lunedì 2 luglio 2012

3-Scoperte recenti


Quando ero ragazzina mi piaceva solo leggere e guardare film. Leggevo talmente tanto che a casa a volte mi sgridavano. Mia nonna mi diceva ‘smettila di leggere e esci un po’ a giocare con gli altri bambini’ oppure ‘Smettila di leggere tanto, ti si rovineranno gli occhi’. Ma io leggevo, leggevo  e non mi bastava mai.
Mia sorella dice che non c’è gusto a regalarmi i libri, che in un paio di giorni li finisco e il regalo va a finire subito su una mensola.

Ultimamente invece, ho scoperto due passioni nuove: la prima è una versione moderna della passione più tradizionale, trattasi di leggere blog. Ho cominciato per caso, e poi da lì, seguendo vari link ho scoperto il mondo dei blog e me ne sono subito appassionata.
In particolare mi piace scoprire blog con una certa storia alle spalle, blog che raccontano anni di vita delle persone e mi piace leggerli tutti d'un fiato, dal primo post a quello più recente, seguire le trame delle vite di queste persone. È incredibile come la vita ci porti in posti strani attraverso percorsi tortuosi. Se mi chiedessero ora cosa voglio fare da grande potrei anche rispondere la lettrice professionista di blog, insomma starei davvero lì tutto il giorno a seguire le storie, le vicende, le delusioni e le rinascite.

La seconda scoperta recente è la radio. Non sono mai stata una grande appassionata di musica e più di una volta ho lasciato senza parole l’interlocutore di turno che mi chiedeva quale fosse la mia musica preferita; la risposta arrivava come una doccia fredda “non mi piace la musica”. Credo di essere particolarmente limitata dalla mancanza di un qualsiasi senso del ritmo. .
Comunque dicevo, ho scoperto recentemente la radio come potentissimo mezzo attraverso il quale entrare o rimanere in contatto con le culture e le lingue che ho bisogno di scoprire o di cui sento lo mancanza.
E così ho cominciato ad ascoltare la radio cilena per colmare l’enorme nostalgia che ho di questo paese. La radio è la mia cura, mi dà l’illusione di essere ancora lì, di far parte della comunità e di essere partecipe della loro attualità.
Poi ascolto la radio tedesca, perché se devo vivere in questo paese in qualche modo devo anche riuscire a capirlo e a parlarne la lingua. Certo, per ora la percentuale di successo è ancora bassa, ma ogni frase e addirittura ogni parola colta rappresentano una piccola vittoria per la quale trovo valga la pena congratularmi con me stessa. A volte mi farei un applauso da sola, per lo più invece mi prenderei a cazzotti per non essere più veloce ad imparare, dipende molto dal mio livello glicemico e di autostima.
E infine ascolto la radio italiana, lo trovo un buon modo per tenere i contatti con il mio paese. Ho bisogno di sentire cosa dice e cosa pensa la gente, qual è l’umore generale, da che parte tira l’opinione pubblica. Ho infatti il terrore di trasformarmi in una di quelle insegnanti di lingua che dopo vari anni di permanenza all’estero hanno totalmente perso il contatto con il proprio paese e la propria lingua, rimangono tagliate fuori dalla sua evoluzione e  finiscono con il trasmettere un modello arido e statico ai propri studenti. Quelle che si ostinano ancora a insegnare a dire ‘egli è’ e non ‘lui è’, quelle che non saprebbero mai citare una battuta di Aldo, Giovanni e Giacomo o della Litizzetto. Certo non è questo che si insegna in classe, ma si rischia di rimanere comunque con una immagine del proprio paese e della proprio lingua ormai falsificati dal tempo. Si rischia di tornare e di non riconoscere più il proprio paese, anche linguisticamente.
Insomma la radio mi sta facendo un po’ da psicoterapeuta in questi mesi, colma le mie lacune affettive, linguistiche e socio-culturali spronandomi a studiare di più una lingua, facendomi sentirmi viva nell’altra, ricordandomi come possa essere piacevole sentirsi a casa con una lingua di cui si conosce perfettamente la duttilità.

6 commenti:

  1. Oddio, ma siamo davvero simili ... Io pure musica 0, io pure leggitrice di blog, io pure con difficoltà a imparare lo sloveno, io pure prof che cerca di mantenersi in contatto con la cultura italiana ...

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  2. pensa che anche io per anni sono stata azzurro/blu dipendente, ora va meglio però! in realtà ho anche intervallato fasi di dipendenza dal verde. per il blog però ho scelto colori diversi, volevo dare una svolta!

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  3. :) Allora ti offro il mio da leggere! :)
    http://hereinspaceandtime.blogspot.com/

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  4. Ciao Formica! Come vedi non ho osato scrivere "signora" ;-), ma ci mancherebbe pure per una 25enne...!! Sono capitata per caso sul tuo blog ed essendo anche io una lettrice compulsiva di blog...l'ho letto tutto! Che bello che hai vissuto in tanti posti. Io sono stata per un periodo in India molti anni fa, ora sono stanziale ma sempre con una valigia pronta, piena di libri e con quattro vestiti. Ti seguirò volentieri, mi piace molto come scrivi. A presto

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    1. Grazie Ros! India?!? e ce lo racconti nel tuo blog? ora vado a leggere subito!

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  5. Ciao Formica, non ci sono ancora riuscita ma lo farò. Per ora ho raccontato, in modo un po' buffo perchè il mio è un blog semi serio, di altre mete. Se passi a trovarmi ne sono veramente contenta! Un abbraccio

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