martedì 8 gennaio 2013

una debole speranza

Sinceramente io ero convinta che l'Italia fosse spacciata, un paese destinato inesorabilmente al declino. Ed ero convinta di ciò non tanto a causa della mafia, che tutto controlla e governa al sud come al nord, della disoccupazione giovanile, del tasso di evasione fiscale, ecc. No, io ero convinta dell'imminente declino dell'Italia a causa del generale stato di torpore in cui mi sembrava si trovassero gli italiani. Pensavo che se avevamo deciso di rincretinirci tutti con i programmi della De Filippi o di mettere in prima pagina al Tg gli ultimi sviluppi del Grande Fratello, di paralizzare il paese per settimane intere in occasione di un evento sportivo, beh, allora ci saremmo meritati tutti indistintamente il peggiore dei futuri mondi possibili. 
Negli ultimi mesi, invece, ho notato con stupore e con sommo piacere che le cose stanno cambiando un pochino. A Giugno ero in Italia e i campionati europei di calcio facevano notizia, ma non bloccavano l'intero paese; poi di nuovo a settembre ho visto che l'elezione di Miss Italia è passata quasi inosservata (mentre in passato i media sprecavano giorni e giorni a presentarci la nuova Miss). Ma il meglio credo sia avvenuto ora, a Natale. Durante le feste abbiamo sì dovuto subire i teatrini di Berlusconi, e assistere incuriositi al toto-Monti, ma almeno non abbiamo celebrato il CinePanettone di turno assistendo inebetiti agli sketch degradanti di De Sica e Boldi.

Direi che una speranza di tornare a essere non un paese ricco, ma almeno moralmente decente ce l'abbiamo. 

Sento di poter essere ottimista, anche se a volte mi capitano episodi che mi fanno cadere le braccia (a dir poco). Uno su tutti: sono stata dalla parrucchiera del mio piccolo paesino di campagna. Non ci conoscevamo, perché di solito non vado da lei, così appena sono entrata ha iniziato a farmi il terzo grado. Com'è e come non è, esce quasi subito l'informazione che io ora vivo in Germania. Dopo poco però, la ragazza (che in realtà tanto ragazza non si può definire a 30 e passa anni, insomma non si può certo imputare la sua ignoranza alla giovinezza) inizia a lamentarsi della crisi e della pressione fiscale. Io inizialmente l'ascolto attenta, perchè immagino che una giovane donna, proprietaria di una piccola attività, possa parlare a ragion veduta, con la forza dell'esperienza e dell'informazione e invece...invece, ad un certo punto parte la domanda fatidica

rullo di tamburi Signori!
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Mi chiede se anche in Germania c'è l'Euro

Ecco, avrei voluto alzarmi, stracciarmi le vesti e fare una scenata napoletana in piena regola. Com'è possibile che ci sia ancora tanta ignoranza?  


3 commenti:

  1. Mi hai fatto venire la pelle d'oca.. cioè.. la domanda della "ragazza" mi ha fatto venire la pelle d'oca.. peggio di quando mi chiedono se in Sardegna ci sono le strade.. la Germania.. no, oddio, questa è gravissima!!

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  2. mi è anche capitato che mi chiedessero quale lingua si parli in germania, però mi è sembrato comunque meno grave rispetto a questa domanda sull'euro, soprattutto perchè la ragazza si stava lamentando dell'ingiustizia dell'attuale pressione fiscale e della politica italiana in generale

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