venerdì 7 dicembre 2012

Australia

Ieri all'improvviso mi ha preso un po' di nostalgia per l'Australia. Stavo lavorando, quando ad un tratto ho pensato all'Australia e ho sentito il desiderio di rimetterci piede.

L'Australia per me è stato un bel viaggio, tre mesi lontano da casa, lontano come non ero mai stata nei miei  22 anni di vita. In quel periodo mi sono scoperta più avventurosa di quanto pensassi, non ho avuto paura infatti a mettere lo zaino in spalla e a viaggiare da sola, cosa che non avevo mai fatto prima. Invece là ho iniziato a muovermi con naturalezza da un posto all'altro, a passare di città in città trascorrendo lunghe, noiose e fredde notti su autobus che sembravano senza meta.Ho rivendicato la mia indipendenza e ho deciso di muovermi da sola anche quando avrei potuto avere compagnia, perché sentivo che solo andando da sola sarei riuscita a vedere e a sentire tutti quei posti nuovi. Non volevo perdere il mio tempo soddisfacendo continuamente richieste altrui di toilette, caffè, musei; volevo essere io ad ogni secondo la regista del viaggio.

Al di là del viaggio l'Australia però sembrava non avermi colpito particolarmente. I mesi trascorsi in un ricco quartiere, a lavorare nella scuola dei figli di ambasciatori mi avevano lasciato un po' perplessa e a chi mi chiedeva come fosse l'Australia, rispondevo serafica che era tale e quale a uno dei tanti telefilm americani trasmessi su Italia1. Niente oceano e niente surf (almeno dove stavo io), ma giovani dalle vite dorate, mai neppure sfiorati da spettri che in Europa portano il nome di "disoccupazione", "corruzione", "criminalità".
Da un lato invidiavo quei giovani sereni e fiduciosi, programmati per vivere una infanzia dorata, un'adolescenza stimolante e una early adulthood fatta soprattutto di viaggi e feste, nella certezza che tanto poi un lavoro ben pagato c'è per tutti, per cui non è necessario lasciarsi amareggiare i giorni dallo studio, l'impegno, le ansie, la competitività.
Li guardavo con occhio invidioso, ma forse neanche troppo. Vuoi mettere il piacere della conquista? l'ansia del non sapere che cosa verrà dopo?
Nella mia personalissima classifica di fantacalcio (o totovita) vedevo sicuramente gli australiani vincenti sul piano della serenità e fiducia nel futuro. Ma gli europei vincono sicuramente in sgamatezza. Vivranno anche felici e contenti, ma questo va sicuramente a scapito di una maggiore consapevolezza e coscienza, anche sociale.

Inoltre mi disturbava la mancanza di storia. In Australia mi sono convinta di essere fatta per il vecchio continente. Io sono abituata a guardarmi intorno e a vedere un po' di storia in ogni sasso e ogni mattonella. Che ci facevo dunque in una città fondata nel 1911, appena di 3 anni più vecchia di mia nonna?
Pensavo di non essere fatta per quel tipo di mondo, in cui sentivo la mancanza di una cultura, una storia e una letteratura condivise.

Una cosa però mi ha affascinato profondamente: la possibilità per tutti, almeno in partenza, di diventare australiani. Una volta stavo parlando con una mia alunna, avrà avuto circa 9 anni. Il dialogo è andato più o meno così:

F: da dove viene la tua famiglia?
A: mio padre è inglese.
F: e tua mamma?
A: mia mamma è venezuelana (Ndr: la mamma era una fica da paura. Accompagnava la figlia a scuola alle 8 di mattina, vestita come se fosse pronta per un Grand Gala, ogni giorno impeccabile).
F: e tu cosa sei?
A: io sono Australiana.

Ecco, lì ho capito che tutti potremmo essere australiani un giorno. Certo, ora ottenere un visto permanente non è più un gioco da ragazzi, ma in principio, una volta superati i cavilli burocratici e ottenuta la visa, chiunque ci si può fermare e accomodare e sentirsi integrato. Le porte sono aperte e se hai i documenti in regola e vivi qui, allora sei uno di noi, questa cultura può essere anche la tua cultura.

Insomma questa società leggera e spensierata all'epoca non mi attraeva nel complesso; ora, complice forse l'aria asfittica europea e in particolare italiana, inizio a sentirne la nostalgia. Vorrei tornare a quel mondo in cui tutto è possibile, basta un piccolo sforzo (appunto piccolo) e si possono raggiungere traguardi.

Era il lontano 2008, forse molte cose sono cambiate anche lì negli ultimi anni.
Sta di fatto che io oggi ho voglia di TimTam, Meat Pies, un barbecue con amici, una gita al mare e di un canguro al di là della strada. Ho voglia di svegliarmi e di trovare una colonia di cockatoo sugli alberi davanti casa

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