lunedì 9 luglio 2012

6-Paese che vai, mamma che trovi!


Quando vivi fuori casa e abiti con altre persone c’è, a cadenza più o meno regolare, un evento speciale che va sotto l’etichetta “Mamma in visita”. Poco importa se la mamma è la tua o di uno dei tuoi coinquilini, l’esperienza è ugualmente intensa.
Non tutte le mamme del mondo sono uguali però; nel mio repertorio (ammetto non molto vasto) ho le seguenti specie, osservate e studiate da vicino più di una volta:

-mamma italiana: il suo non è un semplice viaggio di piacere, è una piccola organizzazione di import/export all’ingrosso. Assieme a lei si materializzano salami, caciotte, pecorini, ogni tipo di dolciume, pasta fatta in casa, verdure sott’olio e ogni genere di prima necessità (ho visto arrivare zucchero e detersivo tra le altre cose). Prima riempie il frigo, poi la dispensa, poi lo sgabuzzino, uno scatolone va sotto il letto e se lo spazio non basta chiede ospitalità al vicino, che in cambio di una percentuale sulla merce si rende disponibile a ospitare qualche busta in casa propria. Al momento dell’arrivo poi tutti gli occupanti della casa devono allinearsi all’ingresso per essere sottoposti a body scan e visita medica militare. Segue ispezione dell’alloggio.
Tempo due ore e la lavatrice è già al secondo carico, il bagno è stato riportato a livelli igienici da sala operatoria e la cucina rivive antichi splendori. Per una settimana sono garantiti due pasti caldi giornalieri con primo, secondo, contorno e dolce. A tavola si fanno i turni a tavola: prima i figli, i i fidanzati dei figli e coinquilini, seguono la squadra di calcetto e le amiche di pilates, al terzo turno sono infine ammessi compagni di corso e vicini di casa.
Note negative: è doveroso accettare e subire senza proferir parola una riorganizzazione radicale di tutti gli spazi della casa, armadi, cassetti e ripostiglio inclusi.

-mamma cilena: arriva come un tornado, passa per le stanze  e senti solo il vento, lo spostamento d’aria che genera. La città le mette addosso una certa frenesia e lei ha un suo calendario preciso di appuntamenti e impegni ai quali tener fede. Passa i pomeriggi all’insegna dello shopping sfrenato e poi alla sera ne mostra orgogliosa i risultati. La mattina però si dedica alla casa e prima di uscire rifà i letti di tutti  e mette un po’ di ordine. Non ha la precisione militaresca della mamma italiana e neppure si prodiga tanto in cucina, ma una fetta di torta calda è sempre garantita, come il minimo sindacale.

Questa settimana ho fatto conoscenza per la prima volta della mamma slovacca:
la mamma slovacca arriva alla mattina presto in shorts, infradito e con un bagaglio leggero. Ha con sé giusto un sacchettino di semini rossi (forse commestibili) e per il resto spedisce la figlia a fare la spesa al supermercato. Per il resto del tempo esce a passeggiare o si trascina da una stanza all’altra con l’espressione dell’animale in gabbia che proprio non sa cosa fare, ma non la smette di dispensare grandi sorrisi. Cucina, ma con parsimonia e solo per la figlia e anche dopo giorni e giorni di permanenza non accenna a voler pulire nessuno spazio che possa essere catalogato come “ambiente comune”. In compenso però non è invadente, non sostiene che sei troppo magra, che mangi male e dormi poco, non ti chiede quando ti laurei e non ti misura la gonna ogni volta che esci di casa!

2 commenti:

  1. La mamma americana si ubriacherebbe insieme a figli e coinquilini, la mamma spagnola organizzerebbe una festa, la mamma svedese non la vedresti né sentiresti.

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