mercoledì 5 dicembre 2012

questo post è per Elle

In una domenica mattina di procrastinazione professionale sono arrivata su questo blog: trattasi di un blog molto conosciuto e commentato, tenuto da una giovane mamma in trasferta a Londra. A me di solito questo genere di blog professionale non piace, preferisco quelli casalinghi e ruspanti, senza tanti fronzoli grafici, e molto spontanei anche nei contenuti. Preferisco in genere quei blog in cui si crea anche un rapporto tra il blogger e i suoi lettori.
Uso quindi il blog sopracitato come via di fuga (che comunque è molto carino, anche se non corrisponde al genere di blog che preferisco leggere) e approdo casualmente alla pagina di Elle, uno spirito che abita una casa popolata da altre curiose figure. Mi immergo immediatamente nella lettura, come solo io posso fare appena scopro un nuovo blog che mi piace [leggi "tralasciando completamente il lavoro previsto per la giornata"]. 
Le pagine mi incuriosiscono sempre più, soprattutto perché all'inizio il quadro è molto misterioso e non è facile ricostruirne i pezzi. Così mi appassiono e inizio letteralmente a divorarlo (dovete però sapere che Elle scrive tantissimo, per cui non sono ancora riuscita a leggere tutti i post, ma sono ferma a gennaio 2012).
Inizio piano piano a mettere insieme i pezzi: innanzitutto capisco che Elle vive in Sardegna, poi che ha già vissuto sia a Bologna, sia a Siena, inoltre ha studiato linguistica e adora la Germania e il tedesco. Rifletto anche sul suo pseudonimo. Inizio ad avere la sensazione di conoscerla già, ma non so dare concretezza a questo presentimento. Poi all'improvviso l'intuizione: capisco chi potrebbe essere questa persona, associo le informazioni a un nome e inizio a fare ipotesi. Infine la certezza: capisco che si tratta proprio di chi penso io. Non posso sbagliarmi.

E allora sento la necessità di rivelarmi, altrimenti mi sembrerebbe di rapportarmi a te in modo impari. 
Questo blog è in incognito, non ci sono indizi che permettano di identificarmi (almeno credo) dovrò quindi darti qualche aiutino. Ti posso dire che abbiamo studiato linguistica insieme in via Pantaneto e che in quel periodo facevamo parte di un gruppo piuttosto internazionale: c'erano una corsa, una svedese, una toscana, una veneta e una sarda. La sarda ovviamente eri tu, la veneta io. 
Chissà se ancora ti ricordi di me...
Io da parte mia posso dirti che ti ricordo con molta simpatia, dire affetto sarebbe gratuitamente mieloso e un tantino eccessivo per le mie corde. Ti volevo dire che leggendo il tuo blog ho avuto l'impressione che abbiamo molte più tratti in comune del nostro carattere di quanto io credessi. Ho capito che in quel periodo di studio ognuna di noi probabilmente era impegnata a combattere le proprie angosce e le proprie difficoltà, ben attenta a non rivelarle alle altre. Ti posso dire che più volte ci siamo chieste che fine avessi fatto e se stessi bene.

Soprattutto ti voglio chiedere il permesso di leggere il tuo blog

2 commenti:

  1. Ciao Formica :) Il saluto e il sorriso sono diversi, dopo aver letto questo post! Certo che mi ricordo di te!! Che piacere ritrovarti, con tutte le paranoie del caso (vedi alla voce "in incognito").
    Grazie per esserti rivelata, hai il permesso di leggere il mio blog, e stai tranquilla, da luglio o giù di lì ho smesso di scrivere tutti i giorni, anche se ci sono ancora giorni, come oggi, in cui scrivo post lunghissimi.
    Oggi però è anche un po' colpa tua, perché naturalmente il fiume di pensieri è finito nero su bianco dopo aver letto questo tuo post, e ad un certo punto (giuro) cito anche te ;)
    Mi unisco ai tuoi lettori, spero di avere il permesso di ricambiare la lettura!
    Ciao,
    Elle, lo Spirito riconosciuto

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