giovedì 25 ottobre 2012

l'indignata

Non scrivo mai di cose serie, di solito racconto solo le cavolate che vedo o che mi succedono o al massimo do sfogo a qualche momento di pessimismo e malinconia. 
L'altra sera però mi è capitato di avere una discussione su facebook, cosa molto rara, visto che io tendo a farmi i fatti miei, a trattenere la lingua tra i denti e a non lasciarmi coinvolgere nelle lunghe polemiche simil-intellettualoidi e ultra-indignate così gettonate su FB.
Ma dovete sapere che ho una ex-compagna di corso che potremmo chiamare L'INDIGNATA, sì, perché la sua principale attività nella vita è fare l'indignata su facebook. Passa generalmente la giornata  a leggere gli articoli dei vari quotidiani on-line per poi postarli corredati di disgustate faccine di indignazione.
Ecco, l'indignata ha rotto il c***o! Scusate la finezza, ma quando ci vuole ci vuole!
Martedì è successo il fattaccio della Fornero, che come saprete ha avuto un'uscita un po' infelice. Un'uscita che per la verità io non riesco a bocciare al 100%: è vero che si è trattato di una presa in giro per quelle migliaia di giovani che vivono nel precariato, ma un piccolo fondo di verità c'era pure, perchè purtroppo c'è anche tanta gente schizzinosa, che non ha mai mosso un dito in vita propria e che aspetta il lavoro dei sogni dal cielo...ma vabbhè....il punto non è questo....

....il punto è che l'indignata subito si indigna all'ennesima potenza e sposta l'attenzione su una questione a quel punto marginale: il dramma dei laureati in lettere che non trovano un'occupazione all'altezza della loro formidabile formazione erudizione! E si indegna al grido di "noi laureati in lettere non siamo laureati di serie B!!"

Ma io dico, brutta scema che ti sei laureata in lettere classiche e poi in linguistica tra mille ansie e tragedie perchè tutto ti sembrava difficile e insormontabile, tu che non hai mai alzato un dito per contribuire a pagare i tuoi studi, tu che ritieni che l'Inghilterra sia il paese migliore del mondo, ma parli un inglese mediocre perchè non hai mai avuto il coraggio di andare a Londra per più di una settimana e di andare in erasmus non se ne parla neanche perchè si perde un sacco di tempo e poi non ti riconoscono gli esami, tu che dopo la laurea non sapevi neanche da che parte girarti e un giorno te ne sei uscita con "hoibò voglio fare la giornalista!non me ne intendo di nulla, ma posso sempre scrivere della mia indignazione che tanto mi viene bene", tu che costringi il tuo ragazzo a finire in fretta l'aperitivo al bar perchè devi andare a casa a mangiare i fagiolini...tu hai rotto le palle!
E se ne frega il mondo intero se dopo aver finito lo stage retribuito, le parole della Fornero ti hanno aiutato ad aprire gli occhi su quanto sia necessario per te , la tua persona e la tua dignità essere ancora più choosy.

Anche io ho fatto studi umanistici e li ho fatti con un unico pensiero in testo: diventare insegnante di italiano per stranieri. Non è facile, ma ci si può riuscire. vedo tante persone in gamba e con le palle attorno a me che lo fanno.
Però lo so di aver scelto una facoltà deboluccia dal punto di vista lavorativo. Esistono disoccupati di tutte le facoltà in questo momento, ma è innegabile che alcuni siano ancora più penalizzate. Come si fa a non riconoscere questo? Ho solo detto che in questo momento di crisi, ecco, magari non c'è tanto spazio nel mercato del lavoro per filosofi, grecisti e compagnia bella, che è un peccato, perchè queste persone si sono impegnate e si sono formate, ma che bisogna prendere atto della situazione e cercare, ognuno a modo proprio, di farvi fronte per trovare comunque un modo gratificante di vivere la propria vita. Apriti cielo!
Mi è stato risposto che sono gretta e povera di spirito, perchè non riconosco l'enorme valore della cultura e la dignità degli studi umanistici, e che chi esce da lettere deve avere gli stessi diritti di trovare lavoro di chi esce da ingegneria.
Ecco, io ti vorrei dire: sì bella, in un mondo ideale, i diritti dovrebbero essere gli stessi, ma nel mondo reale le possibilità sono diverse e quindi inizia a darti da fare anche tu che sei l'immagine vivente dello studente bamboccio arrivato alla laurea senza aver mai fatto una minima esperienza al di fuori della tua zona di sicurezza, come puoi pretendere che in un momento di crisi ti si aprano le porte, quando là fuori è pieno di gente davvero in gamba e preparata?

E poi, se la vogliamo dire tutta, smettila di scrivere che ti senti un pesce fuor d'acqua in Italia e che è difficile vivere da stranieri nel proprio paese. Perchè non provi davvero a vedere com'è il mondo là fuori, perchè non credo che i week-end a barcellona e a londra si possano contare come esperienze di vita vissuta all'estero!

martedì 23 ottobre 2012

cose strane

Cose strane che ho visto oggi:

in piscina i tedeschi nuotano con gli occhiali. Non gli occhialini, ma proprio gli occhiali, quelli da vista. Nuotano solo a rana, per carità, però nuotano con gli occhiali. 

Ero sulle scale mobili in metropolitana, davanti a me c'era uno di questi giovani stile vorreiessereneroemuscolosoeinvecesonobiancoerachitico. Ovviamente era in divisa urbana da giovane alternativo, con felpa e cappuccio. E che gli spunta all'improvviso dal cappuccio? Un topo!! cioè, non proprio un topo, ma uno di questi roditori promosso alla categoria "animale domestico". Sono riuscita a non urlare, ma confesso che il mio cervello annebbiato per un attimo ha pensato "questo si è vestito in fretta, è uscito di casa e non si è accorto che c'era un topo nel cappuccio. Ora che faccio? Glielo dico? No perchè se fossi io al posto suo vorrei saperlo che ho un topo appresso". Poi ho realizzato che il gadget animale faceva parte della divisa urbana da giovane alternativo.

Ero per strada, in una via secondaria e un po' buia. Davanti a me un uomo, starnutisce. Beh, che fai se sei solo nel mezzo della strada, ti cola il naso e non hai un fazzoletto? Semplice: prima ti soffi il naso con le mani e poi ti pulisci le mani sul muro!

Cosa ho imparato:
......che posso anche smetterla di lottare con le lenti a contatto ogni volta che devo andare in piscina
.......che devo smetterla di camminare dietro alla gente, si vedono cose strane.....

giovedì 18 ottobre 2012

barcollo (e quasi mollo)

Ieri sera sono caduta dalle scale all'università e ho preso una storta. Non c'era in giro nessuno, è stato talmente veloce, che quasi non me ne sono accorta. Sembra strano, ma è come se il mio cervello non avesse registro quel momento. Mi sono presa uno spavento grande, tanto che per i primi 15 minuti ho pensato solo alla tachicardia e al fatto che mi sentivo svenire. Non pensavo al piede, per cui ho camminati fino a casa (che comunque per fortuna non è molto lontano).
Appena sono arrivata a casa, mi è presa una crisi di pianto, con tanto di singhiozzi. Ed è stata pure infinita...ho pianto per almeno 3 ore. Perchè? Perchè mi ero spaventata e soprattutto perchè mi sono resa conto di essere sola qui in terra crucca e di non poter contare su nessuno in questa città.
Sono ipocondriaca e catastrofista per natura e ho iniziato a pensare a tutte le cose che potrebbero succedere e per le quali non sarei preparata a reagire da sola.
Le mie coinquiline hanno l'empatia di un pesce rosso.
Ho iniziato a vedere solo le difficoltà e per la prima volta ho pensato che vivere lontano da casa da sola, non sia la figata che ho sempre pensato. Per la prima volta ho pensato che forse non fa per me, che non sarei pronta a affrontare tutto da sola.
E questo mi ha fatto piangere. Immagino che le coinquiline tedesche empatiche di cui sopra si siano fatte una grande risata a vedere l'italiana piangere disperata per così.

Per la cronaca: oggi sono andata comunque all'università, perché avevo la prima lezione di un nuovo seminario. Poi nel pomeriggio ho cercato di farmi vedere da un dottore, come si usa qui, ma non c'è stato verso, problemi burocratici.

venerdì 12 ottobre 2012

12 ottobre 1492

In Italia è il "Giorno della scoperta dell'America". Ne andiamo un po' orgogliosi perché, si sa, siamo un popolo cazzone, in grado talvolta di sfornare grandi menti e personalità. (Vabbhè, è successo quasi per caso, ma fa lo stesso).

In Spagna è "el dìa de la Hispanidad". Non ne ho mai parlato con uno spagnolo, ma immagino ne vadano almeno un po' fieri, se non altro gli ricorda di quando colonizzavano il mondo, invece di farsi fregare dalla Germania.

In America è "el dìa de la raza" e ci tengono a precisare che il 12 ottobre 1492 non è stato scoperto un bel nulla e loro, a casa propria, ci stavano già da un bel po' e anche abbastanza in pace.


"En 1492, los nativos descubrieron que eran indios,
descubrieron que vivían en América
descubrieron que estaban desnudos,
descubrieron que existía el pecado,
descubrieron que debían obediencia a un rey y a una reina de otro mundo y a un dio
s de otro cielo.
Y que ese dios había inventado la culpa y el vestido.
y había mandado que fuera quemado vivo quien adorara al sol y a la luna y la tierra y a la lluvia que la moja".

Eduardo Galeano



e le mezze misure

Da un paio di settimane non ci siamo proprio con le misure.

Prima sono andata a tagliarmi i capelli; volevo un taglio netto, beh, non proprio netto, ma per me che ho sempre portato i capelli lunghi, anche un taglio scalato alle spalle rientra nella categoria "corto". In realtà ci stavo pensando da mesi, ma senza una vera intenzione. Poi all'improvviso mercoledì scorso mi sono decisa, d'impulso sono andata dalla parrucchiera e le ho chiesto se avesse tempo per me. Nel momento di follia, avevo addirittura pensato di aspettare di tornare in Germania per rivolgermi a una di quelle famose parrucchiere turche, in modo da aggiungere al brivido del taglio, anche il brivido dell'incomprensione linguistica, ma poi mi sono riveduta. 
Da lì è nata una disputa con la parrucchiera: io che le dicevo "taglia taglia" e lei che rimaneva sempre un po' sul cortino, per prudenza. Alla fine è uscito proprio ciò che non volevo, cioè un taglio mezza misura, né lungo, né corto, ma insignificante al punto giusto.

Poi ho deciso che non avevo fatto abbastanza danni, ma che anzi il mio look andava ulteriormente aggiornata. Ho deciso di comprare stivali. Dovete sapere che io sono arrivata a 26 anni, avendo nell'archivio solo un paio di stivali. Solo uno. La dodicenne media italiana mi batte di sicuro e pure di parecchio. La ragione fondamentale per cui non ho stivali è che in genere la circonferenza del mio polpaccio è notevolmente superiore alla circonferenza dello stivale. Tornata in Italia e gettato uno sguardo intorno a me, mi accorgo che tutte (e dicono tutte) indossano degli stivaletti bassi. Allora penso "vai, è fatta. Questa volta nessun polpaccio potrà mettersi tra me e gli stivali. Li voglio bassi e passa la paura!"
Entro in almeno cinque negozi e non vedo nulla che possa piacermi, tutto è un tripudio di borchie, fibbie, strass, zip e cinturini. Solo alla fine ne trovo un paio di puliti, senza fronzoli, o borchie, qualcosa che non mi faccia sembrare appena scesa da una Harley Davison. 
Indovinate però come sono. Ecco, appunto: una mezza misura! Stanno lì che non vanno nè su, nè giù, si bloccano a metà gamba. Però sono in Germania, il freddo avanza, i piedi gelano e gli stivali urgono e quindi va bene così. 

Lo so che non ve ne può fregare nulla dei miei capelli e dei miei stivali, perchè in realtà non importa molto neanche a me, però volevo raccontarvelo uguale, ecco.

venerdì 5 ottobre 2012

confessioni criminali

Dialogo interno giorno tra Formica e Sorella Panda.

Formica: "Wow, da qui riesco a piratare la rete dei vicini, guarda! Mi connetto e va dadddio!"

Sorella Panda: "Davvero?!?Allora fai controllare la posta anche a me"

Formica: "Però il Kindle non si connette, non ce la fa con questa rete. Perchè?!?"

Sorella Panda: "Ehm, non so...."

Formica: " Dai, Kindle, ti prego! Connettiti! Voglio scaricare un libro, devo scaricare un libro...muoio dalla 
voglia di scaricare un libro! aaarrrggh!!!"

Sorella Panda: "Scusa, ma il PC dove l'hai comprato?"

Formica: "In Italia, ovvio"

Sorella Panda: "E il Kindle?"

Formica: "In Germania"

Sorella Panda: "Ecco, appunto. Il tuo Kindle è tedesco, non pirata la rete altrui"

Formica: "Ah!.......forse hai ragione :(( "

martedì 2 ottobre 2012

perle da sciopero: attente alla fermata!

Oggi sono dovuta andare a Brescia in treno; devo dire che la cosa mi preoccupava non poco, visto lo sciopero di 24 ore dei mezzi pubblici. L'appuntamento era importante e io non volevo fare la figura della sfigata e chiedere un rinvio. Non era un colloquio, ma comunque un incontro per me decisivo e volevo fare bella impressione. Scartata l'opzione rinvio, ho deciso di armarmi di tanta e sana pazienza. Anche se l'incontro era previsto nel primo pomeriggio ho deciso di partire praticamente all'alba (veramente anche un po' prima), per essere sicura di poter approfittare delle fasce protette e di arrivare così a destinazione anche se con svariate ore di anticipo.
Insomma ero pronta a sfidare Trenitalia, sopportando stoicamente qualsiasi tipo di disagio e  non potevo immaginare che in realtà mi stessero aspettando ben altre avventure e soprattutto ben altri orizzonti culturali.

I due fattacci in esame sono avvenuti entrambi a una fermata dell'autobus.

"When I see a distraction I eat it like bread in the name of God"
Trattasi di un scampolo di conversazione rubato a due ragazze africane che, in un inglese dall'accento praticamente incomprensibile, si scambiavano confidenze e consigli su come approcciarsi alla vita, mentre ingannavano il tempo in attesa del bus.
Non mi è chiaro il senso profondo della metafora, ma credo esprima determinazione. O no?

"Ma prima ho visto che ti toglievi le scarpe. Mi piacciono le ragazze che si tolgono le scarpe"
In questo caso ero a una fermata di periferia, sola con il mio interlocutore. Trattasi del mio primo incontro ravvicinato con il mondo del feticismo. Giusto un assaggino, ma credo possa bastare, non intendo andare oltre. Il tipo era viscido, ma la situazione mi ha fatto proprio sorridere. Spero solo che questo tipo non si aggiri tutto il giorno per la periferia di Brescia importunando fanciulle più sprovvedute, mi dispiacerebbe.  

L'incontro non è stato molto proficuo, ma i miei orizzonti culturali ne hanno sicuramente risentito in positivo oggi: una bella ventata di aria fresca, con nuove prospettive e nuovi desideri!