giovedì 5 luglio 2012

5- A ognuno la propria missione


Succede che insegno italiano in una università tedesca. Succede anche che tra gli iscritti ci sono molti ragazzi di famiglia italiana: abbondano quindi i Franz Esposito, i Martin Gennari e le Jasmin Borgo. Succede anche che questi ragazzi imparano l’ italiano a casa, sono abituati a parlarlo con nonni, zii, cugini di multiplo grado e parentado vario finito in qualche modo attorno allo stesso tavolo. Succede che arrivano a lezione belli spavaldi, forti della sicurezza di parlare già fluentemente l’italiano. Ma soprattutto succede che qui casca l’asino e si viene a scoprire che quello che parlano non è propriamente una varietà standard dell’italiano.

Mi sono data quindi una missione per i semestri a venire: giuro solennemente che continuerò a correggere, spiegare, ripetere, sgridare, fornire esempi a mimi finché non sarò riuscita a sradicare dalla teteschia l’uso di queste atrocità:

Il verbo stare al posto di essere : “ Prof, ci stanno compiti per casa?”

Il Voi di cortesia: “Prof, Voi dove andate in vacanza?” (Voi? Io e chi? Mi controllano? Hanno studiato la mia vita privata? Sanno che ho un ragazzo?)

Ma soprattutto strozzo il prossimo che mi scrive una mail iniziando con “Ciao Signora Scalza”. Gliel’ho detto cento mille miglia volte: o mi scrivono “Ciao Formica” o mi scrivono “Buongiorno Signora Scalza”, ma “Ciao Signora!” questo proprio NO! Per favore NO!

3 commenti:

  1. Oggi sul libro di italiano che uso ho trovato un 'voi' di cortesia e mi sei venuta in mente!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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