domenica 29 dicembre 2013

10 motivi 8/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).
 
Numero 8
Mi piace la Germania perché posso diventare immediatamente stronza e bisbetica se il bus ha tre minuti di ritardo 
 
(e sappiate che entro perfettamente nella parte, inizio a guardare insistentemente l´orologio, a sbuffare e a picchiettare con il piede)

venerdì 27 dicembre 2013

10 motivi 7/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 7
Mi piace la Germania perchè nessuno sente il bisogno di parlare e attaccare bottone con tutti continuamente. Non sono quindi costretta a fare conversazione sul bus, in fila alle poste, in banca, al banco degli affettati, dal dottore

(all´inizio vivrai con imbarazzo i momenti di piú gelido silenzio, poi capirai che ti puoi anche rilassare)

giovedì 26 dicembre 2013

10 motivi 6/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 6
Dopo il verde c´é l´arancione. E dopo il rosso c´è di nuovo l´arancione prima del verde

(almeno mi risveglio dal torpore in cui cado generalmente al semaforo e mi prepare a ripartire)

lunedì 23 dicembre 2013

10 motivi 5/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 5
Mi piace la Germania per i suoi Café.

(i bar sono familiari e chiassosi, i café intimi e accoglienti. Preferisco i café.)

venerdì 20 dicembre 2013

10 motivi 4/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 4
Mi piace la Germania perché dal panettiere o dal salumiere puoi sempre chiedere una infinitesima parte del tutto. La pagnotta si spezza in 10 e il salame si vende a fette

(poi però ripenso a quella volta che ho vista una coppia comprare 60gr precisi di parmigiano e allora penso che questa non sia civiltà)

mercoledì 18 dicembre 2013

10 motivi 3/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).
 
Numero 3
Mi piace la Germania perché  ci sono ancora molti cinema che danno i film di circuiti di distribuzione minore e inoltre fanno spesso rassegne di film datati.
 
(Lo so che non ha senso pagare un biglietto per andare a rivedere Harry ti presento Sally, ma volete mettere la magia del cinema rispetto allo streaming?!?)

martedì 17 dicembre 2013

10 motivi 2/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 2
Mi piace la Germania perché posso uscire in felpa o in pile. Anche il sabato sera.

(sto perdendo ogni forma di amor proprio, sappiatelo)
(a dirla tutta sto perdendo ogni forma e punto)

lunedì 16 dicembre 2013

10 motivi 1/10

Imparare ad apprezzare il posto in cui vivo fa parte dei buoni propositi per il nuovo anno. Per iniziare ho deciso che da qui al nuovo anno cercheró di regalarvi almeno 10 motivi per amare la Germania o Francoforte (rigorosamente NON in ordine di importanza).

Numero 1
Mi piace la Germania perché é un´unica lunga pista ciclabile.

(scontato e banale, lo so)

giovedì 12 dicembre 2013

No ai pregiudizi

Io dico NO ai pregiudizi.
NO a chi sentenzia senza conoscere.
NO a chi parla senza essere informato.
NO al razzismo, perché tutto e tutti hanno diritto ad un proprio posto nel mondo.

Me l´avete menata per anni e io per anni a dire
No percaritá! Io quella roba lí mai e poi mai
Ma da oggi si cambia.
Io non giudico più senza conoscere.

Oggi inizio a leggere Harry Potter e la pietra filosofale.
Giuro che lo faccio.

mercoledì 4 dicembre 2013

Richard K

Parlo, ho il mio discorso in testa e posso andare come un treno
Ripeto il mio mantra

Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando

Eppure é a meno di due metri da me
Dai non ci penso. Continuo col mantra

Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando
Richard K non è qui e non mi sta ascoltando

Hey, un attimo, ma sta annuendo!
Mi ascolta e annuisce

Richard K è qui e mi sta ascoltando
Richard K è qui e mi sta ascoltando
Richard K è qui e mi sta ascoltando
Richard K è qui e mi sta ascoltando
Richard K è qui e mi sta ascoltando



martedì 3 dicembre 2013

studenti che....2

A 7 minuti dalla fine della lezione si alzano per andare in bagno e tornano giusto in tempo per mettere insieme le proprie cose, salutare e andarsene.
Peró poi a parlare di questione di rispetto mi sentivo un po´ mia nonna

martedì 26 novembre 2013

studenti che.....1

Studenti che...

....arrivano a lezione alle 8.50 con 20 minuti di ritardo e si scusano dicendo "Mi dispiace ma non riuscivo ad alzarmi dal letto".
Io invece non vedevo l´ora di uscire di casa con 0 gradi, prendere la bici e venire qui a vedere le vostre belle face.

Peró ho apprezzato la sincerità.

conosciateli

Se non li conoscete, conosciateli!!

é come farsi una tisana all´erba e poi partire per un viaggio nella verde islanda; un po´dolce, un po´psichedelico.

Domenica sera sono stata a un loro concerto. Indoviante un po´ chi era in prima fila ed é riuscito a portarsi a casa il plettro del cantante/chitarrista?

domenica 10 novembre 2013

una settimana

Immaginate di avere una sola, unica, ultima settimana a vostra disposizione. Immaginate di sapere che sará l´ultima settimana della vostra vita, peró non siete malati e avete tutte le forze per godervela.
 
Cosa fareste?
 
Io ci sto pensando e credo di averlo capito
 
Vorrei passare questa settimana in Irlanda, con una fornitura continua di cibo dalla Sicilia, per riempirmi gli occhi di verde e nuvole e la bocca di ricotta melanzane. Poi vorrei un corteggiatore che mi facesse sentire ancora bella.
Il primo giorno chiamerei a raccolta le persone importanti della mia vita e mi farei raccontare per filo e per segno i loro progetti, giusto per sapere cosa mi perderó. Li farei anderei via con un Ciao, a domani per non rivederli mai piú.
 
Io odio gli addii, preferisco quando le persone vanno semplicemente a comperare le sigarette, é meno doloroso.

giovedì 7 novembre 2013

studiare

La mia vicina di casa era - e ancora è, spero - una persona deliziosa: discreta, disponibile, comprensiva, positiva. Ha una figlia della mia età con cui ho trascorso tante giornate estiva da bambina.
Un giorno suo marito ha avuto un incidente molto grave: guidava con un collega seduto a fianco quando da dietro una curva é spuntato un pazzo a tutta velocitá e si sono scontrati. Il collega é morto, il mio vicino si è salvato e dopo qualche giorno di coma ha dovuto affrontare una lunga riabilitazione. Per la famiglia è stato un brutto colpo, ma sono riusciti ad andare avanti.
 
Io nel frattempo peró avevo giá cambiato caso. Ho incontrato la donna circa un anno dopo l´incidente, quando le cose giá iniziano ad andare meglio a casa. Del suo racconto mi ricordo solo una cosa: il senso di rabbia e frustrazione per non essersi sentita all´altezza della situazione con cui era stata chiamarta a confrontarsi. Non era mancanza di grinta, nè di coraggio o voglia di vivere, era la vergogna di non aver avuto una educazione sufficiente. Piangeva dalla rabbia pensando a tutti i medici, gli avvocati e gli assicuratori con cui aveva dovuto parlare, i referti e  i documenti da leggere, sempre con la paura di sbagliare, il timore di non capire e la frustrazione per non sapersi esprimere.
 
Io avevo 12 anni e stavo per scegliere tra il liceo linguistico e quello classico, sapevo che nel mio futuro ci sarebbe stata una laurea e allora ringrazia la fortuna e pensai che nella vita non avrei mai dovuto sentirmi cosí.
Avessi avuto un quadro piú completo, avrei anche saputo peró che quel senso di frustrazione e vergogna lo avrei invece provato spesso.
Succede quando mi devo confrontare con il sistema Tedesco. Sono straniera, non parlo bene la lingua e quindi non mi posso difendere. Sono un bersaglio facile.  

All´estero le battaglie sono estenuanti, le sconfitte brucianti, ma le vittorie esaltanti. Ogni cosa conquista è un enorme successo. È questo il sale che condisce la vita all´estero e che la rende per me cosí attraente, mai noiosa.
In compenso quando torno in Italia, mi sento una specie di terminator dai super poteri, io cammino e le porte mi si spalancono di fronte.

martedì 5 novembre 2013

donne duuu du duuu

Riflessioni sparse sull´essere donna (rigorosamente in ordine crescente di importanza)
 
Oggi ad un seminario si parlava di bilinguismo e di esperimenti psicolinguistici. Ad un certo punto mi è cascato l´occhio sulla lista degli indicatori piú importanti per valutare il background del bambino e in particolare gli strumenti di formazione linguistico-culturale a sua disposizione, come indicatori, se vogliamo, anche di quanto ci sia aspetti da lui. Vien fuori che il livello di istruzione della madre (ma NON quello del padre!) viene inserito tra i parametri.
Voi che ne pensate?
Alcuni direbbero: facile e ovvio, é la madre che si smazza dietro al pupo 24/7, ringrazia il cielo se a volte il nano sa che faccia abbia il padre.
Sí, forse. Ma io ho pensato: wooow, fico. Dev´essere proprio vero che possiamo educare il mondo!
 
Ieri invece mi sono arrivati i risultati di un sondagio sull´universitá di Francoforte.  Avendo frequentato io solo facoltá umanistiche, l´immagine che ho dell´universitá é quello di un MondoDonna, un modo popolato di esseri femminili (tranne qualche invertebrato maschile e qualche sciupafemmine).
Adesso indovinate qual é il sesso prevalente all´universitá! 
Ben il 69% degli iscritti sono ragazze.
Vedo una speranza per un mondo diverso.....
 
Il commercialista mi ha fatto pervenire copia della mia dichiarazione dei redditi per l´anno 2012. Devo solo firmare e inviare all´Ufficio delle entrate.
Ah no, devo anche scegliere se indicare come conto corrente di riferimento il mio o quello di mio marito (marito che non ho, ma non si sa mai). 
 
La scelta piú difficile della giornata è stata quella tra il burro d´arachidi crunchy e quello creamy. Insomma voglio la cellulite morbida o con i pezzettoni d´arachidi ben in vista?

mercoledì 30 ottobre 2013

va tutto bene

Va tutto bene...
 
....a parte il fatto che avevamo giá pronto lo spumante per brindare alla fine di una odissea, avevamo anche quasi scomodato un intero convento in Puglia per gridare al miracolo e invece le cellule tumorali del mio amico hanno deciso di ricicciare fuori all´improvviso, creando metastasi grosse come palline da pingpong. Noi che pacifici credevamo di averli uccise tutte e loro invece queste burlone stavano solo giocando a nascondino.
 
Ma va tutto bene.
 
....a parte che ho definitivamente capito non solo di non provare alcuna forma di ammirazione per colei che dovrebbe essere la mia guida e la mia musa ispiratrice, ma mi sono anche convinta che sia una egocentrica esibizionista e superficiale.
 
Ma va tutto bene.
 
Davvero, va tutto bene.
 
Non mi sentivo cosí piena di energia da tanto tempo. Studio, leggo, cucino e faccio a maglia (non esattamente in questo ordine, né temporale né di importanza).
Credo che il merito sia tutto del vento. Il vento e le nuvole (uniti alle passeggiate e al pane) possono davvero guarire qualsiasi cosa.

mercoledì 16 ottobre 2013

biancolo

Oggi, 16 ottobre 2013, all´etá di 27 anni, 1 mese e 18 giorni, ho trovato il mio primo capello bianco, lo chiameremo biancolo. Biancolo mi ha ricordato che non sono piú proprio una ragazzina e che devo decidere cosa fare di qeusti anni, che potrebebro e dovrebbero essere i migliori.
 
Biancolo a parte, dopo la telefonata di ieri, stanotte ho dormito serena e mi sono svegliata giusto con un po´ di malinconia. Non so ancora se è la calma risoluta prima della tempesta o la serenitá in una decisione necessaria da prendere.
 
Ultimamente non escono proprio post divertente, escono frasi nebulose, lo so.

martedì 15 ottobre 2013

ho chiamato

Ho telefonato e ho semplicmente detto "Ci sono questioni che mi preoccupano".
Ho lanciato il sasso e ora cerco di nascondere la mano.

Torno presto

La formica

mercoledì 2 ottobre 2013

post onesto

Premessa: ho scritto questo post ieri, in un impeto di emozioni e onestà (verso me stessa). Un giorno, non troppo lontano, mi pentirò di averlo pubblicato, ma oggi ho bisogno di farlo.


Oggi su questi schermi c´è la formica in versione bipolare.

 

Da una parte c´è la formica moooolto fortunata. Quella che ha trovato il ragazzo d´oro, quasi perfetto sotto ogni punto di vista. Premuroso, responsabile, serio, affettuoso, innamorato, che non vede l´ora di metter su casa e fare figli. Un punto di riferimento, sempre disponibile e comprensibile. Ascolta, incoraggia, loda. Mai una sbavatura. Il compagno di viaggio ideale, il compagno di vita ideale. Quello di cui ti fidi ciecamente. Quello con il quale non hai neppure bisogno di discutere, perché tanto vi intendete al volo e non c´è bisogno di dire altro. Quello con cui proprio non hai motivi per litigare. Il ragazzo che ti fa qualche sorpresa e che non sbaglia mai un regalo.

Insomma, l´anima gemella con cui condividere una vita e magari invecchiare.

Manca giusto un po´di passione, quello sí.

 

Dall´altra parte invece c´è questo animaletto scalzo, che ha tanta voglia di cambiare e di provare altro. Che sì, vuole l´uomo perfetto con cui costruire una vita meravigliosa, ma magari non ora, non subito. Vorrebbe prima annusare, sentire, scoprire. Piantare per bene a terra questi piedi scalzi e farli correre o almeno passeggiare un pochino. Esplorare e sperimentare altre vite possibili. Magari vorrebbe un uomo più forte e più grande. Infondo è inutile girarci tanto intorno, dopo 20 anni senza un padre, una continua comunque ad avere voglia di scoprire come sia e cosa significhi avere una figura maschile di riferimento, un uomo magari più grande a cui rivolgersi. Perverso forse, non so; uscito dalla più scadente delle analisi psicologiche. Ma infondo onesto e sincero.

 

Ha ragione azzurropillin quando dice che per mantenere insieme i pezzi bisogna camminare. Io cammino, mi strafogo di pane e vedo come continuare.

E per il momento continuo penosamente a navigare a vista lungo la costa, in tutta sicurezza, sperando codardamente che una folle corrente prima o poi mi porti al largo.

venerdì 27 settembre 2013

amo(rale)

Ribadisco: la fede ha un grande fascino, ma proprio grande.
Almeno quanto le rughe.
Certamente più di una divisa.

martedì 24 settembre 2013

contratti pre-matrimoniali

Scruto le altre coppie e mentalmente scommetto sul loro futuro.

S.&F. sono a tempo determinato, li vedo bene insieme e sicuramente c´é una buona intesa tra loro, ma non puó durare tutta la vita, perchè infondo sono molto diversi e hanno aspirazioni diverse nella vita.

M.&G. hanno un contratto a progetto, sanno dove vogliono andare e lavorano per arrivarci. L´intesa é ottima e puó darsi che il contratto si rinnovi negli anni fino a diventare un tempo indeterminato.

A.&A. per ora hanno solo un contratto di collaborazione occasionale. Beati loro che si divertono senza prendersi troppo sul serio.

I.&R. sono in nero, perchè lui é sposato. Ma é il nero a rendere tutto piú avvincente e non potrebbe essere altrimenti.

I piú tristi, ai miei occhi, sono G.&G., statali a tempo indeterminato, insieme per tutta la vita. Una di quelle coppie che, sono certa, non si scioglieranno mai per la semplice ragione che non saprebbero trovare alternative nella loro vita. Insieme per non essere capaci di pensare se stessi in modo diverso.
 
Se mai mi sposeró lo faro, credo, con la consapevolezza (e forse la speranza) che potrebbe non essere per sempre.

lunedì 23 settembre 2013

imperfetto

Parli con un anziano con Alzheimer e ti rendi conto immediatamente della vita che ha vissuto. I ricordi sono confusi, si accavallano, imbrogliano, vanno avanti e poi tornano indietro, però c´ é sempre un sentimento o un atteggiamento di fondo che ti lasciano capire che tipo di persone erano, se sono state felici o tristi, serene o preoccupate, soddisfatte o sconfitte.
Rita si commuove ancora raccontandomi del suo lavoro di magliaia. Luigi da quando non puó più dipingere-pasticcia troppo e la figlia si lamenta che sporca in casa-si accontenta dei pennarelli. Adele quel marito proprio non l´avrebbe volute e infatti é scappata di casa due volte nei primi anni di vita coniugale. Maria, rimasta orfana a cinque anni, ancora salta sulla sedia quando sente la parola nonna e inizia a raccontare di quanto sia severa e ingiusta la sua. Pietro ha 66 anni e si dispiace di non aver piú avuto le forze per mandare avanti la piccolo azienda di famiglia, quella che ha costruito da solo.
 
Ogni paziente una storia.
In 30 minuti cerco di conoscere e a volte mi affeziono, alcuni vorrei portarmeli a casa o vorrei andare io a casa loro per continuare a sentire le loro storie.
 
Solo una cosa mi fa male. Quel dover continuamente usare l´imperfetto.
 
Che lavoro faceva Signora Marisa?
Le piaceva leggera Signora Marisa?
Aiutava suo marito in ufficio Signora Marisa?
 
Faceva, lavorava, amava, leggeva, rideva........e adesso Signora Marisa?

venerdì 20 settembre 2013

Tailandia bis


Basta vaneggiare, alcune considerazioni (leggermente) più pratiche:

 

1-clima: noi siamo andati in agosto, mese solitamente sconsigliato perché entro il periodo delle piogge. Eppure ci siamo trovati benissimo e potendo scegliere forse lo rifaremmo. Innanzitutto perché le temperature sono generalmente al di sotto dei 32 gradi, che significa che c´è la possibilità concreta di poter sopravvivere al caldo e all´afa e magari di riuscire ad uscire e stare in giro anche nelle ore centrali della giornata. Per la scelta del mare si è un po´ limitati alla zona del golfo, ma poco male, il mare (se vi piace), è comunque bellissimo. Noi in 15 giorni abbiamo visto la pioggia solamente 3 volte: una intera mattinata a Bangkok, un temporale di un paio d´ore e poi un temporale isolato di mezzoretta al mare. Non c´è di che lamentarsi.

 

2-trasporti locali: abbiamo sentito tante lamentele di gente che imprecava contro i tuk-tuk e i taxi perché troppo cari. Loro fanno il loro lavoro, voi cercate di strappare prezzi piú giusti. Un consiglio: chiedete in hotel o a un´altra persona di cui potete fidarvi qual è il giusto prezzo per una corsa, prendendo come riferimento ad esempio la distanza tra il posto in cui dormite e il centro o un monumento che vorreste visitare.

Abbiamo anche sentito storie di gente accompagnata dai taxisti in posti diversi da quelli in cui volevano andare e costretti ad entrare in negozi di stoffe e souvenir e comprare per poter proseguire la corsa. Rifiutatevi categoricamente e smetteranno di farlo. (commento razzista: se volete farvi due risate andate pure su tripadvisor e leggetevi qualche commento di turisti americani: ci sono sempre storie esilaranti).

 

3-trasporti extraurbani: per i treni abbiamo capito che non serve la prenotazione in anticipo, almeno non per quelli di percorrenza locale, diciamo entro le 2 ore. Se prendete il treno express per il nord, invece, forse è meglio assicurarvi qualche giorno prima un posto a sedere. In ogni caso non credete ai tailandesi che vi diranno che è tutto prenotato perché stanno per iniziare le vacanze scolastiche e quindi l´alta stagione. Inoltre spesso cercheranno di indirizzarvi verso le agenzie turistiche che conoscono loro. Basta rifiutare.

Ad esempio la mattina in cui abbiamo lasciato Bangkok per Ayutthaya abbiamo fermato un tuk tuk e chiesto di portarci alla stazione. Il signore ha iniziato a chiedere dove andassimo e se avevamo il biglietto, perché per partire serve il biglietto, che se non ce lo avevamo ci avrebbe portato lui prima in un posto per fare biglietti a prezzi scontatissimi. Ce la siamo cavata ripetendo semplicemente che volevamo andare alla stazione, che lí avremmo incontrato amici, rifiutandoci di dire dove eravamo diretti. In questo modo siamo arrivati dritti alla stazione.

 

4- cibo: non abbiate paura! Noi siamo stati benissimo, ho avuto solo un bruciore di stomaco il terzo giorno che mi ha fatto saltare il pranzo. Per il resto non ci siamo fatti problemi neanche a mangiare frutta pulita e tagliata per strada. Attenti, come sempre, solo all´acqua.

 

5- sicurezza: prima di partire, quando eravamo ancora molto indeciso e io propendevo leggermente per il Portogallo e lo stambecco per il Canada, ci siamo guardati e abbiamo detto “beh, andiamo in un posto in cui forse tra qualche anno, se avremo figli, non potremo piú andare tanto alla leggera solo con lo zaino in spalla”. Ci siamo ricreduti su tutta la linea, infatti sul nostro percorso abbiamo incontrato tante famiglie che viaggiavano anche con bambini piccoli (non neonati, ma bambini dai 3 anni in su) e con solo lo zaino in spalla e al massimo qualche borsa in più. Ovviamente nessuna madre italiana dotata di pargoli, ma tante altre nazionalità, soprattutto francesi e olandesi.

giovedì 19 settembre 2013

Thailandia


INTRODUZIONE

Questo blog va avanti più che altro per fortuna, non certo a coesione, coerenza e impegno. C´è una domanda fondamentale a cui pensavo avrei risposto con il tempo, ma che mi risulta ancora inesorabilmente aperta:di cosa parla questo blog?

Se dovessi dargli io una etichetta direi “Tutto-quello-che-mi-passa-per-la-testa-meno-le-cose-che-non-ho-vogia-di-scrivere-e-spiegare”. Vale? Se qualcuno di voi per caso ha un´etichetta del genere nel suo blogroll, mi ci inserisca pure sotto, che non mi offendo mica.

Essendo io una perditempo qui sotto le mentite spoglie di una blogger, ecco che spesso blatero e per mantenere viva la vostra attenzione distribuisco qua e là come indizi di una caccia al tesoro le promesse di post interessantissimi ed eccitantissimi. Qualcuno di voi però ogni tanto ci crede e poi viene a reclamare. Stavolta l´ufficio reclami ha accolto le proteste di Natalia Pi, la quale ricordava giustamente che era stato promesso un post sulla Tailandia.

 

CAPTATIO BENEVOLENTIAE

Per chi non la conoscesse, Natalia scrive benissimo, ha un sacco di post originali in cui racconta la sua vita e poi da un anno è in giro per il mondo, fa l´inviata di blog dai posti più impensabili, dai quali ci regala sempre analisi semiserie e chicche culturali.

Io a confronto mi sento uno schifino, in particolare perché di Asia e Buddhismo non sapevo (so) una beata ceppa, perché questa è stata la mia prima volta in quel continente e perché ci sono stata solo per due settimane. Inoltre, a posteriori (ma dentro di me probabilmente lo sapevo già prima e durante) ho commesso qualche errore nella scelta dell´itinerario.

So che se fossi onesta ora farei un bel mea colpa, ma preferisco raccontarvi che mi sono fatta abbindolare dai racconti di persone che c´erano state e da commenti di amici che dicevano “ma come? Vai in Tailandia e non vai al mare? Ma ci devi andare assolutamente, che scherzi?”.

Insomma, fosse stato per me avrei fato due settimane nell´interno, spostandomi di cittá in cittá e di tempio in tempio con bus e treni, ma mi sono lasciata convincere a dividere il viaggio in due fasi, dedicando la seconda parte al mare.

Digressione: io non sono un´amante del mare o almeno non in estate, perché fa caldo, bisogna mettersi la crema, a volte mi brucio,la sabbia mi si appiccica ovunque, si muore riarsi e un po´mi annoio. Per cui io vado in vacanza al mare più o meno una volta ogni 3 anni, giusto il tempo di dimenticarmi della pessima esperienza precedente e ricado in fallo. 

Questo per dire che a posteriori confermo di aver fatto una cazzata, perché l´isola che abbiamo scelto era stupenda, l´acqua cristallina, la barriera corallina colorata e la baia in cui dormivamo molto tranquilla, ma ……un ma c´è sempre, e nel nostro caso…..MA su quell´isola ne hanno le palle piene di turisti, i locali lavorano quasi tutti nel turismo e di autentico è rimasto poco. Riassumendo: il posto ideale se vuoi vedere un mare da sogno, ma evita se vuoi conoscere l´Asia.

 

TEMA: Quale impressione hai avuto della Tailandia?

 

SVOLGIMENTO: (in senso sparso)

 

La cosa che mi ha colpito di più, sembrerà banale dirlo, è stata la gentilezza della gente, soprattutto quella forse non troppo abituata ai turisti. Avevo letto ovunque della Tailandia come il paese dei sorrisi e non ci credevo. Ora mi scoccia ammetterlo, perché mi sembra di ricalcare un clichè, ma ci sono davvero tante persone disponibili e gentilissime, pronte a dare consigli e aiuto, anche se non richiesti. Due episodi su tutto: una mattina abbiamo affittato delle bici per visitare i dintorni di Ayutthaya, l´antica capitale, ma ci eravamo spinti forse un po´ lontano dal centro, diciamo pure che abbiamo preso una strada di campagna e l´abbiamo percorsa per vari km senza vedere anima viva. Ad un certo punto da una casa è uscito un vecchietto e si è preoccupato che ci fossimo persi, o almeno credo, perché ha iniziato a sbracciarsi e a parlare in thai e in qualche modo ci ha fatto capire che per la cittá dovevamo andare nell´altro senso. Cosa che noi sapevamo giá benissimo, ma quel vecchietto mezzo nudo che si dannava l´anima per darci informazioni ci ha fatto troppa tenerezza e per non deluderlo siamo davvero tornati indietro.

Un´altra volta a Bangkok, in una fermata della metro che stavamo percorrendo chiacchierando tranquillamente dato che giá conoscevamo il posto e sapevamo dove andare, una signora si è prodigata in mille inchini e sorrisi per mostrarci da che parte dovevamo andare e quasi ci accompagnava. Per un attimo ho temuto che ce la saremmo ritrovata a cena.

Prima di partire un´amica mi aveva detto “Vedrai, in Thailandia non ti sentirai mai sola”. Lì per lì non avevo capito che cosa intendesse dire, poi sì, dev´essere questo che fa la differenza, il poter sempre trovare uno sguardo amico.

La cosa che più mi ha affascinato invece è stato l´uso dello spazio e la dimensione del corpo. Le persone anziane che ho visto erano sedute a terra, come se fosse la posizione più naturale del mondo e più comoda a quell´età. Anche nel tempio si prega seduta e molte case hanno solo tavolini bassi. Non so, forse sono osservazioni del tutto banali, ma a me le cose che mandano fuori di testa sono proprio queste piccole ma enormi differenzi, quelle che paiono trascurabili e invece hanno la forza di smuovere tutte le tue credenze e abitudini più automatiche. Insomma, chi metterebbe mai suo nonno seduto per terra in salotto e non sulla poltrona? Cose a cui non penseresti mai, ma che invece sono la normalità per altri.

 

Altri momenti di meraviglia unica sono legati alla religione. I paesi che avevo visitato in precedenza erano o cattolici o musulmani. La prima religione la conosco fin troppo bene, la seconda pochino, ma è comunque qualcosa che sento in qualche modo vicino a me, perché la vedo e sento “concretamente” tutti i giorni, è qualcosa che, anche se molto indirettamente, fa parte della mia quotidianità. Il Buddismo certamente no. E allora è stato bello passare del tempo nei templi a osservare la gente e cercare di capire il senso dei loro riti. È stato commuovente vedere i monaci all´alba fare il giro della cittá per raccogliere le offerte di cibo.

 

A proposito di cibo: abbiamo mangiato in posti di tutti i tipi, dalle bancarelle del mercato, ai chioschi sulla strada, dalla catena di fast-food per famiglie, al ristorante sulla spiaggia, dalla tavola calda per gli operai a pranzo, fino a ristoranti più costosi (e per costosi intendo 15/20 euro a testa). Quale impressione? Direi che la cucina tailandese non mi ha avvelenata, ma mi ha incuriosita, soddisfatta e saziata. Peró non mi ha conquistata. Pensavo che sarei andata fuori di testa e mi sarei innamorata di un amore folle e invece è stato solo un tiepido affetto. Qualche difficoltà l´ho avuta a Bangkok per la pesantezza del cibo e la quantità di olio in cui sguazzava. La delusione si è fatta sentire soprattutto sull´isola, dove la varietà di offerta era ridotta a diverse combinazioni di riso o noodles con verdure e, a rotazione, pollo, maiale o gamberetti. Il premio gourmet invece se lo aggiudicano le zuppe, le pietanze apparentemente più semplici e meno attraenti, con solo brodo, qualche quadrettino di tofu, verdure miste e spaghettini. Quelle sí che mi hanno rapito.

Per il resto è un tripudio di dolce o piccante, senza mezze misure.
In ogni caso bisogna avere un po´di flessibilità, che diamine!
Una sera siamo andati a cena con una coppia di Milano (proprio milanesi Natalia, mi dispiace!) conosciuti per caso e al momento di ordinare la zuppa lei ha fatto scrivere sulla comanda a caratteri cubitali “no spicy, no onion, no garlic”. Mi sono sinceramente vergognata. Se fossi stata il cameriere le avrei detto: Allora dimmi te che ci posso mettere che facciamo prima!”
 
Se cercavate risposte in questo post sarete rimasti delusi. Ci sono solo domande, le mille che la Tailandia mi ha suscitato. Infatti prima non capivo gli asiatici seriali, quelli che ci vanno in vacanza una volta e poi non smettono mai, ora invece so perché lo fanno.
 Se siete arrivati in fondo al post, state digerendo il pappone e avete perfino intenzione di tornare da queste parti, allora lasciate pure il vostro nominativo qui sotto, perché certamente meritate un premio!

martedì 17 settembre 2013

gente che

Gente che ha preso facebook per un comitato etico e pensa di ristabilire la pace del mondo con commenti ad alto contenuto di senso civico......


....soprattutto smettela per favore di lamentarvi del fatto che il mondo non accolga a braccia aperte i laureati di facoltà umanistiche. Lo sapevamo fin dall´inizio a cosa saremmo andati incontro e si fa pure la figura dei cretini a sbraitare contro un sistema perché non sa che farsene di un laureato in storia medievale

venerdì 13 settembre 2013

senza titolo


Non posto da troppo per il semplice fatto che non riesco a mettere in ordine i pensieri. Sono lí, belli e brutti, i mescolano, si richiamano e si soffocano a vicenda. Ci penso e ci ripenso, li giro e li rigiro, ma poi di metterli in ordine nero su bianco proprio non mi va. Non voglio affrontarli, classificarli e ordinarli. Quelli brutti perché odio averli tra le mani, quelli belli perché preferisco lasciarli così deformi come sono ora.

 

Però una cosa ve la racconto: sto riprendendo sembianze umane! Due anni di Germania avevano letteralmente ucciso la formica aspirante donna, rilegandola al ruolo della formica acqua e sapone trasandata. Non mi sto trasformando certo in Monica Bellucci, ma il semplice fatto di non essere costantemente circondata da sole donne in felpa e scarpe da ginnastica, senza un filo di trucco e i capelli costantemente raccolti in una coda sbrigativa, mi sta stimolando a riflettere e guardarmi allo specchio prima di uscire di casa alla mattina. Non stiamo mica parlando di tacchi, rossetto e piastra per capelli, ma già abbinare due capi, non adottare perennemente l´uniforme felpa+scarpe da ginnastica+zaino può fare la differenza!

sabato 31 agosto 2013

Sorpresa!

Presente tutte le storie e le lamentele sul compleanno storto e in solitaria?!? Cancellate tutto.
 
Lo stambecco ieri si é messo in macchina verso le 16 con due amici, hanno dato un passaggio a una ragazza fino a Zurigo. Hanno cenato a Zurigo e si sono rimessi in macchina direzione sud.
Alle 7 del mattino a Verona lo stambecco ha salutato l´amico che proseguiva in macchina verso l´Emilia, ha preso un treno ed é venuto da me!

venerdì 30 agosto 2013

27

Questo passerá alla storia come il compleanno piú storto della mia vita.
Peró sono stata brava (sí, me lo dico da sola!): stava per prendermi male, ma poi sono riuscita a sdrammatizzare.
 
Dopo una notte passata quasi insonne per l´ansia, la sveglia suona alle 5.35. Un caffé, un paio di jeans, una montagna di scartoffie da mettere in borsa e alle 6.15 sono in auto, direzione stazione dei treni di paesino X. Poi treno fino a Verona, cambio, e alle 8.45 sono a Brescia. Autobus dalla stazione al centro specializzato in cui devo lavorare per qualche settimana. Sono in anticipo di 5 minuti e decido di aspettare fuori per calmarmi, raccogliere le forze e darmi un tono. Non faccio in tempo a pensarlo, che qualcuno mi riconosce e mi travolge in un mare di chiacchiere...addio meditazione zen!
 
Sorvolo ora sulle 6 ore trascorse lí dentro, in qualche modo ce l´ho fatta e ne sono uscita indenne, le grandi battaglie sono peró rinviate alla prossima settimana.
 
Alle 15 riesco finalmente ad uscire, ma perdo l´autobus per due minuti, il secondo passa ma non si ferma (perché nvece di fargli segno ero impegnata a controllare gli orari sul tabellone e il conducente ha forse pensato che io li stessi guardando solo per sport e che non fossi interessata al suo autobus). Qualcuno mi mette su un terzo autobus, che peró non é quello giusto perhcé non va in stazione. Scendoe finalmente al quarto autobus, dopo un´ora di attesa, ce la faccio!
 
In stazione scopro di avere ancora un´ora e 15 di attesa. Rischio di perdere il biglietto, ma un Senegalese gentilmente me lo restituisce indicandomelo a terra (Per un attimo ho pensato che quell´omone che cercava di richiamare la mia attenzione fosse interessato a me, mi sono illusa che il mio sex-appeal non fosse veramente morto e defunto 2 anni fa. Sempre la slita illusa!)
 
Insomma, alle 17.35 riesco a prendere il regionale per Verona, che peró fa 20 minuti di ritardo e mi fa perdere la coincidenza. "faro molto tardi, cenate pure senza di me", che é l´ultimo messaggio che vorrei mandare il giorno del mio compleanno. Attesa di 50 minuti a Verona e poi alle 20 sono finalmente alla stazione di paesino X. Nel frattempo mia sorella mi avvisa che a casa mi stanno aspettando due cugini che ultimamente non sopporto a causa di alcuni loro commenti razzisti, che hanno fatto diventare me molto razzista nei loro confronti. Prendo comunque la macchina, ma invece di fiondari a casa, guido piano piano, in tutta calma. Forse sarebbe meglio non tornare a casa.
Invece arrivo a casa e trovo 1 zia, 1 sorella, 2 cugini, 1 pollo arrosto, tante patate lesse fatte al forno (mia zia credo sia l´unica persona che riesce a lessare le patate facendole al forno) e 1 torta al gusto kiwi-banana (si puó sentire?).
 
Bacio, mangio,ringrazio, saluto, faccio doccia e poi finalmente ........BUONA NOTTE!

giovedì 22 agosto 2013

nell´ultima settimana

Nell´ultima settimana ho trascorso parecchio tempo con la sorella dello Stambecco e si é rafforzata dentro di me la convinzione che lei sia davvero carina e simpatica, ma che tutti dovrebbero finalmente farle il favore di smettere di proteggerla e difenderla in tutto. Un esempio: lo scorso dicembre per la laurea alcuni amici le hanno regalato un orologio preso in una gioielleria ad Arezzo. Sulla confezione, sulle istruzioni e sul retro del meccanismo, l´orologio riporta chiaramente la scritta Water Resistant, per cui lei non si preoccupa sempre di toglierlo quando fa la doccia (non so come possa venirti in mente di fare la doccia con l´orologio, ma evidentemente non é una cosa cosí strana per lei). Come risultato, il quadrante dell´orologio si riempie di goccioline che creano una condensa e quasi mpediscono di leggere l´ora. La ragazza va quindi in gioielleria e chiede che l´orologio le venga cambiato perché evidentemente non é Water Resistant come promesso. Quello che segue é, a suo dire, una discussione con la gioielliera alterata, che le nega il cambio e la tratta a pesci in faccia perché é una ragazza giovane e sola. Conclusione? 

Devo dire a papà di andarci a parlare lui.
Quella mi tratta male perché sono una ragazza, ma papà risolverà tutto! 
 
Il peggio é che il fratellone annuisce.
La stronza che c´é dentro di me avrebbe tanto voluto dirle che non potrá contare sul padre ogni singlo giorno della sua vita e che é meglio che inizi quindi da subito a cavarsela da sola. Poi, con calma, le avrei anche spiegato il male che donne come lei stanno facendo ad altre donne, che invece ce la mettono tutta per difenderci e per garantire i nostri diritti. Forse esagero, ma a me é sembrato che quella frase, pronunciata da una ragazza giovane e istruita, avesse il potere di cancellare immediatamente decenni di femminismo.
Ma forse esagero e ingigantisco la cosa.
 
Poi martedí sono tornata in Italia in treno, solita tratta da Monaco a Verona. A parte l´allarme bomba e successive evacuazione della stazione proprio 3 minuti dopo che avevo pagato 3,70 per uno schifosissimo cappuccino che in cambio mi avrebbe dato la connessione wifi e un comodo divanetto con tavolino su cui lavorare per la seguente ora e mezza; dicevo, a parte questo, ho poi condiviso il viaggio con una bambino asiatico che per 3 ore ci ha deliziato con lo zecchino d´oro cambogiano sparato a tutto volume. Infine, a Trento, é salita una coppia di studenti di Scienze politiche Internazionali (l´ho capito perché all´inizio parlavano di esami come Francese, Inglese, Storia delle relazioni internazionali, diplomazia, ecc.) intenti a programmare il loro futuro viaggio in Marocco. Si chiedevano sorpresi che cosa fosse il Suk di cui si parlava nella brochure turistica, nessuno dei due ne aveva mai sentito parlare. Sono come al solito troppo stronza e severa io o dovrebbe essere una parola presente nel vocabolario dell´adulto medio italiano?
 
 
La brutta notizia invece é che per il prossimo mese e mezzo saró in Italia per fare un lavoro di ricerca per il quale non mi sento assolutamente all´altezza, pur essendone la responsabile. Saranno sei settimane di supplizio, che determineranno se posso/devo/voglio continuare con il dottorato oppure no. Ieri ero talmente depressa per la cosa che quando alla stazione di Verona ho visto un treno Tedesco avrei tanto voluto abbracciarlo e chiedergli se mi poteva riportare nella mia stanzetta di Francoforte al sicuro. Mi sono persino sorpresa a invidiare l´addetto alle pulizie, pensando che forse un lavoro manuale, con carico intellettuale basso mi renderebbe ora mlto piú felice. Ho ogni giorno di piú la sensazione che il mio intelletto non sia asssolutamente pronto e adatto a tutto ció. Qualcuno prima o poi dovrà anche riconosccerlo.


venerdì 16 agosto 2013

vorrei insegnare italiano

"Ciao,
Mi chiamo Tizia e sono una sociologa, nella vita finora ho fatto tutt´altro. Da un po´ sono senza lavoro e siccome una volta per sbaglio sono finita in un corso di lingua per stranieri in un posto di frontiera, ho pensato che mi piacerebbe moltissimo insegnare italiano a stranieri. Ho giá imparato un po´di spagnolo qua e lá e quindi penso che il posto perfetto per me sarebbe l´America Latina. Io peró non ho voglia di spendere soldi e tempo per formarmi come insegnante di italiano LS impegnandomi in sciocchezze come ad esempio la Ditails, ma sono sicura che sapró improvvisare benissimo se qualcuno là fuori me ne darà la possibilità, cosa che tra l´altro penso di meritare tantissimo. Insomma, contattatemi e datemi informazioni, ma che siano sicure, precise e affidabili, per favore, che non ho intenzione di mettermi qui a contattare pinco e pallino invano. Si richiede inoltre massima urgenza, perchè avrei un tantino di fretta a sistemarmi nella vita.
Grazie"
 
 
Ora, io lo so che fare l´insegnante di italiano non é come progettare un grattacielo o curare il cancro, ma non é neppure come lavare i piatti. Infatti é pieno il mondo di persone che si sono trovate al posto giusto nel mondo giusto e hanno deciso di dedicarsi a questo mestiere senza previa formazione e non é certo una scelta da colpevolizzare, però ciò non toglie il fatto che dovremmo avere tutti un minimo di buon senso e riflettere su quello che scriviamo e divulghiamo di noi stessi in pubblico.
 
Per la serie: io amo rendermi ridicolo in pubblico

e che ve lo dico a fare....

....chile! chile! chile!

Guardate questo video e poi ditemi voi se non ho ragione a voler tornare là

giovedì 15 agosto 2013

sveglia

Sono le 6:10 del 15 agosto e io non riesco a dormire. Probabilmente molti dei miei coetanei in Italia rientrano ora dalla festa in spiaggia o dala discoteca. Io no, io sono sveglia dopo sole 5 ore e mezza di sonno e non riesco a disattivare il mio cervello che é sveglio e attivo come fossero le 11 di mattina.
 
Effetto del jet-lag troppo a lungo trascinato in questi giorni? Probabilmente sí, ma io voglio invece illudermi che sia invece il mio corpo che vuole prendere un nuovo ritmo, fatto di giornate più lunghe e più piene.
 
Non avró un Ferragosto speciale quest´anno, sono qui in Germania, le vacanze sono finite, il tempo inizia a peggiorrare e riesco giá ad intravvedere l´arrivo dell´autunno. Niente gavettoni o feste in piscine come suggorato al lido, oggi al massimo una passeggiata in collina.
Stasera poi arriva la sorella dello stambecco, che starà con noi per qualche giorno. La cosa mi lascia tra l´indifferente e l´infanstidito. È piú piccola, ma poi non tanto piccola visto che a dicembre compirá 25 anni, peró io mi sento ad un eone di distanza da lei. Il fatto é che non riesco a guardarla con serenitá perché vedo in lei tutto quello che io non sono, nel bene e nel male. Nel male c´é che provo una insana gelosia nei suoi confronti, perché é la cucciola di casa, quella che va sempre aiutata e protetta, che qualsiasi cosa faccia é stata bravissima e bellissima, che non le si nega mai un vestito in piú o un nuovo paio di orecchini, che riceve complimenti e viene lodata e festeggiata ad ogni esame superato. Quella che il padre adora talmente tanto da portarla in vacanza a New York, perché loro due, padre e figlia, sono inseparabili e si abbracciano e baciano in continuazione e hanno una complicitá in cui nessuno entra, prima ad esserne esclusa è la madre. E allora non posso fare nulla, se non essere infantilmente gelosa, perché la mia famiglia mi si fila molto di meno, praticamente non sanno che universitá ho fatto e non hanno ancora ben capito quale sia il mio lavoro. Perché a me al massimo come regalo mi viene saldato il conto dal commercialista (ok, questa é una cosa comoda e utile, ma non é esattamente l´idea di regalo che ho in testa io....). Perché io un padre non ce l´ho mai avuto e dietro di me non ho alcun punto di riferimento. Ho una sorella, preziosissima, ma ugualemnte concentrata sulla sua vita e su come tenerla in piedi dignitosamente senza aiuto, un compagno, dei figli, dei punti di riferimento esterni. Poi ho una zia, la zia piú inetta alla vita che ci sia. Non voglio essere cattiva nel dire questo, ma purtroppo é cosí, una persona che ha sempre vissuto nel suo orticello, nella sua tranquillitá e che della vita conosce poco e teme molto. Non ho un singolo ricordo di un episodio in cui lei sia riuscita a capire e ad appoggiare una mia scelta, figuriamoci elargire un consiglio!
Peró mi sento lontana da questa ragazza anche nel bene, so di avere una forza che lei non ha, una capacitá di muovermi nella vita e nel mondo che non sará delle migliori, ma che supera almeno il mondo ovattato in cui vive lei. Posso muovermi e decidere, sentirmi soddisfatta o delusa delle mie scelte, posso partire e tornare, senza che ogni singola mossa sia discussa e vagliata dal comitato famigliare. E scusatemi se è poco.
 
Come andrá non lo so.
 
Intanto affronto la giornata con una tazza di acqua calda con limone  e zenzero e penso al mio cuore oggi un po´piú pesante. Ieri sera ho dovuto salutare un amico, un amico importante che dopo un anno e mezzo ha avuto un´occasione importante e puó finalmente lasciare la Germania per andare a Barcellona. Al momento dei saluti abbiamo preferito fare finta di niente e salutarci come se stesse partendo per le vacanze. Mi mancherà tanto ma questi sono inevitabilmente i dolori di una vita raminga in cui bisogna sempre essere pronti alle partenze, nostre e altrui.
Ciao Filippo, fai buon viaggio e speriamo che la Spagna sia piú generosa con te di quanto non lo sia stata la Germania.

martedì 13 agosto 2013

eccomi!

Eccomi, ci sono! Non sono definitivamente sparita, ero solamente in pausa. Due settimane di distanza forzata da internet, durante le quali, devo dire, non mi sono mancate nè le mail né facebook, né google. Ma il blog sí, quello un po´mi é mancato. Piú che il mio, in realtá mi sono mancati i vostri blog e infatti la mattinata di ieri l´ho quasi interamente dedicata a leggere tutti i post che mi ero persa e...sí, mi siete decisamente mancate (parlo al femminile perchè mi sono resa conto di seguire quasi esclusivamente blog di donne).
 
Nelle sue settimane precedenti sono stata a zonzo per la Thailandia. Era la prima volta in assoluto in Asia per me e non sapevo bene che cosa aspettarmi. Sono scesa dall´aereo curiosa e impaziente di vedere e conoscere tutto, poi, complice il malessere da jet-lag e qualche incidente culinario ho sviluppato un po´di diffidenza; infien é bastato spostarmi verso una vittá piú piccolo per ritrovare quella curiositá moltiplicata per 100. Un viaggio che alla fine non mi ha dato forse risposta, ma ha fatto da moltiplicatore di domande e di voglia di scoprire questo continente.
Lo shock piú grande e bello é stato l´impatto con i sorrisi e la gentilezza della gente, ne avevo sentito parlare qua e lá, ma non mi aspettavo tanto. Una gentilezza che poi sembra aumentare proporzionalmente man mano che ci si allontana dalla cittá e dai posti piú turistici.
 
Torno anche a casa peró con un uovo desiderio di cambiare e affrontare in modo diverso questa vita. Non c´entrano direttamente il viaggio e l´Asia, sento forse piuttosto il mio 27esimo compleanno che arriva e penso a come sono trascorsi gli ultimi anni e a come vorrei che fossero i prossimi. Sento di dover cambiare tante piccole cose, ma di avere forse anche grandi decisioni da prendere. Decisioni che stanno lí e mi attraggono e spaventano allo stesso tempo, ma che non riesco a prendere in mano per paura di ferire o di sprecare nutilmente una enorme possibilitá. Insomma, questioni sentimentali che forse ciclicamente si ripresentano.
 
Come dicevo si avvicina il mio compleanno, ma è triste fare gli anni ad agosto perché quasi nessuno se ne ricorda, da bambina le mie feste erano sempre semi vuote, poi da adolescente ho smesso di festeggiare. Non ho neppure festeggiato i miei 18 anni. Anzi, la sera dei miei 18 anni sono andata al cinema con mia sorella.
E anche quest´anno mi aspetta un compleanno un po´solitario e triste. Non so ancora se saró in Italia (dove le mie amiche sono tutte sparse qua e lá), a Regensburg (dove i buoni amici che ho stanno per trasferirsi per lavoro, chi a Zurigo, chi a Barcellona) o a Francoforte (dove due delle mie tre amiche sono momentaneamente fuori cittá, fino a ottobre).
Sono quindi alla ricerca di idee, in un ultimo tentative di cambiare qualcosa e di non sentire che un questo anno é stato sprecato. Tra le varie cose mi é venuto in mente che forse potrei tagliarmi i capelli corti, giusto per fare qualche cazzata tipicamente femminile.
 
Infine mi scuso, so che blogger e il correttore automatic cercano di trasformare quello che scrivo, cambiando spesso lo spelling delle parole italiane in quasi omografe tedesche, in genere cerco di correggere, ma oggi non mi va di rileggere visto che questo post, senza capo né cosa, é uscito pontaneamente, il risultato di pensieri accozzati in fila, uno dopo l´altro.
 

mercoledì 17 luglio 2013

girano

Scusate, ma mi girano. E mi girano anche parecchio.
 
Torno a casa e accendo il computer, so che purtroppo finirò a cazzeggiare un po´ su facebook. Come sempre, faccio il giro delle pagine dei vari gruppi di insegnanti di italiano L2 di cui faccio parte sui social-stupidity.
In uno trovo il seguente scambio di battute:
 
Lara (nome di fantasia): "Salve a tutti, mi chiamo Lara, sono di Pakistan.in italia 13 anni cerco lavoro citta Verona. grazie"
 
Testa di cazzo: "Lara, 13 anni in italia e un corso di specializzazione per eliminare le preposizioni, direi"
 
Essere umano intelligente: "Ciao Lara, forse questo non è il gruppo piú adatto a te, ma sicuramente ne troverai altri in cui le tue competenze saranno apprezzate"
 
Formica incazzata: "Ma stiamo scherzando? Aspiranti insegnati di italiano che si prendono gioco degli errori di un apprendente L2?"
 
 
Tempo due secondi e mentre un paio di altre persone commentano, il post viene cancellato. Ora non so se sia stata Lara a cancellare il post perchè dispaciuta del rumore che aveva sollevato, o se sia stata opera di qualche amministratore della pagina, ma a me girano tantissimo.
 
Perchè poi ci sono persone che non fanno altro che stare tutto il giorno su queste pagine a lamentarsi del fatto che non trovano lavoro e di quanto siano ingiusti I sistemi mafiosi di reclutamento degli insegnanti.
Mi auguro sinceramente che certe teste di cazzo non entrino mai in un´aula ad insegnare.
 
So che da parte mia non é stato gentile scrivere un commento di protesta sotto il post della diretta interessata, ma ho sentito davvero l´urgenza di dire qualcosa a quel pezzo di cretino.
 
 
Da ultimo: Cecilia, l´episodio è successo nel gruppo di cui sei amministratrice. Si puó fare qualcosa?

martedì 16 luglio 2013

soluzione del dilemma

Come é andata a finire con le studentesse che avevano totalizzato un punteggio ugualmente insufficiente, ma che si trovavano in una situazione completamente diversa.....
 
- ho bocciato l´ucraina, ma le ho fatto un bel discorsetto per incoraggiarla a studiare e a ripresentarsi a ottobre con piú sicurezza. Credo di essere riuscita ad entusiasmarla e a rassicurarla perchè è andata via con il sorriso
 
- per la spagnola in Erasmus ho firmato un certificato che attesta che ha frequentato il corso con regolarità e impegno (cose per altro vero), ma senza darle un voto. In questo modo non avrá problemi con la borsa di studio.
 
Per l´ultima puntata aspettiamo quindi ottobre e vediamo se anche l´ucraina riuscirá ad avere il suo certificato.

lunedì 15 luglio 2013

decisioni importanti

Anche quest´anno é arrivato il fatidico momento della scelta del libro/dei libri da portare in vacanza.
Vi avviso che voglio un romanzo leggero, ma molto coinvolgente. Non ho ancora deciso se prendo la copia cartacea o la versione per kindle. Il kindle è leggero, compatto e posso portarci quanti libri voglio, ma puó rovinarsi sulla spiaggia o essere rubato (non che la gente in generale secondo me sia interessata a un ebook anche parecchio sfigato, ma magari viene scambiato per un piccolo tablet).
 
Mi rimetto nelle vostre mani e attendo consigli, tenete conto però che sarò in Thailandia, non che io voglia una cosa necessariamente in tema, ma temo che leggere dei sospiri di Jane Eyre sulla spiaggia di Koh Tao sarebbe una bella accozzaglia di sensazioni.

giovedì 11 luglio 2013

IL POST

Lo confesso: io in quel verde mi ci sono persa e continuo a rifugiarmici ogni volta che il mondo fuori mi minaccia  e mi rende insoddisfatta. Allora chiudo gli occhi, mi concentro e dentro di me rivive quel verde. Rivivi tu e rivivo io. RIVIVO IO.
E allora ci sei tu che mi guardi e insisti, insisti prima con lo sguardo, poi con le parole e infine con le richieste. Ci sono io, incredula e curiosa. Io che cerco di contenermi e negare, io che non posso piú evitare. Io che ogni giorno faccio un piccolo passo consapevole verso l´errore, verso quello che mi attrae e mi esalta, verso quello che mi illude, verso quello che mi fa sentire viva.
Ci sono tua moglie e i tuoi figli, il fratello da cui vai a vivere, i miei consigli e le mie promesse. Perchè qui tradisco me e tradisco una vita, ma certi principi li so ancora rispettare. Io che piano piano e silenziosamente scopro l´altro ruolo, io che divento astuta e imparo quando e come chiamare, io che so di non poterti chiedere piú tempo. Io che non ti chiedo piú tempo.
Ci sei tu con le tue certezze, le tue promesse e i castelli in aria per il futuro.
Tu che mi mostri una città e me la spieghi; tu che per la strada mi proteggi, tu che ti stupisci del mio stupore.
Ci sono i colleghi, quelli che vedono e non commentano, quelli che sospettano e chiedono curiosi, quello fidato che si allea.
Ci sono i baci rubati, i sorrisi, le notti insonni. Lo squillo all´ultima curva prima di casa mia. Le ore di lavoro consumate a parlare e a mangiarci. Cè stato un caffè.
C´é un ragazzino e c´é una vecchia che vuole essere donna.
C´è il parcheggiatore di Tobalaba, il pass della fiera del libro, San Diego, il giardiniere alle cinque del mattino, i dolci notturni e la stanza a Plaza Brasil.
Il tacito accordo di una zona franca in cui relativizzare i problemi, in cui allearci, a sostegno uno dell´altro. I nuovi problemi, le decisioni da prendere, il puzzle da ricostruire.
 
Non sei stato deciso tu, non sono stata coraggiosa io.
Riapro gli occhi e rimane la nostalgia di un mondo possibile. Un mondo in cui avrei deciso di vivere in un altro continente, con un´altra persona, un mondo in cui sarei riuscita a venire a patti con il secondo posto. Un mondo in cui avrei consegnato parte della mia volontà e mi sarei avventurata in una dominanza nuova.
Rimane almeno la soddisfazione di aver asseggiato quel mondo possibile.
 
Poi ancora le telefonate fiume, le risate al telefono, il film in differita. La voglia di illuderci che puó ancora tornare.
Sí che può, chiudo gli occhi ed é tutto lí per me.

mercoledì 10 luglio 2013

gravidanze (non mie)

 
GRAVIDANZE (NON MIE) 1
Come succede che un giorno aiuti una comagna d´università col trasloco, la vedi partire per la Francia per 6 mesi, piena di entusiasmo e di voglia di divertirsi, ma con un po´di magone per quel brasiliano che ha appena conosciuto. E allora passi le tue giornate ad ascoltare le paranoie, i programmi per il futuro, i sogni, le paure e i ma puó funzionare una storia pendolare tra Francia e Brasile? ma é solo sesso o il tipo mi piace veramente? Ma sará vero che i brasiliani sono infedeli per natura? E se risolvessi tutto trovandomi un esemplare maschile locale non appena metto piede in Francia? Ma lo sai che mi ha chiamato il mio ex e non mi fa piú effetto e all´improvviso non piango piú pensando a lui...dicevo, come si fa a passare da tutto questo a delle foto su facebook con l´appartamento nuov, appena arredato, nel paesino sperduto tra Lazio e Campania, le foto del pargolo appena nato e le testimonianze fresche di una gravidanza serena? E soprattutto come si fa a passare dal culo sodo del brasiliano a un ometto di mezza etá, il capello lungo e grigio, la panza prominente e zero sex-appeal?
Io non lo so.
 
 
GRAVIDANZE (NON MIE) 2
Corso di spagnolo B2.2, oggi si parla di periodo ipotetico.
 
Si tengo un hijo, voy a volver a Granada
Si tuviera un hijo volvería a Granada
Si hubiera tenido un hijo habría vuelto a Granada
 
Mi sa che la mia collega ha qualche problema con il suo orologio biologico, magari domain ci faccio due chiacchiere, perché oggi in aula c´era un tichettio assordante

verde

en ellos quiero cansarme
para luego poder volver a descansar

lunedì 8 luglio 2013

dilemma

Ho due studentesse.
 
StudentessaM è catalana ed è in Erasmus a Francoforte. Nel suo paese studia filologia catalana e castellana (se ho capito bene), con l´incoscienza dei 20 anni è venuta a fare nove mesi in un paese di cui non parla la lingua e ha imparato tanto, ma non a sufficienza per seguire corsi e per superare esami in Tedesco. Ha quindi deciso di seguire italiano e portoghese, per avere almeno i crediti necessari a mantenere la borsa di studio.
StudentessaM ha ottenuto 54/100 nel suo esame finale (il minimo per essere promossi è 60).
 
StudentessaT viene dall´Ucraina, ma studia in Germania da tanto tempo. Ha seguito con me lo stesso corso per ben 2 volte. La prima si è ritirata prima dell´esame sapendo di non potercela fare. La seconda volta ha ottenuto 54/100.
 
Ora voi ditemi: le promuovo entrambe? Promuovo solo la catalana per mandare a casa un Erasmus contenta (siamo stati tutti Erasmus e sappiamo come vanno queste cose). Le boccio entrambe?
 
Puntualizzo che per StudentessaT si tratta di un esame di livello abbastanza importante, è iscritta a Italiano, quindi si presume che lo debba imparare bene. Inoltre se io la bocciassi potrebbe ripetere l´esame a ottobre, senza necessariamente ripetere il corso.
 
Ditemi voi cosa devo fare perchè io non lo so più!

martedì 2 luglio 2013

chi si loda.....

....si imbroda!
 
Neanche il tempo di festeggiare il centesimo post e  di rallegrarmi per essere arrivata fin qui, che subito perdo il ritmo e sento la mancanza di ispirazione.
 
Rompo quindi il vortice della pigrizia da pagina bianca e scrivo un post veloce per dirvi che durante la mia assenza dal blog non ero esattamente a cazzeggiare, ma ho:
 
- presenziato a un matrimonio in Italia, in cui non conoscevo né sposa né sposo, ma sono comunque risucita elegantemente ad infiltrami, dispensare sorrisi, far fuoriuscire una lacrimuccia al momento del sí, levare in alto il calice con fare raffinato e ingolfarmi di cibo come non succedeva da anni. L´avverbio elegantemente si deve a una minuziosa ricerca su internet e al supporto della sorella maggiore nel mettere in atto il travestimento da invitata a un matrimonio piú economico della storia. Ricorrendo al Dio Zalando sono riuscita infatti a comprare vestito e scarpe rispettivamente a 21 e 22 euro. La borsa era prestata, la spilla fru-fru a contrasto dell´astronomico valore di 4, 55 Euro. Sí, lo ammetto, voglio tirarmela per essere stata una delle invitate piú sobrie ed eleganti e probabilmente anche parsimoniose dell´intera baracca (in particolare voglio ricordare l´invitata-mortadella, passata alla storia per aver scelto un vestito drappeggiato rosa con scarpe in tinta; la mancava solo qualche pistacchio qua e là).
 
- parlato con la mia relatrice di dottorato e cercato di raddrizzare la situazione. Questa tesi non é ancora una malata terminale, ma urge il ricovero in terapia intensiva.
 
- fatto la follia che desideravo da tempo e comprato un biglietto per la Thailandia. Ad agosto io e il stambecco andiamo quindi in vacanza, ci carichiamo uno zaino sulle spalle e spariamo per due settimane, nella speranza di farci ingurgitare al caos di Bangkok, lascirci stupire da qualche meraviglia archeologica e infine lasciarci coccolare e rifocillare in qualche spiaggia bianca con un mare cristallino.
 
-pulito casa e bollito un ragú per 4 ore. Perchè 4 ore? Per essere sicuri di stra-ammazzare ogni possibile batterio nella carne; il tutto per garantire la sicurezza di un invitato d´onore: finalmente il mio amico, dopo 100 giorni di ospedale, 3 cicli di chemio, un midollo spinale nuovo e un sistema immunitario azzerato tutto da ricostruire é tornato a casa! La gioia di veder rinascere una persona che a 26 anni era stata data per spacciata non ha limiti e io ne sono ancora ubriaca dopo 10 giorni, un´ebrezza continua che speriamo non finisca mai.

mercoledì 19 giugno 2013

100!

Questo é il post numero 100 e non so bene se e come dovrei celebrarlo. Peró sono contenta perché non pensavo che sarei arrivata fino a qui, ho iniziato questa cosa senza avere davvero la minima idea di dovrei mi avrebbe portato. Invece dopo un anno (mancano pochi giorni al compleanno), 100 post, poco piú di 6000 visite e di 300 commenti sono ancora piú. Con ancora piú voglia di continuare.
E soprattutto felice di aver conosciuto persone, che spero un giorno di poter conoscere anche di persona.
Ho deciso che festeggeró ufficialmente nei prossimi giorni (verosimilmente la prossima settimana) con un post fiume con tutta la veritá e nient´altro che la veritá. Racconteró la storia che ho giá promesso a qualcuno di voi. La racconteró per intero per filo e per segno come non ho mai osato fare con nessuno. La racconteró perché a volte ho voglia di urlarla e perché ancora mi scorre nel sangue, perché é la mia àncora d´appiglio quando mi sembra che tutto vada male e allora cerco di ricordarmi di quando sono stata felice.
La racconteró e poi probabilmente la lasceró on line per non piú di qualche giorno, meglio non scherzare troppo col fuoco e con la privacy.
Non vedo l´ora

martedì 18 giugno 2013

umiliazione

Ho appena imparato una parola (italiana) da una mia studentessa del corso B1.
Ecco, non so voi, ma io non sapevo che cosa fosse la disgripnia

E ora andate pure a googlarlo

domenica 9 giugno 2013

doveva succedere

Venerdí sera torno a casa in bici dopo una serata al biergarten con le colleghe. Attraverso una zona a me poco familiare, che conosco piú che altro di fama, perchè soprannominata il "quartiere diplomatico", vi lascio immaginare quindi il valore delle case e delle auto parcheggiate in quelle strade. Noto che tra Porsche e Ferrari, qua e lá si infilano anche delle auto d´epoca decapottabili. Poco prima di arrivare a destinazione ne noto una anche sotto casa mia e non posso quindi fare a meno di pensare a quanto sia calmo e piacevole vivere in una cittá in cui non é necessario guardarsi continuamente alle spalle e in cui al contrario é addirittura possibile lasciare auto di inestimabile valore per strada. Io, personalmente, se avessi un auto Americana anni ´60 decapottabile non la lasciereri tutta bella aperta per strada di notte. Sará retaggio di mentalitá italiana, ma penso che sia rischioso, insomma, metti anche che non te la rubano proprio, ma passa uno stronzo e ci butta dentro una lattina di birra o un mozzicone di sigaretta. Meglio non rischiare. Insomma, io non mi fiderei, ma qui lo fanno e quindi evidentemente é sicuro.
Parcheggio la mia modesta bici, salgo e vado a nanna.
Sabato mattina scendo e....puf!!! il cestino della mia bici non c´é piú.
Sinceramente ci sono rimasta di sasso.
E poi mi sono chiesta: ma che gusto c´é a rubare un cestino in fil di ferro dell´esorbitante valore di 7 euro? Se lo fai sei stronzo e basta. È evidente che non lo fai per un tornaconto economico. Lo fai perchè sei stronzo e pigro. Tutto qui.
 
E quindi niente, ecco, io ci sono rimasta maluccio. Insomma, un po´ me l´aspettavo, ma in realtá anche no. Speravo di no. E invece evidentemente qualche stronzo vicino di casa (parcheggio la bici in un punto in cui necessariamente passano solo i vicini di casa) ha pensato che il mio bel cestino nero potesse fargli comodo.
 
Che poi per i primi 30 secondi ho avuto stampata in faccia proprio la classica espressione incredula da ebete, mentre con lo sguardo cercavo il mio cestino, come se da solo avesse potuto prendere l´iniziativa di farsi un giro nei paraggi.
 
Era la prima volta che mi rubavano qualcosa, prima esperienza in assoluto. Che perfino in Sud America ero riuscita a non farmi rubare niente! In compenso peró lí ero riuscita a perdere DA SOLA il bancomat. Vabbhé erano giorni in cui il cuore batteva troppo forte e le emozioni si mescolavano e facevano camminare 50 cm da terra. E io come una scema mi sono persa il bancomat.

giovedì 6 giugno 2013

mi sento viva

quando esco dall´ufficio alle 6 e attraverso la cittá in bici per raggungere la piscina. Attraverso quartieri residenziali dove le mamme vanno a passeggio con le carozzine, la gente trasporta buste pesanti della spesa, esistono ancora le piccolo botteghe. Io pedalo, sento il sole in faccia e penso che devo sbrigarmi se non voglio fare tardi, anche se in realtá vorrei solo girare a zonzo, perdendomi tra i quartieri.
 
quando giro in bici tra le strade che ospitano i grattacieli piú alti della cittá. Mi metto comoda su queste piste ciclabili molto ampie e poi mi perdo con il naso all´insú, guardo questi giganti e mi sento piccola piccola, una vera formica, ma molto fortunata
 
quando impasto il pane e la pizza e poi, regolarmente, quando li sforno, mi emoziono perché non ci posso credere di essere stata io a farli
 
quando faccio l´amore
 
quando sento che sto facendo bene il mio lavoro e che forse qualcuno lo apprezza
 
quando organizzo cene con la famiglia del cuore, non quella di sangue che mi é stata randomly assegnata, ma quella costruita e voluta, che ho conosciuto piano piano e che ho imparato a coltivare
 
quando un uomo mi guarda
 
quando faccio yoga e scopro cose del mio corpo che non sapevo. Sperimento i miei punti deboli, ma anche quelli di forza e cerco di incamerare sicurezza
 
quando vado a lezione di tedesco e di spagnolo e sto bene. Talvolta riconosco i miei progressi. Sento che con la prima sto finalmente vincendo qualche battaglia e stiamo diventando amiche, quasi quasi mi capita pure di sentirmici comoda. La seconda invece, lo spagnolo, la sento che si plasma sotto le mie mani e mi dà voce, ma mi dá anche un pugno allo stomaco ogni volta che, ogni singola fibra del corpo urla nostalgia per il Cile 
 
quando in questa microcomunità del blog trovo persone dalle quali mi va di lasciarmi inspirare.<




domenica 2 giugno 2013

e ancora uno

 
Un´altra cosa che ho cercato a lungo é stato il sapone intimo. Lo cercavo, lo cercavo e non lo trovavo (se non in farmacia). questo perché mi ostinavo a cercarlo vicino ai bagnoschiuma (sua posizione canonica in Italia) invece avrei dovuto cercare accanto agli assorbenti
 
Domanda che sorge spontanea: il sapone intimo si usa solo durante il ciclo?
Se la risposta é affermativa per favore illuminatemi, che altrimenti io sono arrivata a 27 anni quasi con abitudini completamente diverse.
 
 

poi da domani cerco di rialzare il livello cultare del blog, lo giuro!

contrabbando

Quando stai all´estero sviluppi una certenza tendenza al contrabbando. Ci sono prodotti che proprio non riesci a trovare e sei costretto o a farne incetta ogni volta che torni a casa o, se hai una famiglia collaborativa ed una madre apprensiva, te li fai spedire nei cosiddetti pacchi delle meraviglie. Di solito si tratta di formaggi, salumi, prosciutti, conserve delle nonna, caffè, pasta di grano duro, vini, ecc. Come da inventario Coop.
 
Io invece ben presto mi vedrò costretta a contrabbandare un prodotto di ben altra natura: il cappuccio in plastica che protegge la testina dello spazzolino da denti. A quanto pare questo prodotto non esiste in Germania. L´ho cercato piú volte, in diversi negozi, senza mai trovarne traccia. Dopo un anno e mezzo la protezione portata dall´Italia inizia a essere indecente, urge sostituirla, ma non si trova.
 
Ok, io risoltvo abbastanza velocemente, ricorrendo appunto al mercato nero del paese natio. Ma i tedeschi? Il dubbio si fa certezza e io mi immagino questi 80 milioni di spazzolini da denti, che vagano liberi e senza protezioni, raccattando germi e polvere a destra e a manca....
 
Se per Natale volete farmi un regalo, sappiate quindi che i prodotti igienici di prima necessità sono sempre ben accetti.

mercoledì 29 maggio 2013

confidenze o confessioni, che dir si voglia

Questo blog ha certamente poche lettrici: ci sono un paio di affezionate e assidue lettrici e commentatrici, poi c´é qualcuno che ogni tanto passa a fare una visita, ma rimane nell´anonimato più assoluto.
Per cui, visto che siete poche e silenziose, io a volte vi prendo sotto gamba e penso che tanto non vi ricorderete delle cavolate che dico....e invece a quanto pare qualcuno ci fa attenzione.
 
Bene, é successo che in uno dei commenti a questo post, ho accennato a Mary Poppins la possibilità che ci sia un piano folle nella mia testa per ribaltare questa monotonia. Pensavo che le mie parole fossero cadute nel vuoto e invece la cara Poppins Mary oggi é venuta a batter cassa e a chiedere spiegazioni. Vuole sapere che cosa ho per le testa.
 
Sappiate quindi che tutto ció che sto per scrivere é una confessione che mi è stata estorta.
 
Ecco, il punto è che ultimamente (ma forse dall´inizio) sono insoddisfatta di una parte piuttosto importante del mio lavoro. Se insegnare mi piace e lo faccio con passione, ho invece diversi problemi con l´attività di ricerca per il mio dottorato. Senza dare la colpa a nessuno, credo che il problema principale sia dovuto al fatto che mi ritrovo in un dipartimento dove tutti vanno matti per la sintassi minimalista e non cagano neanche di striscio le cose sperimentali che piacciono a me. Mi sento quindi un po´ isolata; soprattutto penso che mi manchino tante preziose opportunità di confronto e di scambio e questo limita di molto  i miei  progressi.
La situazione si è fatta frustrante, per cui sto cercando di decider se valga la pena proseguire con il piano A (cioé con quello che sto facendo) o se non sia il caso magari di iniziare a pensare a un piano B, C e cosí via.
Di buono c´è che ho avuto la conferma in questo anno che mi piace insegnare e che é quello che voglio fare, perchè credo di metterci passione.
Questa é la parte razionale del ragionamento.
 
La parte meno razionale é che in un momento di confusione ho fatto un gesto istintivo e ho mandato il mio CV alla Flying Emirates (compagnia d bandiera degli Emirati Arabi Uniti) per un posto da hostess. Ora sono stata invitata a un colloquio il 6 giugno.
Che faccio ci vado? All´inizio propendevo per il sí. Ora non so.
Devo dire che a parte il livello di sclero e di follia che sono un po´ scesi,  a frenarmi ci sono anche le indicazioni contenute nella mail di invito. Sono pregata infatti di presentarmi con gonna o vestito fino al ginocchio, giacca, calze e capelli raccolti (e tacco alto aggiungo io, nella speranza che non notino la mia altezza).
Insomma, per andare dovrei fare un investimento su vestiti, capelli e unghie (altro dettaglio fondamentale a quanto pare).
Non so che fare, ma a questo punto credo che non andrò.
 
Perchè io abbia mandato il CV proprio alla Emirates invece è un´altra storia, ma quella per ora non si pò raccontare.
 
 
Con riferimento alla premessa, poi, ne approfitto per lanciare un appello alle lettrici anonime, magari potreste lasciare una piccolo traccia del vostro passaggio. Il mio è solo un invito, sentiatevi libere di fare come preferite.
 

lunedì 27 maggio 2013

meravigliosità

Questo é un tesoretto che devo assolutamente condividere con voi.
Io non sono una gattara e giuro di non aver mai e poi mai pubblicato la foto di un cane o di un gatto sulla bacheca di facebook, peró quando ti capita una cosa cosí tra le mani non puoi tenertela tutta per te, ma devi per forza convividerla, direi che é quasi un obbligo morale.
 
Vi consiglio di prendervi 1:55 per guardare questo video; poi per favore ditemi che effetto vi ha fatto. No perché io mi sono addirittura un po´ commossa nella prima parte e ora non so più se si tratta delle fluttuazioni ormonali del ciclo, se ho un orologio biologico che inizia a ticchettare o se si tratta solo di un po´ di rincoglionimento generale...

Vi auguro una buonanotte! o un buongiorno!


venerdì 24 maggio 2013

fiumi di parole

In qualità di formica io me ne sto zitta zitta e buona buona. Ho difficoltà ad esprimere la mia opinione e spesso nelle conversazioni mi blocco perchè mi chiedo a chi possa mai interessare che cosa ha da dire una piccola ed insignificante formica.
Insomma, sono considerata da tutti una persona silenziosa e tranquilla.
 
C`è però una specifica situazione in cui io divento un vero fiume in piena e non mi ferma più nessuno. Parlo, parlo e parlo per la bellezza di 60 minuti. A volte mi blocco un attimo, mi fermo a pensare, torno indietro e riformulo. Altre volte mi correggo, ricomincio da capo, riprendo il discorso da un altro punto. Peró parlo e racconto.
Racconto di me, di quello che faccio, dei miei piani. Confido le mie difficoltà sul lavoro e le mie piccolo gioie. A questa persona ho raccontato di aver ricevuto una valutazione positiva dagli studenti e a lei ho esternato i miei dubbi sul quello che faccio. È anche la persona con cui parlo più spesso della mia vita sentimentale. Conosce vizi e virtù del mio stambecco. Sa anche quali colori mi stanno meglio.
 
Parlo, parlo, parlo e non mi fermo mai. Dopo aver passato 26 anni nel ruolo dell´ascoltatrice, ora invece sono finalmente io quella che parla e si sfoga.
 
La cosa davvero incredibile è che é sufficiente che io mi sieda sulla sua sedia, poi le mi chiede "E alloa? Racconta un po´". E io parto.E non mi ferma piú nessuno per 60 minuti.
 
Ho trovato un´amica del cuore?....ehm, no!
Vado dallo psichiatra?.....ehm,no!
Psicologo? No!
Chiromante?No!
 
Vado a lezione di Tedesco!
 
Ora, io, circostanza abbastanza curiosa, non ho mai dato lezioni private di italiano, ho sempre lavorato in gruppo. Non so bene come sia di solito, cioé non sono mai stata dall´altra parte in un lezione a due.
Peró credo che questa ragazza si stia guadagnado i 20 euro piú facili della settimana con me. Parlo talmente tanto che a volte non risuciamo neanche ad iniziare le attività che avrebbe preparato per me.
Certo, in compenso deve ascoltarsi tutte le mie palle e correggermi di tanto in tanto, ma, obiettivamnete, di lavoro extra per preparare la mia lezione quasi non ne ha da fare.
 
Praticamente la pago per ascoltarmi ormai. Che non so se sia una cosa bella per me.
Forse significa che bisogno di uno psicologo? O magari solo di una buona amica.
 
Io comunque la invidio tanto, perchè a volte devo fare il trplo salto mortale mentre eseguo qualche gioco di prestigio pur di riuscire a far parlare I miei student.
La mia insegnante di Tedesco invece ha il gioco facile
 
ndr: oggi ho scoperto che é pure incinta, per cui mi aspetta che una volta o l´altra inizi a urlare come un´ossessa mentre si tappa le orecchie con le dita. Fiume in piena di parole e ormoni sulle montagne russe non deve essere una bella combinazione povera stella.