lunedì 24 settembre 2012

Germaniche manie 1

Titolo: Germaniche manie
Sottotitolo: quando l'ordine non è efficienza

Sappiamo tutti che gli italiani all'estero si dividono generalmente in due grandi categorie: gli "italiani convinti" e gli "esterofili convinti", i primi non fanno altro che parlare del paese natio, lodandolo in tutto e per tutto, perché nulla nel mondo è bello/saporito/giusto/intelligente/divertente come il corrispettivo italiano. A questi dedico un bel "ma allora che ci fate qua? Tornatevene a casa e smettetela di triturare i cosiddetti a chi all'estero ci sta bene e non ha voglia di sentire i vostri lamenti!". I secondi, invece, sono critici su tutta la linea, al solo sentire le sillabe i-ta-l si lanciano in lunghe disquisizioni sul perché il nostro sia il peggior paese al mondo e sperimentano (con scarsi e improbabili risultati) il mimetismo estremo. Sospetto che all'origine ci sia un enorme senso di inferiorità nei confronti del paese che li ospita, a questi dedico un "Take it easy, perché non interessa a tutti sapere quanto tu sia felice di essertene andato!".

Io, non ho ancora deciso da che parte stare. Nel frattempo mi intrattengo osservando con curiosità il popolo che mi circonda. E sorrido, perché noi siamo strani, ma anche loro hanno i loro problemi. Se i nostri problemi sono generati per lo più dal pressapochismo, qui, in Germania, secondo me, il loro problema sono le regole e la Disziplin, che se funzionano alla grande nel 98% dei casi, nel restante 2% fanno un gran casino. Perché Disziplin sì, va bene, ma serve anche sbranina* a volte.

Ecco un esempio: a loro è stato insegnato che per fare le cose bene e con ordine, bisogna mettersi in fila. Sempre. Sono programmati per fare la fila. Giusto e civile: giusto per salire sull'autobus, giusto in banca, giusto in posta, giusto a mensa, ecc. Giusto a una festa?
Situazione: una cena informale tra studenti dell'università. Circa 30 invitati con 4 teglie enormi di pasta. 
Gli italiani cosa fanno? Si buttano tutti contemporaneamente sulle 4 teglie: io magari taglio, tu prendi i piatti, l'altro con la paletta inizia a fare le porzioni. Io mi servo, poi ne do un po' a te, poi faccio il piatto per il mio ragazzo e in due secondi siamo tutti con un piatto fumante di pasta in mano. Toh, al massimo, fai 10 minuti, perché nel mezzo del procedimento, magari qualcuno si è perso in chiacchiere.
Il tedesco cosa fa? I tedeschi si mettono tutti diligentemente in fila davanti alla prima teglia e uno alla volta prendono la propria porzione; esaurita la prima teglia, passano alla seconda. Ordinato? Sì! Conviviale? Neanche un po'. Efficiente: neanche per sogno, visto che ci mettono una vita!




7 commenti:

  1. Post esilarante...
    Sul cibo però, dopo qualche anno, finiamo tutti per appartenere alla categoria nostalgici. Vero che dipende molto dal paese... in Francia il problema cibo per me sparirebbe. I "naturalizzati" non li reggo, soprattutto quelli da terzo mondo,, sai, quelli che ti escono con esclamazioni del tipo " la Colombia si che è un bel paese pacifico! L'Italia invece è violenta" oppure: " ma il Nepal è pulito!".
    A volte mi chiedo se il buon senso sia scomparso, poi leggo il tuo post e mi rassereno: c'è ancora gente che ragiona!

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    1. appunto! fare paragoni credo sia inevitabile. ma sono anche convinta che in ogni paese ci siano cose migliori, cose peggiori e cose semplicemente diverse dal nostro.così noioso, stupido e cieco chi abbraccia sempre lo stesso partito!

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    2. Ahahahah! Io ho sentito dire cose come "Mi trasferisco in Portogallo perché in Italia non c'è più lavoro!".

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  2. hahahaha, troppo divertente, sto ridendo da sola!

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  3. Sono decisamente nata nel Paese sbaglato, io amo fare la fila! :-)

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    1. ma anche a me piacciono le file! le faccio sempre volentieri, ma in alcuni casi qui mi sembrano esagerati!

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