venerdì 28 settembre 2012

malata

Da qualche giorno sono malata, è una malattia cronica che ho da circa due anni, a volte va bene e i sintomi si assopiscono, altre ho crisi acute.
Direi che in questi gironi sono in una crisi molto acuta.

La malattia ha un nome tutto suo, si chiama Chilenismo, volgarmente conosciuta anche come nostalgia de chilito
Si tratta principalmente di una sindrome da dissociazione dalla realtà: sono qui, cammino tra le strade tedesche, mangio tedesco, parlo inglese/tedesco. Ma nella mia testa attraverso le strade di Santiago, passo all'Istituto, mangio empanadas e chirimoya, parlo chileno.


martedì 25 settembre 2012

alimentazione da fondo

Nel senso che la mia alimentazione oggi ha davvero toccato il fondo.

Colazione: una fetta di torta alle mele e una fetta di pancarrè tostato
Pranzo: un pezzo di pane, una barretta ai cereali, un caffè
Merenda: una banana
Cena: un Bounty preso alle macchinette

Non sono impazzita e non ho deciso di suicidarmi con un bel coma glicemico.
Semplicemente non ho un appartamento, sono ospite in casa altrui senza chiavi. Il posto in cui provvisoriamente lavoro non mi ha dotato di carta per la mensa; il campus giustamente sta in culo ai lupi. Lo stambecco mi ha voltato le spalle ed è andato a cena col capo.

E così io sono sola, senza casa e senza cena.

Meglio riderci su, vah. Spero solo che nessun dietologo arrivi mai a scoprire il mio diario alimentare, potrei essere reindirizzata per direttissima ai servizi sociali per l'igiene mentale e alimentare.


lunedì 24 settembre 2012

Germaniche manie 1

Titolo: Germaniche manie
Sottotitolo: quando l'ordine non è efficienza

Sappiamo tutti che gli italiani all'estero si dividono generalmente in due grandi categorie: gli "italiani convinti" e gli "esterofili convinti", i primi non fanno altro che parlare del paese natio, lodandolo in tutto e per tutto, perché nulla nel mondo è bello/saporito/giusto/intelligente/divertente come il corrispettivo italiano. A questi dedico un bel "ma allora che ci fate qua? Tornatevene a casa e smettetela di triturare i cosiddetti a chi all'estero ci sta bene e non ha voglia di sentire i vostri lamenti!". I secondi, invece, sono critici su tutta la linea, al solo sentire le sillabe i-ta-l si lanciano in lunghe disquisizioni sul perché il nostro sia il peggior paese al mondo e sperimentano (con scarsi e improbabili risultati) il mimetismo estremo. Sospetto che all'origine ci sia un enorme senso di inferiorità nei confronti del paese che li ospita, a questi dedico un "Take it easy, perché non interessa a tutti sapere quanto tu sia felice di essertene andato!".

Io, non ho ancora deciso da che parte stare. Nel frattempo mi intrattengo osservando con curiosità il popolo che mi circonda. E sorrido, perché noi siamo strani, ma anche loro hanno i loro problemi. Se i nostri problemi sono generati per lo più dal pressapochismo, qui, in Germania, secondo me, il loro problema sono le regole e la Disziplin, che se funzionano alla grande nel 98% dei casi, nel restante 2% fanno un gran casino. Perché Disziplin sì, va bene, ma serve anche sbranina* a volte.

Ecco un esempio: a loro è stato insegnato che per fare le cose bene e con ordine, bisogna mettersi in fila. Sempre. Sono programmati per fare la fila. Giusto e civile: giusto per salire sull'autobus, giusto in banca, giusto in posta, giusto a mensa, ecc. Giusto a una festa?
Situazione: una cena informale tra studenti dell'università. Circa 30 invitati con 4 teglie enormi di pasta. 
Gli italiani cosa fanno? Si buttano tutti contemporaneamente sulle 4 teglie: io magari taglio, tu prendi i piatti, l'altro con la paletta inizia a fare le porzioni. Io mi servo, poi ne do un po' a te, poi faccio il piatto per il mio ragazzo e in due secondi siamo tutti con un piatto fumante di pasta in mano. Toh, al massimo, fai 10 minuti, perché nel mezzo del procedimento, magari qualcuno si è perso in chiacchiere.
Il tedesco cosa fa? I tedeschi si mettono tutti diligentemente in fila davanti alla prima teglia e uno alla volta prendono la propria porzione; esaurita la prima teglia, passano alla seconda. Ordinato? Sì! Conviviale? Neanche un po'. Efficiente: neanche per sogno, visto che ci mettono una vita!




venerdì 21 settembre 2012

qualcuno mi dia una botta in testa per favore!

Presente quando la lavatrice non parte e gli dai un paio di colpi sopra e da un lato convinto che sia l'unico modo per farla ripartire? O quando sbatti il telecomando sul tavolo perché non funziona? 
Ecco, io avrei bisogno di quella cura lì. Mi si è fermato il cervello e il mio cuore ci terrebbe tanto a tenerlo fermo così com'è, ma non è possibile.
Mentre tutti mi dicono "smettila di essere ansiosa e datti una calmata!", io invece sto vivendo uno dei periodi più calmi della mia vita. Sono talmente pronta all'insuccesso che lo sto invocando, spero solo che arrivi il prima possibile per non doverci pensare più. Io all'orizzonte vedo una catastrofe, proprio alla fine di un percorso accidentato di 2 o 3 anni. E allora sto cercando di pararmi il culo e di stare tranquilla. 
Nel frattempo mi gufo da sola. Non pensavo che "gufare" potesse essere un verbo riflessivo e invece io l'ho saputo coniugare come mai nessuno aveva osato. Mi gufo, spero che la sconfitta arrivi presto e che il giogo mi lasci libera. Ma non funziona così, pare che io debba almeno far finta di credere in quello che faccio. 
E allora testolina mia, per favore, rimettiti al lavoro!

mercoledì 19 settembre 2012

Lo studente ombra

Lo studente ombra è tipicamente un secchione: studia tutto, si ricorda tutto, sa tutto. Ha una gamma di interessi molto ampia e in questa rientra anche la tua materia, che lui segue con amore, interesse e entusiasmo. Inutile dire che è sempre preparato e attento, mai una virgola fuori posto. Sembra non fare alcun sforzo e tutto gli riesce bene. 
Legge, riflette  e approfondisce, che quando tu dai i compiti a casa e gli altri sbuffano, lui sorride beffardo e ti guarda con quell'espressione che sembra voler dire "Tutto qua?!? Ma io questo lo faccio in 15 minuti e poi mi annoio,  posso fare altro per alimentare il mio insaziabile bisogno di piacere?Eh? Eh?".
Fa osservazioni sempre curiose e domande mai banali. Quando alza la mano e interviene è talmente preciso e completo, che senti di non poter proprio aggiungere nulla. 
Certo, a volte ti verrebbe da metterti in ginocchio e scongiurarlo di smetterla di fare così, perché in questo modo ti scoraggia tutti gli altri, che a fatica mettono in fila tre parole e si sentono umiliati da tanto sapere nel bianco a fianco.
A volte cammini tranquilla per il corridoio, poi vedi qualcosa di strano, ti stropicci gli occhi, pensi di aver visto male e invece è proprio così: hai due ombre! L'ombra tua-tua e un'altra un po' diversa. Lo studente ombra non ti molla mai, arriva in anticipo e ti affianca in corridoio per accompagnarti in classe, ti tiene compagnia durante la pausa e alla fine (quando dopo 3 ore hai la gola arsa, la testa che scoppia e tutto quello che vorresti è solo un po' di benedettissimo silenzio) decide che ha voglia di chiacchierare con te e ti accompagna fino alla fermata del bus.
Insomma, lo studente-ombra è colui in grado di farti commuovere nei momenti bui, la luce della speranza nelle nebbie dell'ignoranza, ma anche l'essere in grado di spremerti fino all'ultima goccia, per non lasciarti neppure un briciolo di energia.



venerdì 14 settembre 2012

Appello alle tedesche e alle austriache

Le statistiche del blog mi dicono che c'è qualcuno che mi legge dall'Austria e dalla Germania. Ecco, io ora avrei una domanda per voi, e per tutti quelli/e che parlano tedesco.
Chi mi consiglia un bel libro facile facile da cui iniziare per provare a leggere in tedesco? Dev'essere una cosa leggera e comprensibile. Qualcuno di voi si è già cimentato?

Leggiucchio i quotidiani, ma vorrei provare con un libro. 
Sono anche alla ricerca di suggerimenti su blog e riviste. Voi cosa leggete?

giovedì 13 settembre 2012

spionaggio industriale internazionale

Ci sono cose che mi affascinano, stupiscono e lasciano perplessa anche se sono quasi ovvie. Cose semplici, ma anche estremamente complesse, se le guardiamo al microscopio. Cose banali, di cui io però non mi capacito.

Il trip è partito ieri quando ho pescato una penna a caso dalla tazza portamatite che tengo sulla scrivania di casa. Pesco una Bic nera con tappo, una penna che ricordo di avere da un po', ma che non usavo da tanto. La guardo e sopra c'è scritto : "Biltmore - Coral Gable - Miami". E come ci è arrivata la penna di un hotel con campo da golf da Miami alla provincia italiana?!?
Non sono mai stata negli Stati Uniti e tanto meno a Miami. Parte quindi il toto-penna, per capire come sia arrivata questa cosa in mio possesso. Un solo indizio: il mio unico legame con Miami è un un mio ex-studente cileno (stiamo parlando di circa 2 anni fa), la cui madre vive a a Miami.
Presumo quindi che sia successo questo: Ivan (il mio studente) deve essere andato a Miami a trovare la mamma, questo più o meno intorno al 2009/10; ha dormito in un lussuoso hotel e poi, prima di partire, ha arraffato tutto l'arraffabile. E qui siamo al primo furto: Ivan ruba la penna, la mette in valigia e la trasporta da Miami a Santiago del Cile. Poi il bravo Ivan si iscrive a un corso di italiano e viene a lezione, dove ci sono io. E lì abbiamo il secondo furto: io con non chalance arraffo la penna del mio studente, la metto in tasca e dopo un mese la faccio volare con me in Europa. 
Insomma il risultato è che questa penna ha viaggiato molto di più della maggior parte delle persone che conosco, anche perché posso facilmente immaginare che sia stata prodotta in Asia. Riassumendo quindi, la penna è nata in Cina, ha vissuto momenti di gloria in un lussuoso hotel degli Stati Uniti, si è formata in Cile e poi ha concluso la sua brillante carriera con un sereno pensionamento in Italia (con scalo via Madrid).
Non è allucinante tutto ciò? Per me sì, moltissimo.

Per concludere il post, lascio qui una citazione di una mia amica: 
" Vuoi capire come funzionano l'economia oggi? La globalizzazione oggi è comprare un ventaglio pseudo-spagnolo, prodotto in Cina, da un senegalese, sulla spiaggia di Riccione. E tieni conto che in tutto questo ci guadagnano almeno due mafie (la cinese produttrice  e l'italiana distributrice) e sono state sfruttate almeno due popolazioni (il cinese alla macchina di produzione e il senegalese sulla spiaggia).
Roba che mi fa incazzare, perché in fondo sono io, che voglio il ventaglio a due euro, ad alimentare questo circolo. Ma ora sto divagando......

martedì 11 settembre 2012

11 settembre 1973

Dei paesi in cui ho vissuto, solo uno mi è entrato davvero nel cuore: il Cile! Avrei mille cose da raccontare su Santiago, i cileni e il wbeo. Ma quando ci ripenso, a volte le emozioni sono così forti che non riesco neppure a parlarne. L'intera esperienza per me è come un gioiello prezioso avvolto in un panno di velluto: lo vorrei mostrare a tutti, ma contemporaneamente ne sono anche gelosa e quindi lo tengo tutto per me.

Questa introduzione emotional serve in realtà solo a ricordare che oggi ricorre l'anniversario del colpo di stato che portò al potere il generale Pinochet, nonché l'anniversario della morte di centinaia di persone (e anche delle migliaia che morirono e sparirono negli anni successivi), tra queste il presidente Salvador Allende.
Non mi dilungo in analisi politico-storico-economiche, ci tengo solo a sottolineare come sia di cattivo gusto la decisione de El Mercurio (principale quotidiano nazionale) di mettere in prima pagina oggi la notizia della chiusura dell'inchiesta della magistratura cilena sulla morte di Allende: suicidio.
Fortuna che i cileni sono un popolo che sa mantenersi unito e che la coscienza politica sta tornando a radicarsi in tutti gli strati sociali, dopo l'euforia dei primi anni di democrazia.

Posto una canzone che adoro di Violeta Parra, la cui straordinarietà non decanterò in questo post, che mi ero promessa di mantenere asciutto e che invece ha ceduto subito al sentimentalismo

Buon ascolto!



lunedì 10 settembre 2012

Quale follia per Il Supremo?

Per chi di voi non conoscesse Noam Chomsky chiarisco subito che si tratta del GURU SUPREMO della linguistica. Chomsky sta alla linguistica un po' come il Dalai Lama sta al buddhismo, Manzoni alla letteratura italiana e l'Anna Moroni ai cuochi televisivi. Senza alcuna forma di esagerazione.Insomma lui è colui che tutto ha capito, decifrato e trasmesso. E qui ci rivolgeremo a lui, con l'appellativo de Il Supremo.
Ora bisogna dire che Il Supremo non è più un giovincello, ma ha già superato da un po' gli ottanta e che quindi, essendo tanto fico sì, ma non immortale, non dispone ancora di molto tempo per viaggiare, dispensare sapere e illuminare noi poveri ignoranti. Sinceramente, io, povera ed umile formica scalza, impegnata da poco nell'improbabile missione di diventare una linguista, non avrei mai immaginato di poter aspirare nella mia misera vita, anche solo di potermi avvicinare alla presenza del supremo.
Invece il destino e le stelle hanno allineato a mio favore i seguenti eventi:
1) la SISSA di Trieste ha deciso di conferire al supremo una laurea honoris causa
2) il supremo ritirerà la sua bella laurea il 17 settembre
3) un'anima pia ha affisso un volantino dell'evento nei corridoi del mio dipartimento in Germania
4) con mio grande stupore e meraviglia sono riuscita  a prenotare un posto in sala per l'evento

Fico no? Posso guardare dall'alto e con disprezzo coloro che tremano e scongiurano e pregano, piangono e si disperano per non essere riusciti ad essere ammessi in sala. Io sono stata ammessa in questa cerchia di (mi piacere tanto pensarlo, ma non è assolutamente vero) fedelissimi!

Bene, vi ho detto che la cerimonia è il 17 a Trieste? E vi ho detto che il 18 alle ore 09:00 inizio un corso superintensivo di italiano in una cittadina sperduta della Germania? Ah, no? Ecco, bene, perché qui invece casca l'asino e si scatena un putiferio.
Ho provato a spostare l'inizio del corso di un altro giorno, ma Nein, perché avevo già dato la mia disponibilità (a gennaio).
Ho provato a cercare un volo, ma costa quanto un mio stipendio mensile.
Ho provato a consultare le ferrovie tedesche e austriache, ma ignorano l'esistenza di trieste.
Rimane solo lei, origine e causa di ogni male: Trenitalia! Trenitalia potrebbe gentilmente accompagnarmi fino a Monaco, sganciandomi lì intorno alle 6 del mattino del 18 settembre, per poi lasciarmi proseguire verso la mia destinazione ultima. Ma io mi posso fidare di Trenitalia? Perché se filasse tutto liscio, riuscirei ad arrivare a destinazione alle 08:18, per poi andare dritta all'università e iniziare il mio corso alle 09:00. Ma se Trenitalia ritarda anche solo di 15 minuti, io perdo la mia coincidenza e non arrivo in orario per il corso. Ora, secondo voi, quante probabilità ho che Trenitalia faccia un ritardo di 15 minuti su di una corsa internazionale? Secondo me un'infinità! Per questo non so cosa fare. Una parte di me, cioè quella scalza, vorrebbe fare questa piccola follia per un uomo di 84 anni: andare a vederlo, salire poi su un treno al volo e rischiare di non arrivare al lavoro in tempo (secondo voi grande università tedesca mi bandirà dal reame per tale affronto?). Mentre la formica che c'è in me mi dice di rinunciare a questa unica  e meravigliosa opportunità per adempiere dura e pura al mio lavoro. Che faccio? 

mercoledì 5 settembre 2012

sono in trappola....ovvero un classico!

Questo è il classico post da emigrante rimpatriata a tempo determinato.
Cosa fa una emigrante rimpatriata a tempo determinato? Generalmente viene presa in ostaggio dalla famiglia di origine per un numero di ore compreso tra le 16 e le 24 al giorno: non si esce, non si skyppa con gli amici rimasti nella nazione di adozione, non si accenna minimamente ai lati positivi della nuova vita. Bisogna invece mostrare grandi segni di affaticamento e avversione verso il paese di adozione. Mai, e dico mai, accennare al fatto che ora si sta meglio dove si è, ma mostrare invece nostalgia e devozione per il paese di origine. E' apprezzabile inoltre mostrare una certa bulimia da expat mangiando fino allo stremo delle proprie forze, con la scusa che questo poi non lo si potrà mangiare per mesi e che comunque mai sarà buono come il cibo di casa.
Per quanto riguarda la questione "domande sceme alle quali dare una risposta", del tipo Come si vive in Germania? e Cosa dicono là dello spread?, non ho ancora deciso quale linea adottare. Inizialmente cercavo di dare una risposta breve, concisa e altamente significativa, poi sono passata alla linea morbida, cercando di buttarla sul semplice e scherzoso; talvolta la metto sul difficile e mi inerpico in improbabili analisi economico-socio-politiche. Sempre più spesso rispondo con un squillante "bene e lo spread è tutto ok!", nella speranza che il mio interlocutore ne sia soddisfatto. Ma la domanda più difficile è Che cosa si mangia in Germania? perché lì dall'occhio gongolante dell'inquisitore di turno, lo vedi che questo si aspetta che tu gli descriva atroci torture gastronomiche, lo vedi che ha il piedino pronto a levare un salto ed esibirsi nelle più più spettacolari acrobazie di lode della cucina italica. E allora come confessare che in fondo il cibo bavarese mi piace, che lo stinco di maiale è buono e che anche gli arrosti li sanno fare bene, che non sarà cucina raffinata, ma io la mangio comunque volentieri, e sopra ogni cosa amo il caffè americano e la colazione salata?

martedì 4 settembre 2012

per gente che si diverte con poco

Io mi ci sono fatta un sacco di risata, ma proprio che non riuscivo più a smettere. Quindi ora vi posto questa vignetta, voi potete ridere oppure in alternativa prendere atto del mio cervello bacato e non rimettere mai più piede da queste parti.
Se però vi rivedo, ne sarò contenta.



domenica 2 settembre 2012

Statistiche farlocche (e vergognose)

Ricevo una mail da parte del consorzio Almalaurea per una indagine sulla situazione dei giovani ad un anno dalla laurea e decido subito di partecipare. Il punti è che credo di essere una sorta di mosca bianca, che a 8 mesi dalla laurea ha avuto un contratto di 3 anni, con contributi, assicurazione sanitaria, eventuale congedo di maternità, ecc. Insomma un contratto con i fiocchi per cui partecipare al sondaggio è quasi un dovere, nel mio piccolo spero di contribuire a bilanciare un po' al rialzo le statistiche sull'occupazione.
E poi leggo la domanda numero due:

"Lei attualmente lavora o ha lavorato nel periodo successivo al conseguimento della laurea specialistica? Ai nostri fini, le attività di formazione elencate in precedenza (tirocinio, scuola di specializzazione, dottorato, stage, borsa di studio o lavoro e master), così come il servizio civile nazionale volontario, NON sono da considerarsi attività lavorative. Consideri come attività lavorative anche i lavori saltuari, non in regola (ad es. ripetizioni, babysitter, volantinaggio, ...)non coerenti con il titolo di studio conseguito."

Avete letto? Sono considerate come attività lavorative anche i lavori saltuari, non in regola!
Quindi cari diciottenni freschi di maturità e sul punto di iscrivervi all'università e laureandi che consultate trepidanti le statistiche sulle percentuali di impiego dopo la laurea per sapere di quale disoccupazione dovrete morire, non perdete tempo a leggere le statistiche, sono fasulle!
Almalaurea vuole solo sapere se siete laureati, che voi siate stati assunti in una grande azienda o consegnate le pizze a domicilio 10 ore la settimana in nero non importa a nessuno, l'importante è inserirvi nelle statistiche come lavoratori.