divertente e interessante scambiare opinioni e sensazioni in diretta (anche se non dal vivo), ma ha anche l'effetto di stimolare di più alla lettura (e a questo proposito vi ricordo l'iniziativa Leggiamo di più 2013! ).

C'è per caso tra di voi qualcuno che ha altri consigli in merito o che adotta qualche stratagemma simile? sarei felice di conoscerli!