mercoledì 11 luglio 2012

Una folgorazione sulla via del mare

Un anno fa di questi tempi mi laureavo, chiudevo momentaneamente le ansie da futuro incerto e disoccupazione in un cassetto e partivo spensierata con A alla volta del Sud. Dopo anni di vacanze all'estero, già provati da alcuni mesi di Germania, decidevamo di rimanere a giocare in casa e di concederci una settimana di mare in Puglia.
La strada verso Santa Maria di Leuca si prospettava però un po' troppo lunga e rovente, soprattutto per una  formica fresca della discussione del giorno prima (io) e due reduci da festeggiamenti (entrambi).
Decidiamo quindi di fissare una tappa intermedia: due notti a Matera!
Avevamo visto sì e no qualche foto e ne avevamo sentito parlare ai tempi in cui Mel Gibson l'aveva scelta come set cinematografico, ma non avevamo idea di cose ci stesse aspettando.
Non mi dilungherò in spiegazioni e racconti storici, perché non sono brava,  non sono precisa e non voglio annoiarvi. Ma ragazzi: è in assoluto una delle cose più straordinarie che io abbia mai visto. Un presepe vivente, incastonato nella pietra chiara di un promontorio. Il mio misero vocabolario non basta a descrivere la sensazione che si prova entrando in questo mondo parallelo, senza coordinate temporali. Un posto bello ed emozionante, perché porta ancora impressi i segni della sofferenza millenaria di quelle popolazioni. Senza esagerare, posso dire che si è trattato di una folgorazione per entrambi. 
Inoltre i lucani mi sono sembrati riservati e umili. Gente che secondo me sotto sotto si rende conto di avere per le mani un gioiello e che sta facendo il più possibile per proteggerlo, ma che allo stesso tempo soffre perché sente di meritare di più, soprattutto più attenzione, più infrastrutture al turismo, più rispetto per la propria storia.


Sono una pessima venditrice, lo so, ma voglio darvi un consiglio: andateci a Matera, davvero, non avete idea di quello che vi state perdendo a pochi chilometri da casa (parlo per chi vive in Italia, ovviamente)

2 commenti:

  1. Pensa che io l'ho scoperta parlandone in classe agli studenti ... Non ci sono ancora andata, ma chissà, quest'estate magari ...

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